Quando il rock era una malattia terminale, le assurdità dell'Istituto Luce

"Oltre il cancro e l'infarto i nostri tempi hanno un terzo malanno: il rock and roll. Colpisce anche i grassi, come Guidone."
20 ottobre 2017, 9:29am

Buongiorno e benvenuti alla seconda puntata della nostra nuova serie di video matti indicizzati male dall'archivio dell'Istituto Luce. La prima è stata pubblicata ieri, e aveva come protagonisti dei musicisti mattacchioni che suonavano il jazz sott'acqua dopo essere affondati su un bombardone. Oggi invece vi facciamo vedere una cosa non particolarmente strana, ma descritta in un modo che farà finire il vostro cervello sul soffitto. Pronti? Parliamo del...

FESTIVAL DEL ROCK AND ROLL IN UN LOCALE ROMANO

Vi ricordate quando quattro righe fa ho usato le parole "indicizzati male"? Ecco, questo video è stato caricato su YouTube con il titolo Arte e cultura, perché—se non lo sapevate—è palesemente il modo migliore per far trovare alla gente la clip di un festival rock and roll a Roma nel 1961. Ma lasciamo stare le scelte stilistiche e schiacciamo play. La voce narrante comincia sgasando a schifo sulla strada della retorica: "Uomini d'arte e di cultura dinnanzi ad un eletto pubblico offrono un edificante quadro del costume del ventesimo secolo", dice, mentre bei ragazzi col bananone in testa suonano "Shake, Rattle & Roll". E poi ingrana definitivamente:

"Oltre il cancro e l'infarto i nostri tempi hanno un terzo malanno: il rock and roll. Colpisce anche i grassi, come Guidone, e produce spesso epidemie sonore collettive. Ascoltate!"

Fermiamoci e consideriamo per un secondo i seguenti due punti.

1. È esistito un momento in cui il modo migliore di raccontare questa nuova cosa del rock and roll, secondo i produttori del cinegiornale più famoso d'Italia, era paragonarlo a un tumore. 2. Ora siamo tutti qua a fare i body positive e zero fat shaming, ma cinquant'anni fa se eri grasso te lo dicevano in faccia e muto dovevi stare. Ciccione.

Proseguiamo. La voce narrante incalza e, dopo quella salamella di Guidone, prosegue a presentare i musicisti del festival dandogli dei malati e dei porci blasfemi: "Il malanno si presenta anche sotto forme epilettoidi, come nel caso di Celentano", comincia, mentre le immagini mostrano Adrianone e la sua band che tremano come una foglia secca.

È poi invece il turno di "Ghigo", che "invece è invasato dal demonio. Lo hanno mandato al diavolo, e lui ci ha fatto una canzone" (che si chiama "No! Al demonio" e fu pubblicata con una b-side intitolata "SCALOGNA E CARCERE", non so se ci siamo capiti). La voce continua a descrivere questa cosa qua del rock and roll, mentre la gente resta seduta al proprio posto battendo i piedi a terra e abbozza qualche ballo un po' pazzo:

Sintomi di questo male, i blue jeans e i calzoni detti "a cica". Il delirio parte dal loggione e si contagia in breve alla platea. Il pavimento della sala trema, e trema anche il proprietario del locale. Chi non trema, sublime potenza dell'incoscienza, è Ghigo.

Ghigo pensa bene di esprimere la sublime potenza dell'incoscienza strappandosi la camicia, come dimostra l'immagine qua sotto. Nota: ho chiesto alla redazione di i-D che cosa fossero "i calzoni detti a cica". Speravo che il loro affascinante mistero restasse irrisolto, ma l'opinione è che si stia parlando dei pantaloni "a cicca", e quindi "a sigaretta", e quindi "a tubo stretto sulla caviglia e corti da far vedere i calzini". Grazie, i-D!

Ma quali sono le soluzioni al terribile malanno che ha colpito i giovani italiani e li porterà a morire dannati tra le fiamme dell'Inferno? Bè, ovviamente LA FAMIGLIA e LA SCUOLA.

L'eccitazione raggiunge il calor bianco. Basterebbe che il padre di uno di questi bocciati cronici che gremiscono il teatro gridasse "Viva il latino!" o "Viva la computisteria!" perché fosse sbranato dai baccanti del rock and roll.

Ora che abbiamo paragonato chi ascolta il rock and roll a delle bestie sanguinarie edoniste che odiano una passione sana come la computisteria possiamo tranquillamente porre fine a questo reportage. O forse no? Attenzione! Ghigo è sceso dal palco e sta aizzando "la turba degli zazzeruti"! Chi può mettere fine a questo scempio?

Ma chi se non i nostri amici carabinieri, venuti a salvare queste povere bestie dal loro gramo destino? Neanche loro, però, possono nulla contro la forza del rock and roll:

I carabinieri allontanano Ghigo, ma non hanno sufficienti camicie di forza per gli scalmanati.

Ci vediamo al prossimo video matto indicizzato male dagli archivi dell'Istituto Luce, fate un buon weekend.

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