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Sette nuovi ministri di cui ti conviene imparare subito il nome

Perché ne sentirai parlare molto presto.

di Leonardo Bianchi
01 giugno 2018, 10:08am

Foto via Instagram.

Dopo tre mesi di contorsioni, frenate, denunce di colpi di Stato e infinite giravolte, finalmente ci siamo: Lega e M5S hanno trovato l’accordo in extremis, e ora il “governo del cambiamento” può finalmente partire. Ieri sera, infatti, il presidente del consiglio incaricato Giuseppe Conte (che fino a ventiquattr’ore fa era tornato nell’oblio) ha sciolto positivamente la riserva, e Sergio Mattarella ha firmato i decreti esecutivi di nomina.

Il giuramento si terrà oggi alle 16, e l’esecutivo sarà composto da un premier “tecnico” (in altri tempi si sarebbe detto “non eletto dal popolo”), due vicepremier (ossia i capi di Lega e M5S), diciotto ministri (di cui cinque donne) e il sottosegretariato alla presidenza del consiglio al leghista Giancarlo Giorgetti.

I nomi di peso sono noti: oltre a Conte a Palazzo Chigi, naturalmente, Luigi Di Maio sarà il ministro dello sviluppo economico, del lavoro; Paolo Savona sarà il ministro degli affari europei; Giulia Bongiorno, ex avvocata di Andreotti alla pubblica amministrazione, in quota Lega; e Matteo Salvini sarà il ministro dell’interno, e vediamo se da quella posizione porterà fino in fondo la promessa di fare “pulizia di massa via per via, quartiere per quartiere.

Ma chi saranno gli altri ministri più importanti—quelli che molto probabilmente appariranno più spesso? Di seguito ne elenco alcuni, mentre qui potete trovare la lista completa.

GIOVANNI TRIA (ECONOMIA)

La casella dell’economia, si sa, è cruciale; non a caso, la settimana scorsa era saltato tutto per un nome non gradito al Quirinale. Questa volta la quadra è stata trovata su Giovanni Tria, preside della facoltà di economia politica all’università di Tor Vergata ed ex presidente della scuola nazionale dell’amministrazione. In passato è stato consulente di Renato Brunetta, quando quest’ultimo ministro della pubblica amministrazione, e ha partecipato alla scuola di formazione politica dell’allora PdL.

Tria è favorevole alla flat tax e “non ostile” al reddito di cittadinanza, se “correttamente inteso.” Il neo-ministro ha specificato la sua posizione sull’euro sul Sole 24 Ore, in un articolo scritto a quattro mani con Brunetta: “non ha ragione chi invoca l’uscita dall’euro senza se e senza ma come panacea di tutti i mali,” ma non ha neppure ragione chi sostiene “l’irreversibilità dell’euro.” Bisogna dunque cercare soluzioni condivise, perché uscire dall’euro in solitaria “significa pagare solo costi senza benefici.”

ALFONSO BONAFEDE (GIUSTIZIA)

Deputato del M5S al secondo mandato, Bonafede è uno dei fedelissimi di Luigi Di Maio ed è considerato una specie di Mr. Wolf del Movimento: colui, cioè, che ricompone i conflitti, appiana le divergenze e smussa le polemiche interne.

Per il resto, Bonafede è laureato in giurisprudenza, ha fatto un dottorato di ricerca in diritto privato, ed è un avvocato con studio legale a Firenze. Nel suo curriculum figura anche la voce “conciliatore tra imprese e clienti finali dei servizi elettrico e gas.” È anche il responsabile della funzione “Scudo della Rete” del “sistema operativo” del M5S, Rousseau.

GIULIA GRILLO (SALUTE)

Laureata in medicina e specializzata in medicina legale, Giulia Grillo è stata tra gli esponenti del M5S in prima linea nel dibattito sui vaccini. In un post sul Blog delle Stelle, la deputata ha scritto: “Fermeremo la legge [ Lorenzin] riteniamo i vaccini fondamentali nella prevenzione delle malattie infettive e il nostro obiettivo è garantire la massima copertura nel Paese. Come? La Lorenzin ha puntato sulla coercizione esponendosi al rischio pericolosissimo di ottenere l’effetto contrario."

BARBARA LEZZI (SUD)

Diplomata nel 1991 in un istituto tecnico di Lecce, e poi assunta nel 1992 in “un’azienda del settore commercio come impiegata di III livello,” Lezzi diventa senatrice del M5S nel 2013. Si fa subito notare portando l’apriscatole sugli scranni di Palazzo Madama (per “aprire il Parlamento come una scatoletta di tonno,” come aveva promesso Grillo).

Dopo la caduta del divieto di partecipare ai talk show, Lezzi è scelta dallo staff comunicazione come uno dei volti televisivi del M5S ed è la prima grillina a partecipare al Forum Ambrosetti di Cernobbio. La scorsa estate si fa notare per una dichiarazione abbastanza bislacca—quella secondo cui il Pil italiano sarebbe cresciuto grazie ai condizionatori accesi per il troppo caldo.

GIAN MARCO CENTINAIO (AGRICOLTURA)

Centinaio è uno degli uomini più fidati di Matteo Salvini, e di se stesso scrive: “Leghista fin dal primo vagito e con la passione per la politica nel sangue, già tesserato a 19 anni diventando militante nel 1994.” Dal 1999 al 2005 è segretario cittadino della Lega di Pavia, e diventa senatore nel 2013. Dal 2014 è il capogruppo al Senato—incarico che mantiene anche dopo le ultime elezioni.

In passato, mentre ricopriva la carica di vicesindaco di Pavia, Centinaio è stato duramente criticato dalla Lista Civica a 5 Stelle locale. In particolare, i grillini rilevavano che il leghista aveva come casella di posta “terronsgohome@yahoo.it” (nel 2017, in Senato, apostrofò l’ex presidente del Senato Pietro Grasso: “infame, terrone di merda!”); si era “schierato più volte a fianco dei ‘giovani pavesi’ naziskin resisi responsabili di aggressioni ai danni di esercizi commerciali di immigrati e ai danni del centro sociale Il Barattolo”; e aveva definito i frequentatori di quest’ultimo come “zecche” e “cacche.”

DANILO TONINELLI (TRASPORTI E INFRASTRUTTURE)

Deputato del M5S nella scorsa legislatura, e senatore in questa, Toninelli è un altro degli uomini più fidati di Luigi Di Maio. Altro volto televisivo dei Cinque Stelle, ha condotto la battaglia contro il referendum costituzionale di Renzi—sia dentro il Palazzo che fuori.

Nel suo curriculum figurano esperienze come “ufficiale di completamento dell’Arma dei Carabinieri a Torino” e “ispettore tecnico assicurativo” dal 2002 al 2013, a Bergamo e Brescia. È attivista grillino dal 2009 e di solito—come ha detto lui stesso—è sempre molto concentrato, come traspare dalle sue foto su Instagram.

LORENZO FONTANA (FAMIGLIA E DISABILITÀ)

Indicato esplicitamente da Matteo Salvini come uno degli “esempi del cambiamento,” Fontana è nella Lega da vent'anni. Per il partito ha ricoperto diversi incarichi: parlamentare europeo, consigliere comunale e vicesindaco a Verona, e vicepresidente della Camera dei deputati.

Il neo-ministro ha posizioni che coincidono alla perfezione con quelle della galassia ultracattolica, anti-abortista e anti-“ideologia gender”; non a caso, insieme ai leghisti Giancarlo Giorgetti e Simone Pillon, ha partecipato all’ultima edizione della “Marcia per la Vita.” Sull’aborto, ad esempio, ha dichiarato che “il grado di civiltà di una società si valuta proprio dalla capacità di difendere gli indifesi. Ciascuno di noi, prima o poi, può risultare non abbastanza utile o interessante per un mondo consumistico, che non ha a cuore l’uomo, la donna, la vita.”

Più recentemente, in un’intervista al sito cattolico Rosso Porpora, ha detto che “se non si rispetta la vita dal concepimento alla fine naturale si arriva ad aberrazioni come quelle di cui siamo stati e siamo testimoni. È tipico delle dittature: nel momento in cui qualcuno cerca di omologare i popoli, è inevitabile che si registrino casi come quello recentissimo di Alfie Evans in Inghilterra.”

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