Questo tizio ha servito agli amici dei tacos fatti con la carne della sua gamba

“Un amico ha dovuto sputarmi in un tovagliolo.”

|
13 giugno 2018, 6:00am

Tutte le foto per gentile concessione di IncrediblyShinyShart.

Attenzione: l'articolo contiene immagini forti.

Se potessi consumare della carne umana in modo etico, lo faresti? È una di quelle domande che ti poni magari dopo aver guardato Il silenzio degli innocenti da fatto. A prescindere dalla risposta, nessuno crederebbe mai di trovarsi davanti a una simile opportunità nella vita reale.

Eppure in un recente post su Reddit, l’utente IncrediblyShinyShart ha raccontato la storia di un incidente culminata proprio in quell’opportunità improbabile e macabra. Colpito da un’auto in corsa, IncrediblyShinyShart è stato disarcionato dalla sua moto e scaraventato nella boscaglia al lato della strada, perdendo l'uso del piede. Quando il medico gli ha chiesto se avesse voluto amputarlo, la sua domanda è stata una sola: “Posso tenerlo?”

Il medico ha risposto affermativamente. Così, in una tranquilla domenica di luglio a tre settimane dall’incidente, Shiny, che preferisce mantenere l’anonimato, ha invitato dieci amici a un brunch molto speciale. Dopo un delizioso strudel di mele, pasticcini alla frutta e una squisita torta al cioccolato, ecco arrivare in tavola il piatto forte: tacos ripieni della carne di Shiny, ricavata dall’arto amputato.

Negli Stati Uniti non esiste una legge federale che proibisca il cannibalismo, e Shiny ha tranquillamente documentato l’intero processo—ma vista la natura delle immagini, vi abbiamo risparmiato la maggior parte degli scatti.

Gli abbiamo chiesto a Shiny perché abbia deciso di sottoporre gli amici a questa prova. L’intervista che segue è stata modificata e abbreviata dalla redazione per chiarezza.

VICE: Perché l’hai fatto?
Shiny: Inizialmente volevo farlo imbalsamare o essiccare. Ho pensato che sarebbe stato fichissimo tenere il piede in bella mostra sul comodino o come fermaporta, no? Dopotutto era il piede, una parte di me, e in qualche modo lo rivolevo indietro.

Come hai convinto il medico a lasciarti l’arto amputato?
Quasi tutti gli ospedali prevedono questa possibilità, principalmente per motivi religiosi—secondo alcune credenze il corpo va seppellito nella sua interezza. Così ho solo dovuto firmare dei documenti e ritirare il mio piede in una busta biodegradabile rossa. L’ho portato in macchina e l’ho messo subito in un piccolo frigorifero portatile. È stato molto strano.

Come l’hai conservato?
Non sono riuscito a trovare nessuno che mi prendesse sul serio quando chiedevo di imbalsamarlo, ed essiccarlo a freddo era troppo costoso. Ma non sembrava un piede, sembrava un oggetto, non sembrava più un pezzo di un essere umano. Non c’era più connessione emotiva. Pensavo “Questo è il mio piede,” e non mi sembrava per niente strano—e forse era questa la cosa più strana di tutte.

Come hai preparato la carne prima di servirla?
Ho preso un coltello da cucina e ho tolto un pezzo di pelle dalla tibia. La pelle era già quasi tutta staccata per via dell’operazione chirurgica, lasciando intravedere il muscolo. Ho preso solo il muscolo. L’ho messo in una busta di plastica e poi nel congelatore.

Come hai convinto dieci amici a mangiarlo insieme a te?
Ho invitato 11 persone dicendo una cosa tipo, “Vi ricordate di quando ci chiedevamo se avremmo mai mangiato carne umana, se avessimo avuto un’opportunità etica per farlo? Be’, oggi vi sfido. Lo facciamo o no?” Dieci di loro hanno accettato. Forse siamo gente strana. Un’amica ha detto che avrebbe chiesto al fidanzato se poteva cucinarlo, faceva il cuoco.

Come è andata la fase di cottura?
Ho spiegato allo chef la mia idea e dopo un paio di giorni mi ha risposto, “Ok, facciamolo. Io lo preparo, e voi venite a casa domani.”

Dopo averlo lasciato marinare la notte, l’ha saltato con cipolle, pepe, sale, peperoni e succo di lime. Poi l’ha servito con tortillas di mais e una salsa.

E poi la domanda più ovvia ma necessaria: di cosa sa?
In genere le persone credono che sappia di maiale, per via del termine “long pig” che si usa di solito per la carne umana nei film. Ma questo sapeva più di manzo. Ha un gusto molto pronunciato. Il muscolo che ho scelto era duro e un po’ stopposo. È buono, ma l’esperienza in generale non è stata il massimo.

Su Reddit hai scritto, “Un amico ha dovuto sputarmi in un tovagliolo.” Ma com’è andato il resto del pasto?
La sensazione di nausea non è mancata. Ci siamo guardati e ci siamo detti, “Lo stiamo facendo davvero? Lo stiamo facendo.”

Su Reddit scrivi che l’esperienza ti ha aiutato a chiudere una volta per tutte il capitolo dell’incidente. In che senso?
L’incidente è stato terribile. Ricordo di essere volato in aria, e poi di essere caduto a terra. Il ricordo successivo è di me seduto a terra, nella radura: mi sono tolto il casco, e ho guardato verso il basso, verso quel dolore lancinante. Il piede era lì, ciondolante. Ho una foto scattata sull’ambulanza in cui lo si vede tutto maciullato e sporco.

Ma nella sfortuna sono stato fortunato. C’erano altre persone, e tra loro una ragazza che mi ha messo subito un laccio emostatico. Aveva appena fatto un corso di primo soccorso. Nel giro di un quarto d’ora è arrivato anche un paramedico fuori servizio. E in tutto ciò non ho riportato altre ferite gravi. Solo la gamba, e un taglio sul collo. Il resto è rimasto intatto, ma sarei potuto morire sul colpo.

Nei giorni immediatamente successivi continuavo a svegliarmi di soprassalto nel lettino d’ospedale, a piangere senza sapere cosa sarebbe stato della mia vita. Ho discusso le varie possibilità col dottore, ho cercato di capire se potevamo salvare qualcosa, ma mancavano delle ossa e sapevamo già che non sarei mai tornato a camminare su quel piede. Dopo una settimana abbiamo deciso di procedere con l’amputazione.

È stata un’esperienza segnante. Sono un uomo bianco della classe media. Non ho mai dovuto lottare in vita mia, né avevo mai vissuto momenti particolarmente difficili o dovuto superare particolari prove. Non sono stato nell’esercito, non sono mai stato povero, non ho mai dovuto lottare per sfamarmi o assicurarmi un tetto sulla testa. Ho sempre avuto vita facile, e prima dell’incidente probabilmente davo tutto per scontato. Tanto la mia vita quanto chi mi stava intorno.

Il sostegno e la comprensione che ho ricevuto dai miei amici e i miei cari sono stati incredibili e mi hanno aiutato a superare la sfida. A quel punto dovevo farmi carico di una parte del corpo che a sua volta si era fatta carico di me così a lungo. Dovevo congedarmi da lei nel modo giusto.

Stiamo parlando di cose successe due anni fa. Perché hai deciso di parlarne solo oggi?
È una bella storia da raccontare a persone che già ti conoscono, ma può anche mettere a disagio. Ci ho messo un bel po’ a trovarmi io stesso a mio agio con la faccenda, e mi sono affidato a Reddit perché lì c’è garanzia di anonimato.

Su Reddit trovi un bel po’ di cose assurde, e il mio mi sembrava un contenuto adatto alla community. In più tecnicamente non ho fatto niente di illegale. Non ho venduto la mia carne. Non l’ho data in pasto a persone ignare. E non abbiamo trovato leggi che lo impedissero.

Quindi non mi preoccupa tanto l’aspetto legale. Solo, non mi va di essere ricordato come quel tizio che si è mangiato la sua gamba. Come un cannibale. È una cosa che non mi rappresenta.

Segui Beckett Mufson su Twitter e Instagram.