Ho passato una settimana sotto CBD

Che sia in forma di infusi, creme o capsule, il cannabidiolo (CBD) promette relax, benessere e felicità. Miracolo o marketing? Per scoprirlo, l'ho messo alla prova in prima persona.

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05 giugno 2018, 11:00am

Immagine : 20100Vallon

Antiinfiammatorio, antiossidante, antireumatico, antinausea, antiemetico, antipsicotico, ipnotico, sedativo e ansiolitico... Da quando hanno iniziato ad interessarsi al cannabidiolo (CBD) all'inizio degli anni Settanta, gli scienziati hanno continuato ad attribuirgli nuove qualità terapeutiche. Ma quello che voglio capire è: questa molecola estratta dalla cannabis, che è la più studiata dopo il THC, è una sorta di panacea dei farmaci?

Difficile rispondere a questa domanda, perché la maggior parte degli studi disponibili non sono sufficientemente approfonditi e il meccanismo d'azione della molecola risulta tuttora sconosciuto. Di conseguenza, la comunità scientifica resta ancora prudente nel rilasciare un giudizio definitivo e l'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) si rifiuta di raccomandare la CBD per uso medico. Ma in fondo chi se ne frega! I venditori di CBD approfittano del vuoto legislativo per vendere i loro prodotti in tutta Europa. Secondo quanto sostengono, le virtù terapeutiche del cannabidiolo sono molto concrete: alcuni negozi online si spingono addirittura ad abbinare le foglie di cannabis al caduceo sul loro logo.

Per mettermi il cuore in pace, mi sono procurato 300 euro di prodotti a base di CBD attraverso due negozi online (uno con irlandese, l'altro svizzero): tè, tisane, creme e balsami, olio, lecca-lecca, capsule — e persino un vaporizzatore... La mia missione? Offrire il mio corpo alla scienza e vedere se, come promesso, il CBD può curare la mia insonnia, la mia perenne condizione di stress, la mia secchezza cutanea e i miei dolori vari. Così, ho provato a vivere una settimana sotto l'effetto di cannabidiolo.

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Foto dell'autore.

Giorno 1

Giorno di riposo. Bello fresco dopo una notte a base di una quantità rispettabile di ore di sonno, mi preparo una tazza di Darjeeling potenziato ”con un estratto vegetale ricco di cannabinoidi” — che allungo con il latte. Grazie a questo accorgimento, secondo gli esperti, il CBD viene assimilato più facilmente dall'organismo. Prima impressione: il gusto non è sorprendente. Ma poco prima dell'ultimo sorso, mi sento tutto strano: ho problemi a leggere sullo schermo del computer e sento gli occhi scivolarmi sulle righe di testo.

Mi convinco che si tratta solo dell'effetto della teina e divoro un orso gommoso arricchito con CBD prima di uscire per andare in palestra. Oggi è la giornata degli esercizi per le gambe. So che il cannabidiolo non dovrebbe avere un effetto psicotropo, ma mi concentro comunque sulle mie sensazioni mentre eseguo le mie serie... Dal momento che il CBD dovrebbe promuovere il recupero, aumento tutti i carichi ed eseguo tutti movimenti molto lentamente. Spero sinceramente la storia del recupero non si tratti solo di una leggenda metropolitana perché ora mi sento uno straccio. Mentre torno a casa, completamente devastato, cerco rassicurazioni dalla mia farmacista ma è una causa persa: ”Non ho mai sentito parlare del CBD,” ammette candidamente. Benissimo. Posso contare solo su di me. Vedremo se domani andrà meglio.

Giorno 2

Oggi devo lavorare. Insolitamente mi sono addormentato di colpo. Quindi, questa è la prova che il CBD possiede una qualche proprietà soporifera. In ogni caso, l'effetto collaterale è spaventoso: mi ci vogliono 45 minuti per svegliarmi. Questa notte praticamente priva di sogni mi ha trasformato in una specie di lumaca, ho gli occhi gonfi e acquosi come dopo una serata di bagordi. Ma soprattutto, le gambe mi fanno malissimo mentre mi vesto! I dolori sono tali che mi ci vogliono due minuti per indossare le calze. Per quanto riguarda il recupero rapido, quindi, posso dire che non funziona. Mi faccio un tè, ingurgito due orsetti gommosi e mi trascino fuori di casa — dolorante e rammollito come non mai.

Di solito, per me interagire con i colleghi è uno strazio. Non so mai cosa dire o come comportarmi, in sintesi: faccio un po' scena muta e un po' passo per un tipo strano. Quando mi sono imbarcato in questa curiosa missione, non mi aspettavo nessun effetto sul mio comportamento. Eppure, ho come l'impressione che la sostanza peggiori il mio lato antisociale. Rilassato fino al punto da perdere qualsiasi inibizione, dico ai miei colleghi tutto quello che mi passa per la testa con una voce pastosa, mentre ciuccio gli orsetti al CBD. Le loro reazioni sono piene d'imbarazzo, molti di loro mi gratificano con un umiliante: ”diciamo che è l'effetto del prodotto.” Sono così sconnesso da tutto che non mi interesso neanche del loro giudizio. Voglio solo dormire — e nessuna voglia di lavorare.

Tornando a casa, concludo la giornata con un'ottima tisana al CBD (e latte). Poi inizio il mio rituale serale — cercare di ampliare un po' il mio vocabolario di giapponese — avvolto da una nebbia di cui non riesco a determinare la causa. È l'effetto della stanchezza o della sostanza? In ogni caso, raramente la mia performance linguistica si rivela così pessima. Parole che pensavo di aver imparato settimane fa mi scivolano tra gli emisferi e tendo ad arrabbiarmi con più facilità del solito. Non mi piace sentirmi così. Voglio tornare indietro. Voglio riavere la mia piena capacità cerebrale. Sprofondo nel sonno con il desiderio di svegliarmi con una mente più lucida.

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Foto dell'autore.

Giorno 3

Svegliarmi di nuovo con la mente annebbiata mi costringe ad ammettere che ho esagerato con i dosaggi. Decido di limitare il mio consumo per via orale e di concentrarmi sull'aspetto della ”cura di bellezza” della mia settimana sotto CBD.

Avendo una pelle secchissima, ogni giorno, mi cospargo di creme di varia natura. Utilizzo le stesse marche da anni e, francamente, non muoio dalla contentezza all'idea di provare creme a base di CBD distribuite da "laboratori" sconosciuti. All'alba del terzo giorno, sono costretto ad ammettere che la cura sta andando bene. Grande sorpresa, la ”crema viso con CBD,” eccessivamente grassa e profumata, fa il suo lavoro senza ricoprirmi di brufoli. Il burrocacao sembra più efficace di quello che uso di solito. Soprattutto, la crema idratante che mi aveva inorridito — sembra hummus, sia nel colore che nella consistenza — dà dei risultati impressionanti: in soli tre giorni, sono scomparsi gli sfoghi che avevo sulla pelle da mesi. Una volta interpellata in merito, la farmacista guarda il barattolo di crema divertita: ”se non la vendono in farmacia, vuol dire che non vale niente.” Eppure questa roba è riuscita proprio dove le creme a base di corticosteroidi hanno fallito.

Giorno 4

Decido di provare uno dei due balsami a base di CBD che tengo sul comodino. Si tratta di roba costosa che non ho ancora toccato. Si suppone che aiutino a combattere ”dolori, infiammazioni e senso di debolezza,” ma anche gli attacchi d'ansia, la sclerosi multipla e il cancro. I quiz che ho fatto su Internet mi hanno dato come risultato che le mie cellule nervose se la cavano ancora bene, inoltre, non mi è stato ancora diagnosticato il cancro, ma sono pronto a mettere alla prova gli effetti sui disturbi restanti: dopo un altro allenamento lento e pesante, infatti, mi sveglio tutto dolorante dal collo fino ai fianchi.

Con mia grande sorpresa, l'effetto è evidente e immediato. Le spalle si rilassano e posso alzare le braccia senza sentire dolori o strappi. Festeggio il successo somministrandomi delle gocce di olio che contengono il 4% di CBD e poi resto imbabolato a giocare con un videogioco (ovviamente da solo, sono pur sempre un adulto). Che emozione: il gusto mi ricorda l'unica space cake provata nella mia vita (è stata una bella esperienza). Non sento nulla mentre sparo colpi a raffica con il mio sparatutto, ma ho fame, ho davvero tanta fame.

Mentre mi precipito verso il frigo come una bestia affamata, mi rendo conto che il mio appetito è cambiato dal secondo giorno: preda di attacchi di fame improvvisi, mangio qualsiasi cosa mi capiti a tiro, in qualsiasi momento. Mandando in malora la dieta che dovrei seguire e qualsiasi nozione di buon gusto, ingurgito un barattolo di tonno, 350 grammi di riso e una bottiglia intera di succo d'arancia — e sono solo le 15:30. Una volta che mi sento pieno, penso che potrei passare le mie giornate solo a mangiare, fare sport e assumere CBD. Potrei trasformarmi in un autentico mostro.

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Foto dell'autore.

Giorno 5

Fin dal primo giorno, mi sono dimostrato riluttante a consumare un solo prodotto a base di CBD: le capsule. Maneggiando la loro confezione nera e argentata estremamente cheap, mi imbatto in un elenco di ingredienti che non posso fare a meno di verificare su Google. Con mio grande sgomento, l'ingrediente principale delle capsule, la zeolite, è un minerale che se inalato può causare effetti simili a quelli dell'amianto.

Sempre più sconvolto, scopro che, a quanto pare, un gruppo di persone incoscienti e credulone la ingeriscono per ”scaricare” le tossine del loro organismo, placare la diarrea, prevenire o combattere il cancro e anche ”curare” l'autismo — in questo caso, somministrandola a bambini in tenera età, il che è terribile. Naturalmente, tutto questo non è scientificamente provato. Invece, i venditori di zeolite la spacciano come un trattamento miracoloso. Un marchio gioca addirittura con il termine ”panacea.“ La farmacista, che non ne ha mai sentito parlare, mi guarda con uno sguardo inorridito quando le comunico che la assumo da quasi una settimana.

Mentre mando giù la mia quinta pillola di CBD-zeolite incazzato nero, mi interrogo sulle dimensioni del mercato dei cannabidiolo. Alcuni studi parlano di 2,2 miliardi per i soli Stati Uniti entro il 2020. Se questi numeri vi stupiscono, pensateci un attimo, vi ricordate di altri prodotti che possono attirare tanto i naturopati quanto gli adolescenti?

Giorno 6

Con il pretesto di ingerire CBD, ho trascorso gli ultimi sei giorni a mangiare dolci ogni due ore. Ne ho mangiati a quintali, eppure, non riesco ancora a descriverne il gusto. Caratterizzati da note erbacee e pungenti, i leccalecca non assomigliano a nulla di quello che ho provato prima. Dopo un sapore iniziale amarognolo, invece, gli orsetti sanno semplicemente di orso. Le caramelle più dure, infine, hanno un sapore di zucchero leggermente impregnato di menta.

Spesso, l'elenco degli ingredienti di questi dolci non è dei più rassicuranti. Alcuni di questi sembrano completi, ma in altri sembra che semplicemente venga omesso qualche ingrediente. Tanto per fare un esempio, come fidarsi di una lista come ”zucchero, acqua, glucosio, aromi e CBD?” Stessa discorso vale per il vaporizzatore pronto per il CBD. Gli ingredienti del suo "e-liquid" dal colore ambrato sono riportati sul sito che lo distribuisce, ma non sulla sua confezione.

Se avevamo bisogno di prove che dimostrino che l'industria della CBD è ancora libera di fare tutto ciò che vuole, questi elenchi di ingredienti poco precisi sono perfetti. Sia i legislatori che i medici non sanno come gestire il cannabidiolo e, per gli altri prodotti, la confusione è ancora totale. Ciò non è affatto rassicurante dal momento che mancano le verifiche di sicurezza svolte da un laboratorio di controllo indipendente.

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Foto dell'autore.

Giorno 7

L'ultimo giorno: è il momento di fare il punto della situazione. Devo ammettere che mi sento meno ansioso, meno insonne, con la pelle meno secca e i muscoli meno rigidi. Tuttavia, sono ancora confuso: come posso essere sicuro che sia il CBD il responsabile di questi miglioramenti? La farmacista mi spiega che il balsamo che mi ha piacevolmente sorpreso contiene grandi quantità di olio di lavanda e olio di calendula, entrambi rinomati per il loro effetto rilassante. La CBD sarebbe quindi solo uno specchietto per le allodole, un modo per donare una nuova giovinezza alle vecchie ricette? Forse mi sono lasciato trasportare dall'hype — e ho semplicemente sperimentato l'effetto placebo?

Speravo di uscire da questa settimana con un'opinione forte sul CBD. Ma non è andata così. Eppure, voglio ancora credere che sotto questa moda si nasconda qualcosa di buono, che gli e-liquid e gli orsetti, per quanto possano sollevare dei dubbi, incoraggeranno i medici e i legislatori a studiare più da vicino la cannabis. Così spero che, nel giro di pochi anni, verrà pubblicato uno studio che dimostra che tutti gli effetti che ho avvertito non me li sono sognati.

Questo articolo è comparso originariamente su Motherboard France.

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