‘Surviving Mars’ mi ha insegnato che la vita su Marte è una merda

Questo gioco di strategia vi farà passare la voglia di colonizzare il pianeta rosso definitivamente.
19.3.18

Marte: uguale uguale alla Terra, se tralasciamo il fatto che è grande la metà, molto più freddo, esposto ad alte dosi di radiazioni e privo di aria respirabile. Nonostante sia il candidato numero uno per fare da seconda casa all'umanità, non c'è dubbio che gli aspiranti marziani avrebbero tutto tranne che vita facile lassù.

Per chi vuole un assaggio della vita da frontiera su Marte, senza dover effettivamente lasciare il proprio comodo divano terrestre, è arrivato Surviving Mars, un gioco di strategia in cui costruisci città, pubblicato giovedì scorso da Haemimont Games e Paradox Interactive.

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L'obiettivo è far prosperare una colonia marziana, proprio come nei sogni di visionari come Elon Musk. Ti vengono fornire un po' di risorse primarie per costruire la tua Marstown personale, dalle infrastrutture base costruite dai robot — come hub per droni, turbine a vento, cavi di alimentazione —, fino a strutture appariscenti — tipo bar spaziali, laghi e parchi giochi —, rese disponibili una volta che la tua città ha preso forma. Inoltre, puoi cominciare con n budget da 30 miliardi, se decidi che la tua colonia sarà una missione internazionale, o puoi rappresentare un paese o un'azienda specifici, o uno strano gruppo chiamato "Church of the New Ark," che puzza tanto di culto della fertilità spaziale.

Una volta che hai selezionato un punto in cui far atterrare il tuo primo razzo, devi poi creare un habitat con sistemi di life-support e di estrazione di risorse sostenibili che sia all'altezza dei tuoi coloni e delle loro aspirazioni scientifiche.

Immagine: Haemimont Games/Paradox Interactive

E qui sta il problema. Per carità, è bello ricevere un mucchio di soldi e darsi allo sfruttamento interplanetario, ma non è per niente facile, in realtà, fare cose tipo stendere i cavi dell'elettricità, stabilire le strade per il rifornimento materiali, delegare certi lavori a rover robotici e droni, e installare impianti solari o eolici operativi. Le tempeste di sabbia e l'esposizione alle radiazioni erodono gli edifici, per cui servono molteplici sistemi di energia secondaria per mantenere la colonia al sicuro nell'eventualità che una componente si danneggi.

Devi anche vedertela con meteoriti che piombano dal cielo senza preavviso e senza un'atmosfera che li rallenti. Se l'impatto avviene su qualche infrastruttura critica, può gettare nel caos nella tua comunità appena nata.

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Probabilmente, è per questo che Surviving Mars si autoproclama un gioco di scoperta "con un numero minimo di vittime."

Il fatto che alcuni dei tuoi coloni moriranno di cause non naturali è presentato come qualcosa di certo sin dall’inizio, e la qualità della vita di coloro che sopravvivono non è certamente alta, visto che rimangono confinati in piccole bolle isolate sparse su una landa desolata.

Questo approccio così feroce alla vita sul pianeta rosso a volte fa arrabbiare parecchio — specialmente perché ho un talento naturale per la costruzione accidentale di trappole mortali — ma è anche la parte migliore di Surviving Mars.

Migliaia di persone fremono all’idea di lasciare un’impronta sul terreno marziano, e la sola prospettiva che la nostra specie possa riuscirci davvero è incredibilmente eccitante. Ma se la Luna è una signora severa, allora Marte è un giullare diabolico. Nonostante tutte le volte che è stato glorificato dalla fantascienza, vivere lì sarebbe veramente complicato, e il gioco spesso ne parla apertamente.

In conclusione, Surviving Mars mi ha reso estremamente consapevole del fatto che non ho “le carte in regola” per sopravvivere su Marte. Il pianeta rosso è molto divertente da esplorare e colonizzare virtuale, ma se e quando i primi coloni partiranno davvero per Marte, io rimarrò sulla Terra — il pianeta migliore di tutti.

Questo articolo è apparso originariamente su Motherboard US.