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Ritratti degli adolescenti della 'Summer of Love' californiana negli anni Sessanta

Elaine Mayes ha fotografato le stelle del rock e i ragazzi fuggiti dalle loro case per invadere Haight-Ashbury, l'epicentro delle controculture californiane.

Questa settimana cade il cinquantesimo anniversario del Monterey Pop Festival. Il primo concerto statunitense di musica rock su larga scala ha attratto tra le 25.000 e le 90.000 persone nel corso di tre giorni di giugno del 1967. Una manifestazione di musica, amore libero e pacifismo che ha aperto la strada a Woodstock, che si è tenuto due anni dopo; a Monterey va infatti il merito di aver fatto conoscere alla nazione i rivoluzionari suoni di Jimi Hendrix, The Who e Janis Joplin. Oltre alla musica, Monterey viene ricordato come elemento catalizzante per la Summer of Love, estate in cui la città di San Francisco diventò l'epicentro della rivoluzione sociale e culturale in atto a causa dell'afflusso di migliaia di giovani nella città: la controcultura incubata durante la tre giorni di Monterey si è diffusa per le coste californiane, radicandosi nella sua capitale e richiamando oltre 10.000 ragazzi ad Haight-Ashbury.

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Un paradiso per chiunque rifiutasse le ideologie culturali e politiche che definivano gli Stati Uniti di quegli anni, il Golden Gate Park fu invaso da ragazzi fuggiti dalle loro case, stelle del rock, drogati, poeti, radicali, pacifisti, artisti, vagabondi e attivisti. La fotografa Elaine Mayes ha documentato i giorni d'oro degli hippie e gli aspetti meno positivi che hanno portato questo movimento al tramonto (droghe, alto tasso di criminalità e inasprimento della Guerra in Vietnam). Elaine Mayes: Summer of Love è la mostra in cui l'artista espone le sue fotografie in bianco e nero di quell'era, 50 anni dopo averle scattate.

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