Her: Love In The Modern Age

In un momento come questo, il legame sempre più stretto con i social network e la personalizzazione della tecnologia rappresentano una fonte d’ispirazione potentissima, perciò non è un caso che alcuni grandi artisti abbiano preso in esame la questione attraverso riflessioni sul nostro rapporto con corpi fisici e schermi digitali e sulla confusa intersezione fra i due. 

L’esempio più celebre è forse Lei, il film di Spike Jonze fresco di Oscar per la miglior sceneggiatura originale. L’ultima creazione di Spike Jonze si sofferma infatti sul modo in cui l’intelligenza artificiale può alterare la nostra percezione dell’amore e delle relazioni, fino a mettere in discussione il concetto stesso di “relazione” così come lo intendiamo oggi.

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Ispirati dai temi portanti di Lei, i nostri colleghi di The Creators Project hanno chiesto al regista Lance Bangs di intervistare un gruppo di musicisti, scrittori, registi—tra cui James Murphy degli LCD Soundsystem, l’attrice Olivia Wilde (che recita in Lei), Marc Maron—a proposito delle rispettive esperienze amorose e dell’influenza che la tecnologia esercita su di esse. Noi ve lo riproponiamo sottotitolato in italiano in occasione dell’uscita di Lei nelle sale italiane.


James Murphy, LCD Soundsystem

“Volevo girare un corto sull’intimità, la solitudine e la tristezza,” spiega Bangs in proposito. “Qualcosa che parlasse delle relazioni, del loro significato. Cosa le fa funzionare o finire, e come potrebbero cambiare in futuro.” 

Lei spinge lo spettatore a chiedersi, “Cosa c’è di così speciale nelle relazioni umane? Cos’è che le rende uniche?” E anche se le persone intervistate da Bangs si concentrano più sugli effetti dell’amore e delle relazioni sulla loro arte, dare una risposta a un quesito di tali dimensioni è complicato quanto, diciamo, definire le nostre identità.  

“Ciascuno ha una propria idea di cosa sia l’amore, per cui forse il fatto che la tecnologia abbia avuto un effetto positivo o negativo dipende in primo luogo da che definizione si dà di amore,” dice Lauren Mayberry dei Chvrches. “Penso sia una questione profondamente individuale, legata a quelli che sono i bisogni di ciascuno, e penso che Lei parli proprio di questo,” ha risposto lo scrittore Bret Easton Ellis. Per il comico Marc Maron (autore del podcast “Maron and the WTF”), invece, la risposta è molto più diretta: “l’amore è l’antitesi della paura.” 


Olivia Wilde

“Penso sia impossibile guardare questo film senza identificarsi in alcuni suoi aspetti,” dice il regista Alan Del Rio Ortiz, appena uscito lui stesso da una relazione. In poche parole, il corto di Bangs mostra come tutti gli esseri senzienti possano identificarsi con il bisogno di legami di Theodore, il protagonista di Lei, anche se questi legami, nel 2014, hanno molti significati diversi. Possiamo essere soli e contemporaneamente insieme, e l’amore non è mai qualcosa di concreto. Incasinata e impossibile da aggiustare semplicemente recandosi in un Apple Store, l’esperienza umana è un ambito multisfaccettato che Bangs e colleghi cercano di analizzare e chiarire. 

Tutto sommato, sembra che, indipendentemente dal modo in cui la tecnologia può cambiare l’aspetto delle relazioni e dell’amore, alcune verità rimarranno le stesse. Come dice Theodore nel film: “C’è qualcosa che ti fa stare bene quando condividi la vita con qualcuno,” anche se il corpo di quel qualcuno è fatto di metallo.

Un ringraziamento speciale a tutti gli artisti che compaiono nel documentario: 

Marc Maron
Alexi Wasser
Charlyne Yi
Lauren Mayberry
Ester Perel
Evengeline Zhao
Dan Donahue
Bret Easton Ellis
James Murphy
Alan Del Rio Ortiz
Humberto Leon
Olivia Wilde
Nick Littlemore
Christopher Ryan, Ph.D.
Moshe Kasher

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