Questo post fa parte di Formula, la serie di Motherboard in collaborazione con Audi in cui esploriamo le meraviglie dell’intelligenza artificiale, la tecnologia più importante del 21esimo secolo.
Arte e intelligenza artificiale sono due parole che nella stessa frase suonano non solo stranissime, ma si prestano anche a una marea di congetture decisamente fuori luogo: tra robot che ci ruberanno il lavoro, intelligenze artificiali qual è l’opera d’arte più giusta per noi, l’apocalisse algoritmica vive di sparate anche nel mondo della creatività.
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Nel caso di Buskerbot, un braccio robotico sviluppato dal team di Paolo Gallina dell’Università di Trieste, ci troviamo davanti ad un’intelligenza artificiale che integra il lavoro umano nel mondo dell’arte, riproducendo dei dipinti realmente esistenti attraverso degli algoritmi di non-photorealistic-rendering e lasciando spazio all’intelligenza artificiale del braccio di ri-elaborare autonomamente parte del dipinto. Abbiamo parlato con gli sviluppatori che vi hanno lavorato e abbiamo seguito la realizzazione di un dipinto da parte di Buskerbot.
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