Il trailer #1 del primo film della terza trilogia di Star Wars (vivrò abbastanza a lungo da vederli tutti?) è uscito circa una settimana fa. È stato gettato ai fan come un osso a cani affamati e come tale è già stato spolpato, smembrato frame per frame alla ricerca di indizi e dettagli su cui costruire congetture, e—perché no—assemblato da capo in versioni alternative per ammazzare il tempo che ci separa dall’uscita effettiva del film.
Da quando il prezioso tasto pausa di qualsiasi player ha amplificato i poteri spolpanti dei cultori dei cosiddetti Easter eggs e dei maniaci della continuity cinematografica, abbiamo notato l’operatore in jeans ne Il Gladiatore, la porta della jeep di Jurassic Park già chiusa che viene serrata dal ragazzino un’inquadratura dopo e le sigarette di Di Caprio in Shutter Island che si accorciavano troppo bruscamente. Gli esempi sono infiniti e in genere invisibili durante una visione standard di un film, perché sgamare gli errori di continuity è un hobby per certi versi simile a fare il trainspotter o il bird watcher: richiede pazienza, allenamento e un’incredibile capacità di alienamento dal contesto generale.
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Mi sembra di vederlo, il montatore del trailer che dice: “massì, chi vuoi che lo noti quell’errore”, o, probabilmente, non notarlo affatto lui stesso. Ma il trailer del prossimo Star Wars non è scampato ai frangipalle della precisione, che hanno affilato con il pezzetto di cartavetrata la mina del loro compasso: “A 0:38 del trailer, un personaggio sale su un hovercraft e si vede un’arma a destra del veicolo, mentre nell’inquadratura successiva e adiacente, l’arma scompare.”

Tra una sequenza e l’altra, Daisy Ridley sembra aver abbandonato l’arma ed essersi tolta gli occhiali. Immagine: via
Si sono già scatenati fior di dibattiti nei commenti su YouTube; chi si concentra sul dettaglio, chi nota un’incongruenza anche negli occhiali dello stesso personaggio (prima sulla testa, poi davanti agli occhi), che potrebbe segnalare un’ellissi temporale operata dal trailer sulla scena effettiva, chi sostiene che siano direttamente due veicoli diversi, e chi—con una sana dose di apriorismo—sostiene l’inutilità del dibattito perché il montaggio di un trailer è suggestivo, ma davvero un errore di continuity può spostare l’ago della bilancia nella nostra valutazione di un film?
Nel frattempo, l’uscita del trailer ha significato, tra le altre cose, nuovo materiale per le meme di Star Wars (che sospetto essere nate anche prima di Internet) e per le parodie del franchise.
Questa versione del trailer come se si trattasse di un film in uscita di Wes Anderson, invece, è già diventata virale, ed era anche prevedibile: si tratta in fondo dello strano connubio tra due delle più grandi ossessioni di Internet.
Mancano dodici mesi all’uscita di Star Wars, Episode VII, The Force Awakens, e mentre le migliori teorie su questo trailer prendono piede, immagino Abrams che di fronte a tutte queste critiche (manco l’avrà visto il trailer) rida tipo Jabba, alzando le spalle e ripensando a questa craniata:
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