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Crossovering

Intervista ai Crossover, due ragazzi di NYC emersi dall'electroclash per piombare in un calderone di fantascienza, nichilismo e magia.

Belli i giorni dell'electroclash, quando sembrava che grazie ai synth i cassonetti si sarebbero riempiti di chitarre e tutto il furore rock dei decenni precedenti pareva destinato a trasfigurarsi nella sua parodia, un'isteria di plastica lucida e colorata—plastica metallica se così si può dire, che del metallo conservava il clangore. Da quell'esplosione elettronica sono emersi un mucchio di artisti (quasi sempre dallo spiccato appeal dance): Miss Kittin (che fine ha fatto?), Fischerspooner (che fine hanno fatto?), gli Adult. (che fine hanno fatto?), i Ladytron (qualcosa si sente ancora), e poi i Crossover.
Ma in questi due misteriosi ragazzi di NYC (lei, Vanessa—ma con una lista lunghissima di altri nomi—nata a Roma, e lui, Desmond—con ancora più pseudonimi—americano) c'era qualcosa che se da un lato li accomunava al “movimento”, chiamiamolo così, musicale che li stava lanciando, dall'altro ne sanciva l'assoluta tangenza. I Crossover, bislacchi e dark, sono sempre stati un po' difficili da ballare. Il loro disco d'esordio, del 2001, Fantasmo, è electroclash nei suoni, più o meno, ma a differenza di molte produzioni di quel periodo è evidente che non sia stato concepito per essere ballato. Aveva un che di casalingo: pieno di synth sgangherati, suoni bizzarri e un minimalismo esasperato—che poi sarebbe esploso con un brano pubblicato due anni dopo, nel 2003, "Over Exposure", davvero una delle cose più semplici e dirette mai prodotte. Il secondo album, in cui prendono una deriva davvero oscura e cominciano a flirtare apertamente col simbolismo magico, esce nel 2005 e si intitola Cryptic and dire sallow faced hoods blast off into oblivion. Non c'è molto altro da dire, a parte che il disco forse è ad oggi il loro migliore e che quasi tutti i brani sono mid-tempo e, pertanto, pressoché imballabili. Ma era proprio quello a renderli credibili: il loro percorso aveva poco a che fare con ciò che “andava”, per quanto la loro etichetta dell'epoca fosse la famosa Gigolo di DJ Hell. Parliamo della prima metà del decennio scorso. Come da copione i due hanno vissuto anche a Berlino per un paio d'anni. Però col terzo album, SPACE DEATH (2009), partono per la tangente. Lasciano l'etichetta e cominciano a fare tutto per conto loro. Pubblicano un video folle e straordinario in un cimitero che gli costa 9 dollari associato a un brano in cui mandano a fanculo tutto e tutti, compresi Gesù Cristo, il demonio, l'amore, il bene e il male, gli esseri umani, la chiesa, la polizia, eccetera. Il brano apre un disco in cui si parla di fine del mondo, un calderone godibilissimo di fantascienza, nichilismo, depressione ed esoterismo, con pezzi che strizzano l'occhio (ma non più di così) al pop e addirittura al folk nella divertente perché deprimente "I think I wanna kill myself".
E ora, dopo alcuni anni passati a spedire in giro oscure fanzine cartacee e a fare magliette e spillette, stanno per pubblicare il loro quarto album: GLOOM. Ecco cosa ci hanno raccontato.

VICE: Prima di tutto: perché la vostra pagina su Wikipedia non è aggiornata sulla discografia e il resto? È una cosa voluta, o chi la redige è solo molto pigro?
CROSSOVER: AVE! Se vuoi che una cosa sia fatta bene, fattela da solo. È difficile tenere le redini dei siti fatti coi contributi degli utenti. Ci facciamo in quattro per essere sicuri che sul web tutte le info riguardo la nostra CROSS siano precise. Prendiamo molto sul serio la nostra missione su questo sasso nello spazio. L'immagine fa parte della nostra opera omnia, e pertanto la curiamo e la proteggiamo. Così come il nostro sound, lo stile, l'ideologia. E dato che i giorni degli archivi cartacei si stanno esaurendo, è di primaria importanza assicurarci che la scia che ci lasciamo dietro sia davvero la nostra. Tentiamo di proteggere e diffondere il nostro verbo il più possibile in formato digitale, ma anche su supporti fisici nel mondo reale. Non siamo così sicuri che tra vent'anni sarà ancora possibile riscoprire un file su Internet in jpg o in wav...

E con la Gigolo com'è andata? Com'è stata la vostra esperienza con loro?
Tutto quel periodo è stato quantomeno incantevole. I CROSSOVER sono la nostra prima e unica band. Non ci eravamo mai esibiti in pubblico. Quando siamo atterrati a Londra dopo il nostro primo show a Berlino siamo apparsi su NME, I-D, THE FACE, Dazed & Confused e Jockey Slut, e su tutte nello stesso giorno! Nessuno ci aveva avvertito di questa cosa, quindi ci siamo dovuti mettere ogni singolo capo che avevamo in valigia. Il classico caso di successo da un giorno all'altro. Abbiamo suonato con un mucchio di artisti straordinari e in posti fantastici. Eravamo ingordi di tutto, e ce la siamo spassata davvero, assecondando qualunque guizzo. Poi dopo due lunghissimi tour ci siamo presi una pausa dagli show. Ma con l'uscita di GLOOM torneremo a esibirci.

Il nichilismo è divertente? E Satana pure?
Senz'altro. E la misantropia. Il nichilismo creativo. Il terrorismo poetico. Il misticismo sessuale. Per creare distruggiamo, e vice versa. I CROSSOVER sono magia nera contro magia bianca, che si sappia questa cosa. Tutti i concetti banali che ruotano intorno al male, l'oscurità e la notte non ci riguardano. Il vero male avviene di giorno, nel mondo normale in cui gli inutili schiavi umani si sbattono a lavorare mirando al nulla. La notte non è per gente sottomessa e fifona. Né per chi è alienato dalla natura e nega i propri istinti animali. I terrestri hanno paura dell'ignoto, che è proprio ciò di cui ci occupiamo noi.

In "Black Mess", che è un pezzo straordinario anche da cantare, nonostante il testo (o grazie a quello), fondamentalmente mandate a fanculo tutti, incluso l'ascoltatore. E mi sta bene perché lo trovo rappresentativo di un approccio ironico al punk. Tra i pregi del brano c'è quello di interpretare il punk in un'ottica finalmente interessante, non sciatta e da quattro soldi. Ma la mia domanda è: con quella canzone stavate tentando di gettare fango su valori culturali che sono... come, secondo voi? Sopravvalutati? Pericolosi? O solo vecchi?
La verità è che io [Dez] credo in un mucchio di cose e trovo molta bellezza nella vita. Credo nell'amore e in me stesso. Ma mi fido poco degli esseri umani perché raramente sono leali. E quest'idea che sono il valore monetario o la classe sociale a definire quanto vale una persona mi dà la nausea. Per me il senso della vita non è farsi schiavizzare per pagare l'affitto e comprarsi le cose. Non sopporto i falsi. Questa è un'epoca di persone ironiche e senza anima. La generazione del nulla—la cultura della Morte. I ragazzi di oggi sono cresciuti coi loro idoli che si facevano saltare le cazzo di cervella, bruciavano le chiese e ammazzavano i loro migliori amici. L'arte è diventata una farsa, l'industria musicale fa schifo, e sono tutti imbottiti di antidepressivi. Gli acquedotti sono pieni di sostanze chimiche, le verdure sono geneticamente modificate e carne e pesce sono clonati. La popolazione mondiale se ne sta in mutande su Internet azzerando le chance di avere scambi con gli altri, con la natura, ma soprattutto con se stessa. E tutto questo sarebbe un gran divertimento, un gioco!? Ai CROSSOVER interessano la Terra, l'arte, i reietti! Fate cose! Fate l'amore! Prendetevi gioco di tutto! Mandate a fanculo i falsi!

Voi sembrate molto interessati alla magia. Come lo spiegate, essendo un duo di elettronica? Qual è il punto d'incontro tra la scienza e la magia? E come funziona?
Noi siamo un'Unione. Ci siamo VEE e io. Ma siamo anche TLG e TT, M/T/A, W.L.F., e OxOxTxBxHxMx!!! Abbiamo ali immense e vi circondiamo! La musica è magia. L'arte è magia. L'amore è magia. E il sesso è magia. Qualunque forma di creatività non è altro che magia. Ma la tecnologia, la biologia e l'antropologia sono scienza. Anche la matematica è una scienza, volendo. Torniamo al punto di partenza nel momento in cui ci accorgiamo che sono tutte manifestazioni diverse della creatività della mente umana. Qualunque azione può essere compiuta con un intento magico. Ma è di stregoneria che stiamo parlando qui. I sintetizzatori sono una delle invenzioni più magiche e sovrannaturali in assoluto.

Ditemi qualcosa di cosa sono i simboli per voi. Le croci, ecc.
I simboli significano un mucchio di cose. Possono essere interpretati ma sono anche portatori di profondi significati inconsci dai quali non si può sfuggire. Abbiamo creato il simbolo dei CROSSOVER e quello vivrà per l'eternità. Il suo nome e il significato saranno rivelati presto in un libro a cui stiamo lavorando. Ha sette punte e può essere visto come un doppio pentacolo, ma anche come un unico pentagramma col naso rivoltato. Ci si leggono i nostri nomi, ma anche la parola GLOOM. SPETTRI ERETICI. ELITISTI. Dato che ci segui dall'inizio, sai bene che i simboli sono sempre stati parti integrante del nostro linguaggio. Ci siamo riappropriati della croce e abbiamo provato a restituirle un senso. RIVOLTIAMOLA! Appunto, CROSS OVER.

Ho capito. Mi sembra che abbiate un approccio piuttosto giocoso alle cose. Vi piace giocare? O vi prendete sul serio? Ci trovate un senso in questa domanda?
Se non si è capaci di ridere di se stessi si è nei guai fino al collo. I CROSSOVER sono l'esplorazione di una realtà parallela che esiste nella nostra testa e nel cuore. È tanto ridicola quanto serissima. Il nostro obiettivo primario è provocare e ispirare. Ma senza prenderci troppo sul serio tanto saremo tutti cibo per i vermi.

Non ci piove. Ma GLOOM che suono avrà? Come sarà rispetto ai vostri album precedenti?
GLOOM si regge in piedi da solo ed è pieno di sarcasmo e tristezza. Purtroppo la storia raccontata in GLOOM è una storia dolorosa, ma non manca un'apertura sul finale. Siamo sempre fedeli al nostro sound come alle nostre visioni. CROSSOVER è anche DARKBEAT! Vogliamo attirare a noi l'ascoltatore e impregnarlo di idee mistiche e isolazioniste. Beat malevoli, synth inquietanti, ossessivi e spaventosi.

Per voi cosa significa pensare in termini di singoli, videoclip, album ecc., in questa epoca? Queste cose hanno ancora senso? Ve lo chiedo perché vi ho sempre visti più impegnati a crearvi una specie di nicchia, o di culto per pochi eletti.
Noi pensiamo in termini di dischi e cassette—due lati, quattro o cinque canzoni per lato. Forse il concetto di album è al canto del cigno ma noi non ci arrendiamo facilmente. L'industria musicale (alla quale non apparteniamo) si è frantumata e ora ci troviamo in terre inesplorate. Per noi è eccitante cercare sempre nuovi modi per far arrivare il nostro messaggio. Di questa landa desolata saremo i pionieri. Il nostro scopo è rendere la gente perplessa, dubbiosa, e abbiamo sempre fatto le cose a modo nostro, a volte anche procedendo all'indietro. Per concepire GLOOM, come per ogni album dei CROSSOVER, abbiamo sfidato ogni probabilità. Abbiamo dovuto lottare e abbiamo lavorato con pochissimo supporto esterno, praticamente senza mezzi. A ogni passo incontravamo un ostacolo. Siamo diventati dei martiri per la nostra musica. I CROSSOVER sono una sintesi di assurdismo esoterico-esistenziale.

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