L’estrema destra europea vuole bloccare le navi delle Ong con un crowdfunding

Dopo aver tentato di bloccare un'imbarcazione al porto di Catania, i movimenti "identitari" hanno lanciato una raccolta fondi per fermare "l'invasione" con l'aiuto dell'alt-right americana.

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mag 18 2017, 10:55am

Foto via Facebook/Generazione Identitaria Italia

Dopo un mese abbondante di feroci polemiche sulle Ong che fanno operazioni di salvataggio nel Mediterraneo, il 16 maggio la commissione difesa del Senato—al termine di svariate audizioni—ha terminato la sua indagine conoscitiva sul "traffico di migranti," non trovando alcuna prova sulle possibile collusioni tra organizzazioni non governative e trafficanti.

Nonostante ciò—come ha detto il senatore Luigi Manconi—la campagna diffamatoria nei confronti delle Ong è "tragicamente penetrata a fondo" ed è riuscita a "sfregiarne l'immagine e sfigurarne l'identità," introducendo un sospetto che presenta "come ambiguo ogni loro atto" e mette in discussione il concetto stesso di soccorso in mare.

Di più: questa volontà di "sporcare tutto" ha prodotto effetti politici molto concreti, andando a galvanizzare soprattutto l'estrema destra, che nel tiro al bersaglio generalizzato ha intravisto ampi spazi di manovra e—in almeno un caso—è intervenuta direttamente sul campo.

Nella sera di venerdì 12 maggio, al porto di Catania, una piccola imbarcazione con a bordo quattro persone ha tentato di bloccare la nave Aquarius di Sos Méditeranée, rallentandone l'uscita. A interrompere la protesta è intervenuta una motovedetta della guardia costiera; i manifestanti sono stati identificati e rilasciati. "Al momento sono in corso le opportune indagini," ha dichiarato il contrammiraglio Nunzio Martello, "stiamo valutando i loro comportamenti."

L'azione è stata ripresa su Periscope da una della partecipanti.

E poi rivendicata, sempre sui social, con questa motivazione: "Pacificamente, ma con fermezza, abbiamo condotto quest'azione, per protestare contro la grande sostituzione del nostro popolo ma anche contro le assurde morti in mare che queste Ong causano alimentando l'illusione di un Eldorado inesistente."

I responsabili del gesto sono—appunto—un attivista di Generazione Identitaria Italia, due di Identitäre Bewegung Österreich (Generazione Identitaria Austria), e la giornalista canadese Lauren Southern.

Per quanto riguarda i primi, si tratta delle sezioni italiane e austriache di Génération Identitaire, un movimento d'estrema destra sorto in Francia nel 2003 come branca giovanile del Bloc Identitaire e divenuto autonomo nel settembre del 2012. I suoi bersagli principali sono l'immigrazione e l'islam, mentre le maggiori fonti di ispirazione teorica derivano dalla nouvelle droite e da tesi di intellettuali estremisti come Renaud Camus, l'inventore del concetto di "sostituzione etnica" o "grand remplacement".

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Secondo il giornalista Dominique Albertini, il movimento identitario ha un discreto successo nel portare avanti "operazioni agit-prop e di 'lotta culturale'"—nel senso che a volte introducono termini nel dibattito pubblico (uno di questi sarebbe "remigrazione"), oppure fanno da avanguardia ideologica per i partiti di estrema destra più strutturati.

In Italia, Generazione Identitaria è attiva dal novembre del 2012. Si definisce il "primo movimento a trattare il tema dell'identitarismo etnico-culturale unitamente alla difesa delle identità locali," ed è stata creata per volontà di "cinque giovani identitari italiani animati dall'amore verso la propria terra e dalla determinazione a salvarne, con l'azione militante, il suo popolo, la sua cultura, il suo ambiente e la sua sovranità politica."

In un'intervista, uno degli attivisti sostiene che Generazione Identitaria "si qualifica come un movimento di resistenza etnica" che rappresenta l'interesse e l'integrità degli italiani e degli europei in quanto popoli ovunque essi siano messi in pericolo da un'invasione straniera o da una minaccia interna."

Qualche mese fa, gli "identitari" avevano fatto parlare di loro per un "blitz anti-islamizzazione" a Borgosesia.

Lauren Southern invece è una giornalista canadese di 21 anni, molto seguita e nota per essere uno dei volti dell'alt-right americana. Fino a marzo del 2017 è stata una host del sito di estrema destra The Rebel, e più in generale si considera una specie di opinionista incaricata di contrastare "i media di sinistra che fanno finta di essere imparziali."

Come altre figure di spicco dell'alt-right, Southern si muove costantemente in una dimensione che sta a cavallo tra il giornalismo indipendente e l'attivismo politico. Nel corso di una protesta femminista, ad esempio, la canadese si è presentata con un cartello in cui si leggeva: "In Occidente non esiste la cultura dello stupro." E prima di fare l'azione al porto di Catania unendosi agli "identitari," Southern aveva realizzato un reportage proprio su Generazione Identitaria.

In un altro video pubblicato sul suo canale YouTube, inoltre, Southern ha annunciato—insieme a Martin Sellner di Generazione Identitaria Austria—che il blitz al porto di Catania è solo l'inizio di una campagna più estesa contro le Ong denominata "Defend Europe."

Nel sito apposito si legge che "molte persone competenti denunciano la collaborazione tra Ong e i trafficanti di uomini, che attirano persone in mare, verso l'Europa," ma che al contempo "nessuno fa nulla: adesso noi ne abbiamo abbastanza e vogliamo fermare questa pazzia."

La missione, dunque, "consiste nel noleggiare una nave e bloccare gli scafisti. Abbiamo già bloccato una nave con poco e dimostrato che è possibile farlo, basta volerlo! Ci sono centinaia, addirittura migliaia di patrioti europei che possono fare ciò che l'UE non fa: proteggere i nostri confini e proteggere la nostra terra!"

A tale scopo è stata organizzata una raccolta fondi; per raggiungere l'obiettivo di 50mila euro, Sellner e Southern hanno anche chiesto aiuto alla board /pol/ di 4chan—e finora l'appello sembra aver dato i suoi frutti, visto che il contatore al momento segna 15mila euro.

Sebbene non sia ancora chiaro come concretamente possa svolgersi questa "missione," di sicuro c'è che da questa azione e dai suoi cascami emerge un dato politico inedito. Con ogni evidenza, infatti, si tratta della prima prova su strada di un'alleanza transnazionale di un nuovo tipo—quella tra i movimenti giovanili dell'estrema destra europea e la nebulosa dell'alt-right americana.

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