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Il Giornale si è fatto trollare da un account fake antifa

In rete sta circolando un account fake che si spaccia come fonte ufficiale del fronte antifascista e condivide bufale e commenti offensivi. Il Giornale ci è cascato.

di Vincenzo Marino
08 giugno 2017, 10:40am

Nella giornata di ieri, mercoledì 7 giugno, sul sito del Giornale è apparso un articolo dal titolo "Londra, l'ultima follia dei buonisti: carcere per il tifoso che ha picchiato i terroristi".

Nel pezzo si cita l'episodio che vede come protagonista Roy Larner, londinese di 47 anni diventato famoso per aver aggredito i tre terroristi dell'attacco di Londra di sabato scorso, e aver urlato "Fuck you, I'm Millwall" ("Fanculo, sono del Millwall") mentre si scagliava contro di loro (uno dei tre, secondo vari media, avrebbe indossato una maglia dell'Arsenal).

L'uomo è diventato una specie di celebrità, tanto che in questi giorni hanno cominciato a circolare articoli—anche da parte di media italiani—che non hanno esitato a definirlo "eroe" o "leone".

Eppure, secondo Il Giornale, qualcuno ne avrebbe chiesto l'arresto per aggressione razzista.

"Abbiamo chiesto alla polizia di Londra di arrestare Roy Larner per aver assalito verbalmente e attaccato 3 musulmanti a Londra. #ReportIslamophobia," si legge nel tweet che ha ispirato dall'articolo, e che viene attribuito dalla testata milanese all'account "degli antifascisti Usa".

Il Giornale, scioccato, parla infatti di "buonismo sfrenato": il nome di Larner, continua il quotidiano, di recente è stato "accompagnato dalla parole eroe. Giustamente tra l'altro. Ma c'è chi non lo ritiene tale: anzi lo credono un criminale razzista e xenofobo."

"Non solo lo pensano, cosa già fuori dal mondo, ma ammettono pubblicamente di averlo denunciato per aver picchiato i 3 terroristi islamici che erano in azione nella capitale britannica," va avanti il pezzo.

In sostanza, Il Giornale ha approfittato di questo tweet per pubblicare l'ennesimo articolo contro i "buonisti di sinistra", accusati—nella loro prospettiva—di alimentare ipocritamente la "bestia" del terrorismo islamico con tolleranza e buonismo.

Il problema, però, è che quel tweet proviene da un account fake.

A pubblicarlo è stato @OfficialAntifa, uno dei numerosi profili falsi a tema antifa che stanno circolando in questi giorni in rete.

A confermare il fatto che si tratta di un fake è stato, già il 30 maggio scorso, Craig Silverman di BuzzFeed.

Silverman ha analizzato questo e altri account simili definendoli un chiaro tentativo di "prendere in giro gli antifascisti e screditarli twittando bufale e commenti offensivi."

In pratica, questi account sfruttano la credenza comune a parte dell'opinione pubblica mondiale secondo cui la sinistra curerebbe principalmente gli interessi di immigrati, e quindi per estensione anche quelli dei terroristi.

Eppure per capire che si trattava di un account fake non c'era bisogno di aspettare BuzzFeed.

Bastava, per esempio, fare un controllo piuttosto elementare delle fonti e leggere alcuni dei tweet di @OfficialAntifa per coglierne immediatamente la natura troll:

O farsi un giro su altri account del genere:

O ancora, semplicemente, limitarsi a leggere i primi commenti dei lettori stessi del Giornale dopo aver pubblicato l'articolo:

Esattamente.


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