I PNL, dalle Vele di Scampia alla cima della Tour Eiffel

I PNL sono diventati re della loro città ma sono ancora capaci di soffrire e sembrare umani, a differenza di un altro rapper che si è fatto ritrarre in cima a una torre: Drake.

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25 marzo 2019, 10:25am

Screenshot dal video di "Au DD" dei PNL

Non è la prima volta che un gigante del rap si arrampica in cima a una torre e da lì, solo, osserva la sua città. Era già successo qualche anno fa quando Drake si fece scattare sulla CN Tower di Toronto per la copertina di Views. Non era più un artista, era una superstar. Non era più il ragazzo pensieroso di Take Care, era diventato un uomo marmoreo allenato a schiacciare la testa alle serpi dell'industria musicale. E si sentiva solo, maledettamente solo, e fece il primo album mediocre della sua carriera.

Il motivo? "[Drake] vuole vicino solo gli amici di una vita, zero rotture di coglioni. Toronto è presente come riferimento, ma mai come protagonista. Sotto le luci dei riflettori c’è solo un’altra stella del rap, per la prima volta disumana nel suo processo di autocompiacimento", avevo scritto. La fama è un traguardo ma, spesso, anche l'inizio di un modo diverso di vivere: riparato dagli occhi assetati della tua immagine, disabituato ai sentimenti e alle emozioni della gente normale.

Quando questa cosa succede a un artista che ami è un piccolo dramma. Almeno, così è stato per me con Drake: lo amo ancora, ma mi manca quello simile a me. Quello che raccontava di una chiacchierata col padre, di uno sbatti amoroso, di un'infatuazione passeggera, e non quello che racconta di figli nascosti in Francia rivelati da rapper rivali.

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La copertina di "Au DD", fuori ora per Believe Music, cliccaci sopra per ascoltarla su Spotify.

E proprio in Francia, ma nell'enorme agglomerato che sono le banlieues di Parigi, stanno gli artisti che in Europa stanno avendo la stessa ascesa vertiginosa alla fama di Aubrey Graham in arte Drake. Sono Ademo e N.O.S., sono i PNL, esempio di come l'intransigenza possa portare all'apice. La loro storia l'abbiamo già raccontata: i due fratelli, ex spacciatori, sono tra gli artisti di maggior successo della storia di Francia e hanno fatto parlare di sé al di fuori dai loro confini grazie a un video capolavoro girato alle Vele di Scampia. Ma hanno una loro etichetta indipendente, non hanno mai rilasciato un'intervista, e nonostante questo (e il fatto che cantino in francese) hanno avuto la copertina del magazine hip-hop più influente degli Stati Uniti e un invito a suonare a Coachella.

Tutto questo non si fa senza una capacità fuori dal normale di scrivere testi, esprimere concetti e far provare emozioni a chi ascolta. Superiamo un attimo le barriere linguistiche: i PNL piacciono perché sono laceranti. Per loro spacciare tra le spine e le liane della giungla urbana non è una figata. È una merda per il corpo e lo spirito, e lo sarà sempre, ma una merda necessaria per dare da vivere alle loro famiglie, alla loro gente.

La grande rivoluzione dei PNL è stato quindi portare in Europa questo ribaltamento concettuale, affiancandolo a un lavoro sul suono teso a creare malinconia attraverso la melodia. E scrivere barre gloriose, piene di versi gutturali e bambineschi, espressioni in verlain da decifrare come puzzle, slanci spirituali. Tutto questo li ha portati, con il passare dei giorni, in cima alla Tour Eiffel. Un luogo così protetto che è illegale filmarlo di notte. Hanno pagato almeno 80.000 euro, per essere lì sopra a cantare "Au DD", il pezzo del loro ritorno dopo il successo clamoroso di Dans la lègende e l'intermezzo di "À l'ammoniaque".

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Screenshot dal video di "Au DD", cliccaci sopra per guardarlo su YouTube.

Il bello è che, a differenza di Drake, i due fratelli sono sì soli là sopra, ma riescono a non recidere la corda immaginaria che li tiene legati alla loro umanità - sia essa quella che attraversa le cose della strada o le cose del cuore. Come canta Ademo, anche da là sopra i due continuano ad "annusare" la mancanza di onore nelle persone che incontrano, consci che non devono più "puntare alla cima". Ci sono, e "non gliene frega un cazzo dell'Himalaya". Ma, ed è questo il punto, camminano "per quartieri ricchi con quell'amarezza che i ricchi spaventa."

"Andiamocene, fratello, prima di perderci" dice N.O.S. alla fine della sua strofa: il pensiero è sì al raggiungimento degli obiettivi, ma spaccato in due dalla consapevolezza che l'unico valore che permetterà a lui e al fratello di continuare a restare leggenda è l'integrità che li ha portati fino a lì. E allora la cima della Tour Eiffel diventa un luogo liminare tra fama e oblio, una vista sulla città le cui strade hanno significato per loro sofferenza e gioia ma anche un trampolino da cui, con un passo di troppo, è possibile cadere sull'asfalto. E Drake, allo stesso posto, si interrogava su come la gente lo percepiva: "Fossi in voi neanch'io mi piacerei".

Guardare il panorama, arrivati in cima, crea nell'osservatore un misto di meraviglia e terrore. Ed è difficile esprimere entrambi, rimanere sul confine che divide l'esperienza umana da quella sovrumana. Drake è caduto da una parte. "Au DD" dimostra che Ademo e N.O.S. sembrano invece abbastanza allenati da poter restare proprio lì, in equilibrio, con i muscoli tesi.

"Au DD" è uscita venerdì 22 marzo per Believe Music.

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