salute

Che fine hanno fatto i contraccettivi gratuiti per giovani promessi da varie regioni italiane?

Emilia Romagna, Piemonte, Toscana e Lombardia hanno annunciato contraccettivi gratuiti per gli under 24 o 26. Cosa è cambiato?

di Cristiana Bedei
06 febbraio 2019, 7:00am

Illustrazione di Juta con foto via Unsplash, Flickr (Kirsten Comandich, CC BY-SA 2.0, modificata) e Wikimedia Commons (Sarahmirh, CC BY-SA 4.0, modificata).

Qualche tempo fa, alla notizia dell'introduzione di contraccettivi gratuiti per i giovani di varie regioni d'Italia, la reazione più comune era stata: finalmente. Perché una sessualità più responsabile e sicura passa anche dalla facilità con cui si accede a questi dispositivi, e il costo—insieme alla mancanza di informazioni—può essere un limite. Tanto per capirci, parliamo di 10-15 euro mensili per la pillola anticoncezionale, 20 per l'anello vaginale, 12 per il cerotto. E di 10 euro per una confezione da 12 di preservativi.

Dopo Emilia Romagna, Piemonte e Lombardia, lo scorso novembre anche la regione Toscana ha approvato una delibera con cui si impegna, tra le altre cose, a garantire agli under 26 l'erogazione gratuita di “spermicidi, contraccezione sottocute, IUD (spirale), metodi di barriera, pillola estroprogestinica, cerotto transdermico, anello contraccettivo.” E, a distanza di pochi giorni, anche nelle Marche è stata approvata una mozione che impegnerebbe la giunta regionale a organizzare l'offerta gratuita dei contraccettivi nei consultori pubblici per i cittadini e le cittadine di età inferiore a 26 anni—purtroppo su questa regione non sono ancora disponibili ulteriori dettagli.

Tutto molto bello e giusto—anzi, un po’ deprimente che siano così poche regioni a occuparsi della cosa—ma ad alcuni mesi di distanza dagli ultimi annunci carichi di entusiasmo delle giunte e dei politici, a che punto siamo con l’organizzazione effettiva dei servizi? È davvero possibile ottenere contraccettivi gratuiti per i giovani? Dove? E come? Ho cercato di fare il punto sulla situazione e, diciamocelo, c’è ancora un bel po’ di strada da fare.

Per ora la contraccezione gratuita in Toscana è solo un annuncio

In Toscana, per esempio, la distribuzione non è ancora attiva. Contattata, la giunta regionale ha fatto sapere di aver mosso i primi passi lavorando alla definizione dell’elenco dei prodotti farmaceutici che saranno messi a disposizione e avviando, in collaborazione con l’università di Firenze, una serie di incontri sui temi della sessualità e della contraccezione, al termine dei quali avviene già una distribuzione gratuita di profilattici. Mancano ancora le direttive per tutte le aziende sanitarie, ma secondo i piani, nei prossimi mesi per i giovani fino ai 25 anni—e le donne fino ai 45 al di sotto di una certa fascia di reddito, o che decidano di utilizzare anticoncezionali durante una gravidanza, dopo il parto, o dopo un’interruzione di gravidanza—sarà possibile rivolgersi direttamente ai consultori per ottenere non solo preservativi gratis, ma anche inserire la spirale o ricevere un piano terapeutico (per l’utilizzo della pillola, del cerotto, dell’anello, eccetera) da presentare direttamente in farmacia, senza spendere un soldo.

[Aggiornamento] Da febbraio 2018, secondo quanto riporta Repubblica, nella ASL Toscana Centro (che comprende Firenze, Prato, Pistoia ed Empoli) è già possibile rivolgersi ai consultori per la consegna diretta di preservativi e contraccezione d'emergenza, o per ottenere una visita per la prescrizione degli altri anticoncezionali, da ritirare in farmacia o, nel caso della spirale, da inserire in consultorio con un altro appuntamento. Nei prossimi mesi, il servizio dovrebbe allargarsi a tutto il territorio regionale. [Fine aggiornamento]

Come ottenere i contraccettivi gratuiti in Emilia Romagna

Il progetto richiama un po’ quelle che sono già le modalità previste in Emilia Romagna, dove la proposta presentata dall’assessore alla sanità a fine 2017, approvata lo scorso gennaio ed entrata in vigore qualche mese dopo, prevede che tutti gli under 26 residenti e registrati presso un medico di famiglia nella regione possano ottenere anticoncezionali in maniera gratuita. Al momento sono i consultori a occuparsi della distribuzione di preservativi maschili e femminili, spirali, pillola, anello, impianti sottocutanei e contraccezione d'emergenza, ovvero la 'pillola del giorno dopo’, ma in futuro potrebbero venire coinvolte anche le farmacie ospedaliere.

In un paese dove dal 2016 nessuna pillola contraccettiva è più mutuabile, ovvero prescrivibile a carico del sistema sanitario nazionale, non stupisce che parte della domanda riguardi proprio quest’ultima. Ma come si fa ad ottenerla? Come detto, bisogna far riferimento ai consultori: innanzitutto per prendere un appuntamento e, se non ci sono controindicazioni, ritirare la pillola in maniera gratuita. L’AUSL di Parma spiega, ad esempio, che si ricevono inizialmente tre scatole, che durano all’incirca tre mesi, al termine dei quali si torna in consultorio per un controllo. Se è tutto nella norma, si continua con una prescrizione semestrale, al termine della quale si torna per un controllo, e così via.

Se questa è la teoria, nella pratica c’è chi ha rilevato qualche criticità, a partire da un’informazione al cittadino ancora poco chiara. Ilaria è una studentessa di medicina di 23 anni e un’attivista del gruppo femminista Non Una Di Meno Bologna che ha raccontato la sua esperienza nel capoluogo emiliano. Al telefono, mi ha descritto l’intero processo come “laborioso”: innanzitutto, non avendo trovato o ricevuto informazioni sugli spazi a cui potersi rivolgere per una prima visita gratuita, Ilaria ha pagato un ticket (di circa 23 euro) per il primo appuntamento al consultorio, scoprendo poi che, dopo aver scelto la struttura con la lista d’attesa più breve e non necessariamente la più vicina—com’è comprensibile—sarebbe stato poi necessario continuare a rivolgersi sempre lì per i controlli periodici, per aggiornare la prescrizione e ottenere il farmaco. Questo dovrebbe favorire un rapporto più stretto con gli operatori, aiutando la paziente nella gestione del proprio piano terapeutico, ma può diventare un inconveniente, e per ottenere il farmaco in un’altra struttura sarebbe necessario prenotare nuovamente una prima visita, allungando i tempi.

In realtà, come anche Ilaria ammette di aver appreso nella sua ricerca, esistono spazi presso i quali anche la prima visita medica per la contraccezione può essere prenotata direttamente e in maniera gratuita. A Bologna, la città a cui fa riferimento, ci si può rivolgere allo Spazio Giovani (per chi abbia tra i 14 e i 19 anni) e allo Spazio Giovani Adulti (20-34 anni), due strutture che il responsabile della rete dei consultori dell’AUSL di Bologna, Claudio Veronesi, chiarisce sono presenti in ogni distretto dell’azienda sanitaria. Le informazioni disponibili online non sono però molte, e rimane comunque la difficoltà degli orari di visita e di apertura del centralino di un unico spazio al servizio di un intero distretto sanitario. Per ottenere più informazioni—e eventualmente prenotare una visita—la soluzione migliore rimane attualmente quella di contattare il proprio consultorio di riferimento e chiedere indicazioni. Anche per la distribuzione dei preservativi, è bene telefonare per controllare quali siano gli orari entro i quali potersi recare a fare un po’ di scorta.

Il dottor Veronesi non nega che al momento gli spazi siano relativamente limitati e che ci sia bisogno di lavorare per aumentare l’offerta e mantenere appropriati tempi d’attesa, chiarendo che l’azienda sanitaria sta valutando come aumentare o riconvertire le risorse per servire al meglio i cittadini, in un tipo di attività per molti versi inedita, per la qual era necessario verificare i flussi e anche i tempi di approvigionamento dei contraccettivi. Riuscire ad organizzare la distribuzione anche attraverso le farmacie ospedaliere potrebbe essere un primo passo.

In Lombardia e Piemonte non c'è ancora traccia di contraccettivi gratuiti

In Lombardia, la proposta per la contraccezione gratuita agli under 24 è stata approvata nell’estate—ma ancora non se ne fa niente. Al telefono, i consultori che ho contattato in cerca di informazioni sono sembrati piuttosto confusi sul progetto. Via mail, la giunta regionale mi ha fatto sapere che, ad oggi, i consultori familiari offrono gratuitamente la consulenza sul metodo contraccettivo più adatto, senza aggiungere però quando o come verrà attuato il piano di distribuzione gratuita annunciato.

La realtà dei fatti, quindi, è che tutti i contraccettivi—anche quelli prescritti da un ginecologo consultoriale—vanno comprati pagando di tasca propria. Senza contare che la visita è in alcuni casi soggetta al pagamento di un ticket e che non più tardi dello scorso luglio l’assessore lombardo al welfare, Giulio Gallera, aveva fatto sapere che non c’era nessun impegno da parte della giunta a distribuire preservativi gratis.

In Piemonte, purtroppo, la situazione sembra simile: la delibera che prevede contraccettivi gratuiti per tutti i cittadini under 26 è stata approvata, ma non vi è ancora applicabilità perché mancano le direttive che organizzino effettivamente il servizio presso le aziende sanitarie. Facendo un paragone con l’Emilia Romagna, dove ci sono voluti alcuni mesi per l’entrata in vigore, ci si può augurare che sia ormai una questione di tempo. Ho contattato la giunta per avere aggiornamenti, ma ancora sono in attesa di risposta.

La contraccezione gratuita in Puglia

Un caso un po’ a parte, che non rientra nel filone delle delibere degli ultimi mesi, è quello della Puglia, che è stata la prima regione italiana ad aver approvato, già nel 2008, la distribuzione gratuita di pillola, cerotto e anello vaginale per diverse categorie di donne, tra cui le giovani con meno di 24 anni. Ancora oggi, basta rivolgersi (semplicemente telefonando) al proprio consultorio familiare di riferimento per poter ottenere un appuntamento con il ginecologo e avere accesso, su scelta e prescrizione del medico, ai contraccettivi ormonali disponibili—che vengono distribuiti direttamente in consultorio. Anche qui, poi si procede poi con controlli periodici gratuiti per confermare o meno la prescrizione.

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L’accesso a una contraccezione gratuita e di qualità è fondamentale per permettere di scegliere più liberamente. Può contribuire alla riduzione dei casi di infezioni sessualmente trasmissibili, incluso l’HIV, e delle gravidanze indesiderate. È uno dei diritti umani riconosciuti anche dalle Nazioni Unite, ma rispetto al quale esistono ancora tantissimi ostacoli—come vediamo, anche nel nostro paese.

Una versione precedente di questo articolo non riportava notizia della mozione approvata nelle Marche.

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Illustrazione di Juta con foto via Unsplash, Flickr (Kirsten Comandich, CC BY-SA 2.0, modificata) e Wikimedia Commons (Sarahmirh, CC BY-SA 4.0, modificata).