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Bruxelles

Paura, solidarietà e chioschi di patatine: dentro Bruxelles paralizzata

A poche ore dagli attacchi terroristici che hanno ucciso almeno 34 persone e ferite altre decine, Bruxelles è una città completamente paralizzata.
22.3.16
Des soldats belges près de la Commission européenne à Bruxelles, le 22 mars 2016. Photo de Yoan Valat/EPA

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A poche ore dagli attacchi terroristici che hanno ucciso almeno 34 persone e ferite diverse decine, Bruxelles è una città completamente paralizzata. L'aeroporto e la stazione dei treni sono chiusi, tutto il trasporto pubblico è stato bloccato. Il distretto centrale, dove si trovano le sedi dell'unione Europea, è isolato.

Dopo gli attentati all'aeroporto e alla stazione della metropolitana di Maelbeek, la polizia ha bloccato un intero quartiere: quello che si estende da Rondpoint Schuman - che ospita la Commissione Europea e il Consiglio Europeo - alla fermata colpita dall'esplosione. I lavori dell'Unione Europea sono stati interrotti. Lo Stato Islamico, a distanza di diverse ore dagli attacchi, ha rivendicato la paternità dell'esplosione.

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Questo stato di paralisi arriva dopo ore di caos estremo. Le unità di emergenza si sono riversate alla stazione di Maelbeek per soccorrere i feriti, mentre colonne di fumo circondavano il settore meridionale del quartiere 'Europeo', dove i medici e i vigili del fuoco sono scomparsi nella nebbia delle esplosioni per portare in salvo decine di persone, coperte di polvere e sangue.

La parola più pronunciata dai sopravvissuti è stata "choqué," scioccato.

Per approfondire: Cosa è successo stamattina a Bruxelles

"Ero nella metropolitana, abbiamo visto una luce abbagliante percorrere tutto il treno. Sono caduta a terra, e poi c'è stata una seconda esplosione," ha raccontato Laura, una ragazza belga di 24 anni, che si stava recando al lavoro. "Sono, semplicemente… scioccata."

STIB, l'agenzia del trasporto pubblico locale, ha annunciato che i sistemi di metropolitana e autobus resteranno chiusi fino a nuovo ordine. I bus utilizzati nelle linee di superficie sono stati destinati al trasporto dei feriti nei vari ospedali della città. La stazione dei treni ha riaperto attorno alle 16.

Su Facebook, diverse persone hanno dato vita a un gruppo di condivisione dei trasporti, per permettere ai 250.000 pendolari della città di rientrare a casa. Altri, invece, hanno cominciato a offrire un posto letto a coloro che hanno visto il proprio volo o il proprio treno soppresso.

"Ho creato questo gruppo perché volevo rendermi utile nel momento della tragedia. È frustrante restare a guardare senza fare nulla," spiega Thomas Rocher, 33 anni, residente a Bruxelles che ha creato il gruppo Solidarietà contro gli attacchi: trasporto dentro e fuori Bruxelles, che ha attirato oltre 2.700 iscritti in sole due ore dopo le esplosioni.

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"Alcuni dei miei amici volevano donare il sangue e combattere dopo gli attacchi. Io, invece, volevo solo che le persone tornassero alle proprie case."

Alle migliaia di persone che lavorano per le istituzioni dell'Unione Europea è stato chiesto di rimanere all'interno dei propri uffici, o di nascondersi in un luogo sicuro nel caso in cui si fossero trovati all'esterno. Uno famoso fritkot, come sono chiamati i negozi di patatine fritte in città, è diventato un rifugio improvvisato per molti. Gli uomini e le donne da Maison Antoine hanno condiviso patate, maionese e sigarette mentre assistevano a distanza allo svolgersi degli eventi, gli occhi incollati agli smartphone, o al telefono con le rispettive famiglie in tutta Europa.

"Persino le patatine sono in grado di calmare l'anima, eh?," ha detto il gestore di Maison Antoine, osservando la lunga coda all'esterno del negozio.

Altri funzionari europei sono invece rimasti confinati nei loro uffici. Una fonte interna al Parlamento Europeo, che ha concesso di parlare con VICE News a condizione di restare anonima, ha raccontato che molti membri dell'Unione hanno cercato di lasciare la città, ma si sono dovuti arrendere all'evidenza — la paralisi dovuta alla mancanza di trasporto pubblico ha reso questa opzione impraticabile.

"Tutti gli appuntamenti sono stati cancellati, e i parlamentari sono tutti incazzati neri," ha detto. "Stiamo cercando di trovare un modo per farli rientrare a casa, ma non abbiamo idea di quando accadrà."

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A Place Luxembourg, appena fuori dal Parlamento Europeo e dal cordone di polizia, le persone senza meta si sono radunate da Exki, una conosciuta catena di caffetterie in Belgio. Tutti si scambiavano informazioni e racconti sull'accaduto, parlando della chiusura delle scuole, di policy migratorie, e persino di Donald Trump.

"Trump ha definito la città un buco infernale e pericoloso, e come possiamo smentirlo? Guarda!" dice Luc, un 54enne dalla città di Uccle, che indica le nuvole di fumo in lontananza innalzarsi da Maelbeek.

Le bandiere stellate dell'Unione sono state poste a mezz'asta, mentre il governo francese ha annunciato che stanotte la Tour Eiffel verrà illuminata dai colori della bandiera belga.

Nel pomeriggio, i suoni delle sirene e degli elicotteri si sono andati via via diradando, sostituti dalle voci della destra europea: dall'Independence Party inglese, ai tedeschi di Alternative für Deutschland, al leghista Matteo Salvini, in molti hanno cercato di farsi sentire e di cavalcare la paura e la rabbia del post-attentati.

Bruxelles avrà anche iniziato a leccarsi le ferite dopo questa giornata nera, ma la tempesta politica - attorno alla capitale de facto dell'Unione - sembra essere solo all'inizio.

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