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El Salvador

El Salvador ha presentato l'unità speciale che dovrà “neutralizzare” le gang del paese

Considerato che il tasso di omicidi continua a crescere, superando ogni record mese dopo mese, il piccolo stato centro-americano ha deciso di cominciare a giocare veramente duro.
26.4.16
Photo de Oscar Rivera/EPA

Il governo di El Salvador ha cercato - fallendo più volte - di contenere la violenza che funesta il paese, introducendo provvedimenti duri contro le gang criminali operative sul territorio.

Visti gli scarsi risultati, e considerato che il tasso di omicidi continua a crescere, superando ogni record mese dopo mese, il piccolo stato centro-americano ha deciso di cominciare a giocare veramente duro.

Il governo di El Salvador ha infatti annunciato la creazione di una nuova unità di forze speciali appositamente ideata ed equipaggiata per dare la caccia alle gang -- una sorta di esercito parallelo con compiti ben definiti e un addestramento speciale.

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"È arrivato il momento di porre fine a questa ondata di violenza, che negli ultimi anni ha causato così tanti sacrifici e sangue," ha spiegato mercoledì Osca Ortiz, vice presidente del paese, annunciando l'introduzione delle forze speciali.

"Oggi portiamo alla luce una nuova speranza, e voi, valorosi membri di queste nuove forze, siete parte di essa."

Ortiz ha detto che le nuove forze speciali, composte da circa 1000 membri, saranno incaricate di "neutralizzare" le bande.

Il vice presidente ha anche promesso che l'unità speciale scoverà i 100 boss più ricercati a livello nazionali, che vivrebbero nascosti lontano dalle città principali.

Il sangue a El Salvador scorre a causa della feroce guerra intestina tra le due gang principali del paese – Mara Salvatrucha, o MS13, e Barrio 18.

Entrambe le bande si sono originate in California, e dopo le espulsioni di massa cominciate nel 1992 si sono ritrovate a contendersi il predominio territoriale di El Salvador, sfruttando anche le debolezze istituzionali del piccolo paese centro-americano.

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"Per oltre vent'anno, El Salvador ha avuto problemi con la violenza. Purtroppo, il governo ha cercato di risolverli con altra violenza," è l'analisi di Raúl Mijango, ex membro di una pandilla, che nel 2012 ha partecipando alla mediazione tra le due bande contribuendo alla stipula di una tregua.

Quella tregua portò a un calo del numero di omicidi, i cui effetti tuttavia sparirono alla cessazione dell'accordo, quando il governo decise di introdurre il cosiddetto "pugno di ferro" contro le azioni delle bande, oggi considerate dalla legge salvadoregna alla stregua di gruppi terroristici.

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L'anno scorso, El Salvador è stato nominato come il paese più violento al mondo, tra quelli non interessati dalla guerra.

Qui, il tasso di omicidi è pari a 104 ogni 100.000 abitanti. Solo quest'anno, 2.230 persone sono già state assassinate; un aumento del 158 per cento rispetto allo stesso periodo del 2015.

"Invece di risolvere il problema, lo sta peggiorando," spiega Mijango, riferendosi alla lunga lista di misure severe che continua ad allungarsi. "Specialmente perché l'impiego eccessivo di forze armate rischia di violare i diritti umani dei cittadini che non hanno niente a che fare con il conflitto."

La nuova unità militare arriva a tre settimane dall'offerta da parte delle bande di stipulare una tregua con il governo in cambio di concessioni sulle condizioni carcerarie. Le autorità hanno risposto dichiarando lo stato d'emergenza in sette prigioni, e trasferendo centinaia di boss in centri di massima sicurezza.

"Uno dei problemi di questo governo, è che crede di poter risolvere la violenza del paese solo sparando," ha twittato mercoledì Óscar Martínez, famoso giornalista del quotidiano El Faro. "Alcuni capi di polizia chiedono ai loro sottoposti di uccidere, sapendo che se qualcuno finirà nei pasticci per avere tirato il grilletto, la colpa non ricadrà di certo su di loro."

Secondo Howard Cotto, capo nazionale della polizia, la nuova unità è stata addestrata seguendo le più moderne tecniche di investigazione e seguendo le direttive internazionali sui diritti umani, nell'intento di evitare qualsivoglia abuso.

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"Il nostro successo non si baserà sul numero di colpi sparati. Il nostro successo si baserà sul senso di sicurezza percepito dai cittadini quanto vedranno l'unità speciale in azione," ha detto. "Vogliamo che le persone dicano 'ecco le nostre forze armate, arrivate per difenderci'."

Guarda anche: Gangs of El Salvador (in inglese, integrale)


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