Film

Lady Bird ci mostra che essere donne affamate va benissimo

Christine ‘Lady Bird’ McPherson ha 17 anni e si prende - e mangia - quello che vuole.

di Ruby Lott-Lavigna
01 marzo 2018, 9:36am

Foto via Universal.

C’è sempre un momento dell’anno in cui l’inverno raggiunge il suo punto più sconfortante e triste, al quale solo la stagione degli Oscar sembra poter dare sollievo. È in quel periodo che, in via di fuga dalle temperature glaciali e le notti uggiose, ci immergiamo in un mondo fatto di riflettori, punteggi e personaggi maschili alquanto opinabili dei film più acclamati dell’anno precedente.

Greta Gerwig, con il suo film di debutto Lady Bird, è stata nominata come miglior regista agli Oscar 2018 (i nominati in totale sono 9), una categoria che condivide con registi che hanno portato sullo schermo persone che fanno sesso con i pesci, e che passano il tempo a cucire concitatamente. Lady Bird è un film di formazione che segue la vita di Christine “Lady Bird” McPherson (interpretata dall’attrice irlandese Saoirse Ronan), nel periodo in cui cerca di barcamenarsi tra i giorni dell’ultimo anno di liceo in una scuola cattolica a Sacramento.

Decisamente insoddisfatta di quella che è la sua vita governata dal rigore cattolico, Lady Bird non vede l’ora di spiccare il volo in un’università della Costa Orientale, dove spera di intraprendere uno stile di vita più intellettuale (come lei stessa dirà a sua madre Marion, interpretata da Laurie Metcalf, “voglio andare dove c’è la cultura, tipo a New York”). Con l’avvicinarsi dei 18 anni e della fine delle superiori, Lady Bird spunta dalla lista alcune “classiche” tappe adolescenziali, come la perdita della verginità, il far finta di conoscere benissimo Jim Morrison per far colpo su di un ragazzo, o il fissare il microonde per svariati minuti, strafatta.

Nonostante il film sia incentrato su di una scuola in una città che non ho mai sentito nominare, devo dire che il ritratto adolescenziale ricavato possa essere tranquillamente definito universalmente affine a molti.

Lady Bird è una tipa tosta, nonostante le ansie (comprensibilissime per una diciassettenne), e la strafottenza compensatrice. Sogna anni migliori all’università di New York, quindi fa domanda per entrarvi. Vuole fare sesso, quindi si trova un ragazzo (alquanto discutibile come persona), e lo fa. Poi si ritrova anche a fare i conti con il conseguente cuore spezzato. Urla dietro a sua madre, si mostra critica verso l’anti-abortista giunto a scuola e, più semplicemente, rivendica provocatoriamente il suo diritto a esistere in quanto essere umano ambizioso e affamato.

La fame di Lady Bird è sia intellettuale e creativa, che letterale. Per tutto il film Lady Bird non mangia solamente il cibo. Lei lo divora insaziabilmente.

Marion, interpretata da Laurie Metcalf, prepara le uova per Lady Bird and. Tutte le foto via Universal.

Prendete a esempio una delle prime scene del film, in cui troviamo Lady Bird, suo padre, suo fratello Miguel e la fidanzata di quest’ultimo, Shelly, seduti attorno al tavolo per colazione. È un giorno qualsiasi della settimana e Marion è di corsa perché vuole accertarsi Lady Bird arrivi a scuola per tempo e, soprattutto, con la pancia piena. Così prepara alla figlia delle uova strapazzate, incontrando però una Lady Bird in vena d’indipendenza. La ragazza, infatti, si chiede perché non possa cucinarsi le uova da sola.

LADY BIRD: Perché non posso farmi le uova e basta?
MARION: Perché ci vorrebbe troppo tempo, faresti un casino e io dovrei pulire.
SHELLY: (sommessamente) Comunque le uova non fanno bene all’ambiente.
LADY BIRD: (urlando) CHE COSA?
MIGUEL: Hai capito bene.
MARION: (Servendo le uova) Ecco qui. Per piacere, mangiale.
MIGUEL: Shelly e io stiamo cercando di diventare vegani. Ecco il perché del latte di soia.
LADY BIRD: Ma se indossa giacche di pelle.
SHELLY: Sono vintage.
LADY BIRD: Non sono pronte, c’è ancora della roba bianca.
SHELLY: Tu ami Brambles, vero? (riferendosi al cane accovacciato su di Lady Bird). I maiali sono più intelligenti di lui.
LADY BIRD: Non avevo mai pensato al fatto che Brambles potesse essere un genio, OK?
LADY BIRD: (segue) (molto fastidiosamente) Mamma! Le uova non sono pronte!
MARION: Ok, fattele da sola le tue fottute uova!
LADY BIRD: Io volevo, non me l’hai lasciato fare!

Ok, è innegabile, Lady Bird si comporta da viziatella e prepotente qui, ma non posso negare la sensazione di piacere provata nel guardare una giovane donna pretendere di mangiare anziché rifiutarsi aggraziatamente di farlo. Non è a dieta né alla ricerca di qualcosa di nuovo. Vuole semplicemente delle uova e vuole farsele come piace a lei.

A questa scena ne segue un’altra simile, sempre incentrata sul cibo, in cui Lady Bird incontra la sua migliore amica Julie a scuola dopo che quest’ultima era appena stata accompagnata lì in macchina dal patrigno. Oltre ad averla scaricata davanti scuola, il patrigno dà a Julie un panino per pranzo, che Lady Bird prende e ficca in bocca all’amica. Il gesto è sprezzante, quasi ribelle, e nessuna delle due amiche ne parlerà.

Lady Bird è uno di quei film con protagonista femminile che potremmo raggruppare nel filone cinematografico del cibo e dell’empowerment. Raw, diretto dalla francese Julia Ducournau, segue la vita di una vegetariana al suo primo anno di veterinaria che, dopo aver mangiato carne di coniglio durante una cerimonia d’investitura, sviluppa un appetito insaziabile per la carne umana. Nel corso del film la sua fame per il cibo coinciderà con quella sessuale, raggiungendo il culmine quando cercherà di mangiarsi il coinquilino con cui sta facendo sesso. Anche Blue è il colore caldo diretto da Abdellatif Kechiche nel 2016 rientra in questa categoria, poiché ci mostra un periodo di scoperta sessuale incorniciato dal cibo, il cui inizio è segnato da un bacio lasciato durante un picnic fra le due protagoniste.

Lady Bird non è né “crudo” come Raw, né esplicito come Il blu è un colore caldo, ma intreccia comunque l’appetito sessuale con quello per il cibo. Sempre a scuola, in un’altra scena, Lady Bird e Julie si trovano sdraiate in un magazzino a ingurgitare ostie, tra una chiacchierata sulla masturbazione e l’altra. Le regole cattoliche, con il loro puritanesimo, vengono quindi sovvertite dal rumore delle due ragazze che masticano contente. Nessuno dice a Lady Bird o a Julie cosa mangiare o come comportarsi, semplicemente le due ragazze prendono autonomamente in mano i propri desideri e appetiti, siano essi letterali o metaforici.

Lady Bird e Julie mangiano le ostie.

Sarah E. Tracy, professoressa associata al centro per gli studi delle donne alla UCLA, ha risposto ad alcune mie domande sul film e la sua intersezione con il cibo e il femminismo.

La relazione tra il cibo e il genere (e il cibo e il potere!), non è nuova alle discussioni accademiche. La maggior parte dei lavori a minor reddito nell’industria del cibo sono svolti da donne e da persone di colore, e quindi possiamo assolutamente considerare il cibo come una base importante da cui partire per discutere di status, potere e di come questi siano performati all’interno della società.”

In Lady Bird, secondo Tracy, il cibo funge da mezzo con cui esprimere la ribellione adolescenziale.

“Durante tutto il film possiamo ammirare Lady Bird mentre mangia in modi che sovvertono le regole imposte dalle figure autoritarie presenti nella vita della protagonista. Prendiamo ad esempio la scena delle ostie: lei e l’amica se le mangiano come fossero popcorn, e potremmo considerare questo atto come un sacrilegio. In più, parlano di masturbazione, tenendo le gambe su in aria in quello che potremmo considerare il perfetto quadro di due giovani donne che vogliono piena autodeterminazione del proprio corpo. Lady Bird non sta solo rubando del cibo, bensì riscrivendo il significato dello stesso, trasformando un rito religioso e di sottomissione in un atto di puro piacere e ribellione.”

Per finire, Tracy mi rivela che trova “liberatorio vedere personaggi femminili così, che si relazionano al corpo e al cibo attraverso atti di cura di sé e celebrazione anziché di giudizio.”

L’appetito mostrato dalle giovani donne in Lady Bird non è un qualcosa di cui ci si deve vergognare, sia esso per il cibo o per qualsiasi altro piacere della vita. Il film ci invita a prendere, pretendere e mangiare quello che vogliamo.

Dopotutto, che senso ha mangiare uova non cotte esattamente come piace a noi?

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Quest'articolo è originariamente apparso su Munchies UK.