Attualità

Abbiamo chiesto a dei carcerati come verrà trattato Martin Shkreli in prigione

"L'uomo più odiato d'America" è stato appena condannato a sette anni per frode.
15.3.18
Illustrazione di Lia Kantrowitz.

Venerdì scorso, appena prima della sentenza che l'ha condannato a sette anni di carcere, "l'uomo più odiato d'America" Martin Shkreli si è messo a piangere. Anche se alla fine non ha ricevuto il massimo della pena possibile per frode e anche se si è beccato molto meno dei 21 anni che ho preso io per spaccio. Ma comunque per qualche anno sarà di casa in carcere e stando al New York Daily News starebbe cercando di farsi assegnare a una prigione a minima sicurezza in Pennsylvania finita sui giornali solo per i casi di salmonella.

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Anche se sono fuori da tre anni, ho ancora un sacco di amici dentro—anche se a differenza di Shkreli quasi tutti i miei amici sono dentro per crimini che non hanno nulla a che fare con la frode, gli investimenti e le biotecnologie. Così, alla notizia della condanna di Shkreli, ne ho contattati alcuni per avere la loro opinione su come verrà trattato una volta dietro le sbarre. Per via del tipo di crimine che ha commesso, della sua ricchezza e della sua fama probabilmente Shkreli non finirà in un carcere particolarmente brutale. Tuttavia proprio queste caratteristiche—specialmente l'odio che si è attirato un paio di anni fa, quando ha alzato il prezzo di un farmaco salvavita—potrebbero causargli comunque qualche problema.

"Credo che Martin Shkreli non se la passerà malissimo in prigione perché finirà in una struttura non particolarmente violenta," mi ha detto via email Walter "King Tut" Johnson, che sta scontando un ergastolo per traffico di droga. "Sicuramente odierà il fatto di stare dentro e probabilmente farà storie. Se si metterà a piangere come ha fatto in tribunale è meglio che siano lacrime sincere, perché in carcere le lacrime sono prese molto seriamente."

Secondo Johnson, in carcere le lacrime sono riservate a poche situazioni: se perdi una persona cara, se scopri di avere una malattia incurabile, se sei innocente e sei stato condannato ingiustamente. Per questo le lacrime di Shkreli potrebbero essere percepite come offensive dai carcerati più vecchi.

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"Quando finirà in carcere, andrà in una struttura di minima sicurezza," mi ha detto Christian Fannon, che sta scontando cinque anni per aver falsificato delle prescrizioni per farmaci. "La maggior parte delle strutture di questo tipo sono molto comode. Vivrà in modo decente. Se finisse in una struttura ad alta sicurezza se lo mangerebbero vivo. Dovrebbe pagare per farsi proteggere e i suoi soldi sarebbero la sua assicurazione sulla vita."

Nelle strutture a minima sicurezza, invece, in genere i detenuti hanno più da perdere e per questo potrebbero non voler rischiare di peggiorare la loro situazione prendendosela con Shkreli. Ma non importa dove finirà: grazie all'esposizione mediatica e l'antipatia che si è tirato addosso, Shkreli correrà sempre il rischio di subire abusi dietro le sbarre.

"Dato che tutti sanno che è molto ricco e dato che a tutti dà fastidio come persona per il suo modo di fare, è un bersaglio perfetto," mi ha detto via email Robert Rosso, un ex membro di una gang che sta scontando l'ergastolo per spaccio di droga.

In altre parole, Shkreli potrebbe ritrovarsi comunque costretto a pagare il pizzo a qualcuno o a qualche gang per non essere picchiato. E potrebbe ritrovarsi costretto a pagare un prezzo maggiorato per qualsiasi cosa—dalle coperte, al cibo, agli oggetti di contrabbando. Ovviamente, avere i soldi che ha lui ha anche dei lati positivi in termini di qualità della vita in carcere.

"Credo che una volta che si sarà abituato dormirà tranquillo," mi ha detto Tommy Rutledge, che sta scontando l'ergastolo per traffico di cocaina. "I ricchi vincono sempre, anche in carcere." È vero. Ho visto un sacco di tizi molto ricchi che in carcere se la passavano bene grazie ai soldi. Ciò a cui Shkreli deve stare attento è il modo in cui la sua attitudine e la sua cattiva fama verranno percepiti in prigione, dove esiste un codice morale—anche se è un codice morale diverso da quello che esiste fuori.

"Shkreli è un capitalista senza scrupoli che ha aumentato in modo esorbitante il prezzo di una medicina sapendo benissimo che c'erano persone a cui serviva per sopravvivere," mi ha detto Rosso. "In quel momento si è trasformato nel peggior tipo di spacciatore che c'è: quello che si gasa e vuole giocare a essere Dio."

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