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Cosa abbiamo trovato all'apertura del negozio di Pornhub a Milano

A Milano, in contemporanea con New York, ha aperto il primo store fisico di Pornhub. Ovviamente siamo andati a dare un'occhiata.
Vincenzo Ligresti
Milan, IT
5.12.17
Tutte le foto dell'autore.

In qualunque parte del globo, in qualunque momento del giorno, un sacco di gente appalta l’esigenza di soddisfare le proprie pulsioni a siti zeppi di video porno. Secondo l’ultima analisi disponibile del network Pornhub, in tale divisione antropica gli italiani occupano una posizione di tutto rispetto—classificandosi nella top ten per volume di traffico al sito.

Di conseguenza, se nelle ultime settimane avete visto trilioni di articoli dedicati all’apertura dello store di Pornhub a Milano, è un po’ responsabilità di tutti noi. E mia, nel caso della redazione di VICE, è stata la responsabilità di andarlo a visitare nel giorno dell'inaugurazione, per capire come sia nato e perché.

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Il negozio in questione è il primo nel suo genere in Europa (un altro ha appena aperto a New York), è temporaneo e offre la possibilità di acquistare gadget, abbigliamento e sex toy a marchio Pornhub. Quando arrivo nella corte alle spalle di corso Como che ospita lo store è domenica pomeriggio, e vengo accolto dal cartello con l'inconfondibile logo bianco-nero-arancione. All'ingresso si è formata una piccola coda, e io la immagino come una specie di corrispettivo tangibile del buffering prima dell'inizio di un video. L'ansia di iniziare, in fondo, è più o meno la stessa.

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L'ingresso.

Ora: le aspettative di trovarmi in una sorta di realtà parallela creata all’interno di un Trittico delle delizie di Bosh contemporaneo si erano forse gonfiate eccessivamente nel tragitto, ma la disposizione interna è quella ordinata e rassicurante di una cartolibreria. Il locale è piuttosto piccolo—saranno circa un 60 metri quadri—e in un colpo d’occhio veloce direi riesco a squadrare la maggior parte delle suppellettili in bellavista: ci sono le stampe fatte per l'occasione da vari illustratori italiani, sex toys nelle loro confezioni, tazze, alberi di Natale, maglie e felpe basiche.

Ma a ricordarmi che non sono esattamente in una cartoleria, giunge ai miei occhi una scena: una commessa, per illustrare a un gruppetto di ragazze le potenzialità di un semplice righello in legno, lo afferra, si auto-sculaccia, e abbozza con professionalità qualcosa del tipo, "Visto? Si può usare in molti modi." Prima lezione che imparo: mai giudicare dalle apparenze.

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Con questa nuova consapevolezza, decido di confondermi in mezzo alla fauna presente— composta principalmente da ragazzi sotto i trent'anni e da qualche cinquantenne preso bene—e interagirci. Tra tutti, mi incuriosisce un ragazzo, o meglio la scritta "I love Milf" della maglietta che indossa. Si chiama Giovanni, ha 21 anni e si sta facendo aiutare a scegliere una nuova maglia.

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A coadiuvarlo nell’impresa ci sono la ragazza Aura, 19 anni, e l’amico Matteo, 33 anni. Mi dicono che sono venuti un po’ per curiosità e ovviamente ci mettiamo a parlare di porno. Tutti ne usufruiscono, e Giovanni e Aura in particolare mi dicono di guardarlo spesso insieme. La loro categoria preferita è threesome, ma lì per lì non penso proprio a chiedergli se hanno mai pensato di aggiungere davvero un terzo nella realtà (per esempio Matteo).

Questo primo incontro mi rende subito ottimista: probabilmente la gente che sta lì non avrà problemi a parlare delle proprie abitudini in fatto di porno, e io non avrò problemi a tirargliele fuori. Purtroppo, a giudicare dai no che ricevo chiedendo interviste, non è proprio così—e forse questa iniziativa di marketing ha anche un suo senso nel rendere il dialogo intorno al porno un po' meno imbarazzato, chi lo sa.

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Alla fine riesco a intercettare due ragazze, che lavorano in una nuova impresa e hanno entrambe 26 anni. Mi dicono che ormai in questo mondo neanche ti devi sforzare a cercare del porno, perché spesso e volentieri è lui a trovare te—soprattutto se bazzichi su social network come Tumblr. Parlando di categorie preferite, chiedo riscontri circa l’apprezzamento delle donne etero per la categoria lesbian.

Mi dicono che tendenzialmente è vero, ma che se non si scova il video giusto si nota subito che è un tipo di porno realizzato più che altro per un pubblico maschile. E che in ogni caso esistono un sacco di altre categorie a cui attingere—per esempio, gang bang.

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Alla cassa, nel frattempo, c'è Romina Falconi, di cui immagino tutti avranno sentito almeno una volta le canzoni da solista o molto Porn Groove in coppia con Immanuel Casto—a partire da “Crash”, in cui ci sono metafore molto sottili del tipo “aprimi il pc”, “formattami l’hard disk”, “montami la ram”, “riempimi di spam”. Romina mi spiega che è lì perché con Immanuel Casto e la loro intera factory creativa FreaK and Chic hanno creato da un annetto una partnership con Pornhub, che include appunto lo store.

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"Quando ho tempo vedo tantissimo porno, mi piace tantissimo: ci ricerco tutto quello che non riesco a mettere in pratica nella vita—episodi che rientrerebbero nella categoria 'public' e soprattutto scene in cui delle donne con uno strap-on deflagrano uomini rigorosamente etero," mi spiega Romina. "Nessun mio compagno è stato mai disposto ad esaudire questo mio desiderio, della serie: mai una gioia. Però mi rendo conto che a volte abbiamo dei desideri, delle fantasie erotiche che probabilmente non metteremo o non vorremmo mai mettere in pratica, ma ci piace comunque immaginarci in esse."

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A proposito di ram, spam e porno selezionati, mi metto a parlare con Paco, un tecnico informatico di 28 anni. Mi spiega che è un grande estimatore del network Pornhub, da cui scartabella le categorie "daddy, dilf e soprattutto gay to straight che consistono in situazioni omosessuali in cui si ritrovano dei ragazzi etero." Ma Paco non conosce solo i suoi, di gusti: "Spesso quando mi collego da remoto sui computer degli altri, noto che gli utenti dimenticano paginine aperte di siti porno. E anche in categorie assurde." (Per questioni legate alla privacy non ha potuto rivelarmi altro, ma se volete sapere che cosa trovano i tecnici informatici di scabroso nei nostri computer c’è un pezzo di qualche tempo fa).

In tutto questo incontro Romana, una commessa che mi dice di aver già imparato a memoria la descrizione "dei vibratori e dei ring fatti di un materiale veramente top, tutto ultra anallergico e lavabile," ma che al contempo è molto compiaciuta soprattutto quando a comprare questo genere di prodotti sono delle signore sulla cinquantina.

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Nel frattempo si è fatta sera, e la fila davanti all’ingresso si è allungata. Mi accingo a fotografarla. Mentre lo faccio una signora dice all'uomo che è con lei, "Madonna, non voglio finire sul giornale," e io ritiro l'obiettivo. Niente, la liberazione non è ancora arrivata.

In ogni caso, si sente nell’aria che un po' tutti stanno aspettando Malena, l'ospite d'onore della giornata. Tra loro ci sono anche Francesco (categorie preferite: ebony, deepthroat, red hair) e Francesco (categorie preferite: big mama), entrambi 29enni—che non sapendo chi fosse, l’hanno googlata approfonditamente qualche ora prima, per poi convincersi e decidere di attendere il suo arrivo.

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Malena.

Malena è arrivata. Si è tolta un bomber dorato un po’ ingombrante per sedersi sull’unico scranno di tutta la sala. La gente in fila indiana attende il suo turno per un autografo, farsi una foto o tutte e due.

Arrivato il mio, Malena mi spiega che la sua vita è stata "completamente capovolta—perché alla fine è davvero da un anno che sono nota," e che a tutti questi eventi a cui presiede ancora non si è ancora del tutto abituata. Difatti Filomena Mastromarino—in arte Milena la pugliese—è salita alla ribalta solo recentemente, grazie prima al porno con Rocco Siffredi ottenuto dopo essere volata a Budapest da lui in completa autonomia, e poi soprattutto per aver partecipato all’Isola dei Famosi. Prima di tutto questo: faceva parte dell’Assemblea nazionale de PD, lavorava come agente immobiliare e aveva conseguito una laurea in Scienze Biosanitarie.

E al momento? "Per adesso porno, ma ho fatto anche qualche piccolo cortometraggio e mi piacerebbe lavorare in tv o al cinema—ma mi dovrei mettere a studiare," spiega. "Per quanto riguarda la politica vedremo all’anno nuovo, perché da quando ho intrapreso questa carriera ho dovuto abbandonare. Non essendo più tesserata PD, vedremo cosa fare."

È proprio sul riferimento al PD che ho l'illuminazione per un degno finale di questo articolo: proporle un selfie nella speranza di venire meglio di Renzi. Ci mettiamo in posa, e Malena mi dice che ho troppi capelli per non rovinare l'inquadratura. Non so se qualcuno sia mai stato rifiutato a un casting porno con questa scusa, ma io la racconterò così.

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