Ho passato una domenica da turista low cost in Liguria

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Ho passato una domenica da turista low cost in Liguria

A Varazze, in provincia di Savona, i giornali descrivevano uno scontro apocalittico tra local e turisti della domenica. Siamo andati a verificare.

A metà giugno sul Corriere della Sera è comparso un articolo che ci ha profondamente scossi. Nel pezzo si tratteggia quella che viene definita la "moderna neo lotta di classe (e geografica)" combattuta dai turisti low cost, che da Milano o dal pavese, a bordo di pullman che attraversano la Pianura Padana, raggiungono in giornata uno dei primi sbocchi sul mare: Varazze, in provincia di Savona.

I passeggeri, spiega l'articolo, sono soprattutto pensionati, disoccupati, mamme con figli piccoli a carico e studenti, che con un biglietto di massimo 20 euro si riversano a centinaia per otto ore nelle località di mare generando l'insofferenza dei local—nello specifico: operatori e amministratori dei paesi liguri critici del flusso di persone che, a loro dire, non si recano in Riviera per spendere denaro sufficiente a riequilibrare il disagio che procurano.

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A colpirci in particolare nell'articolo: la testimonianza di una passeggera che racconta di un amico costretto a pagare ben sei euro per una bottiglia d'acqua a Varazze; zampilli di acqua nelle aiuole di un'altra cittadina, Albissola, per impedire che i turisti ci vadano a pranzare; la proposta di controlli dei documenti a bordo dei pullman per fare trascorrere ai turisti "un'ora e mezza sotto il sole e forse la prossima volta ci pensano a ritornare," e per finire, la preoccupazione del presidente di uno dei due Consorzi di stabilimenti balneari di Varazze che teme—lascia intendere l'articolo—che i pullman possano trasportare anche terroristi.

Il ritratto dei turisti low cost e della Riviera ligure fatto dal Corriere, insomma, non è dei migliori. Curioso di verificare in prima persona questo scenario apocalittico, una domenica di giugno sono partito da Milano alla volta di Varazze, in compagnia del fotografo Santiago e di due bottiglie d'acqua (non si sa mai).

La mattina della partenza le previsioni non sono buone, e in effetti il cielo sarà nuvoloso a fasi alterne durante tutta la giornata. Tuttavia, non ci perdiamo d'animo: forse non sperimenteremo l'emozione di una spiaggia libera affollatissima, ma le condizioni meteo non così favorevoli potrebbero concederci di entrare in contatto con i turisti low cost più hardcore, lo zoccolo duro intenzionato a sfuggire al tedio domenicale della pianura anche quando questa non è così invivibile. Inoltre, se è stato il presunto risentimento dei local per i turisti ad attirarci fino a queste latitudini, non saranno di certo un paio di nuvole a placarlo.

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Un tratto di spiaggia libera a Varazze.

A un turista della domenica—indifferente che ci arrivi in pullman, in macchina o col "treno del mare"—Varazze si presenta più o meno come qualsiasi altra cittadina di mare della Liguria: un piccolo porto turistico, qualche via e piazzetta a formare il centro storico pedonale a ridosso della via Aurelia, stabilimenti balneari su tutto il litorale, un paio di spiaggette scogliose nel tratto che la collega al paese successivo e, a salire verso le alture, decine e decine di palazzi dove i nonni (perlopiù lombardi o piemontesi) di qualcuno hanno comprato un appartamento per le vacanze il cui mobilio è rimasto pressoché invariato negli ultimi trent'anni.

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I bagni Paolina.

È così che Varazze appare anche a noi quando arriviamo intorno all'ora di pranzo e ci dirigiamo verso uno dei suddetti stabilimenti balneari.

So che non dovrei uscire allo scoperto già a questo punto dell'articolo perché poi c'è il rischio che non continuiate a leggere, ma lo scoop della giornata è stato incontrare proprio lì Gianluca e Fabio, rispettivamente titolare e autista di una ditta di autotrasporti che salva la vita a centinaia di residenti della Lomellina nei weekend di giugno, luglio, agosto e settembre. Purtroppo Gianluca fa crollare la nostra speranza di ascoltare racconti catastrofici, non capendo cosa sia successo quest'anno di particolare per giustificare l'uscita di quell'articolo del Corriere e addirittura un servizio di Mediaset—che presto sarà seguita anche dalla RAI—a bordo dei loro bus.

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Gianluca e Fabio.

L'azienda di Gianluca, ci racconta, pur caricando tendenzialmente chiunque abbia bisogno, non trasporta "quelle persone" (riferendosi a un altro discusso articolo, stavolta del 2016) che alle sei di mattina vengono depositate in massa fuori dai centri abitati della Liguria, pronte a occupare la prima spiaggia libera disponibile portandosi il borsone del cibo da casa.

I loro clienti, sostiene, generano comunque un "piccolo business a Varazze." In effetti, coerentemente con quanto raccontatoci dalle nostri fonti-scoop della giornata, anche la nostra esplorazione nella principale spiaggia libera frequentata dai turisti non ci fa notare nulla di fuori dalla norma.

Ci sono i giovani stagionali che urlano krapfeeeeeeen,

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Gabriele, l'uomo dei krapfen.

turisti a cui le due settimane fisse l'anno + le domeniche a Varazze non le toglie nessuno, anche se non si trova mai parcheggio e nelle giornate di massimo affollamento "la situazione sulle spiagge libere è invivibile,"

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Pinuccia e Carlo, affezionati frequentatori di Varazze.

e le nonne che, come preannunciato dalle nostre fonti, contribuiscono ad alimentare "un piccolo business a Varazze" acquistando pizze d'asporto (perché la pizza qui sotto non è stata sicuramente acquistata nella Lomellina prima della partenza in pullman alle sei e mezza di mattina—per quanto ne sappiamo, neanche da quelle parti si trovano pizzerie d'asporto aperte a quell'ora).

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Nonna Alexandra fa girare l'economia locale.

Quando lasciamo la spiaggia e ci fermiamo in una gelateria, intenzionati anche noi a fare girare l'economia locale, incontriamo la signora Luisella, che palesemente non è venuta a visitare Varazze in giornata.

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Luisella non ha mai avuto problemi con i turisti mordi e fuggi ma piuttosto, visto che lavoriamo con internet, ci chiede se possiamo segnalare sul nostro sito che ha due proprietà in vendita e noi la accontentiamo: gli interessati possono recarsi nei pressi della gelateria I Giardini di Marzo a Varazze per discutere i dettagli delle proprietà con Luisella. Potete venire anche semplicemente in giornata con un autobus partendo dal pavese. A Luisella non date nessun fastidio.

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Luisella.

Ricordandoci che la nostra missione è quella di seguire le orme del low cost—e contemporaneamente introdurre quanti più chili di focaccia possibile—visitiamo le principali focaccerie del paese, prestando sempre attenzione a ogni minimo segnale di insofferenza nei confronti di noi poveri turisti.

Eppure, anche qui, gli esercenti con cui parliamo confermano che i turisti mordi e fuggi sono comunque una fonte di guadagno.

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De Andrè, focaccia semplice e focaccia al pesto da Henry - La Vesuviana.

"Senza di loro la città muore," ci dicono. Anzi, sono tutti un po' tristi perché in questa giornata dal clima infelice non c'è la solita coda e, in barba a qualsiasi stereotipo abbiate mai sentito sui liguri, in una focacceria ci regalano addirittura il pranzo.

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L'autore e la sua fetta di focaccia.

Proprio lì fuori incontriamo una compagnia di ritorno da un addio al celibato a Nizza che ha fatto tappa a Varazze per uno spuntino.

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Non sanno dirci molto sulla polemica legata ai turisti low cost, ma i piedi scottati di uno di loro ci ricordano quali sono i veri pericoli che si corrono sulle spiagge della Riviera Ligure:

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Questi.

Insomma: se nessuno qui odia veramente i turisti mordi e fuggi, al massimo si rimpiangono i tempi in cui i milanesi si fermavano per un mese in albergo e la cosa più scottante che ho trovato sono questi piedi, dov'è il clima di scontro prospettato dall'articolo da cui siamo partiti?

In un ultimo tentativo di scoperchiare le tensioni sepolte sotto lo strato di nuvole e sabbia, penso a un gesto estremo. Trovandomi nei pressi di un'aiuola lungo l'Aurelia opto per vendicare coloro che non hanno potuto sdraiarsi su quelle della vicina Albissola perché presidiate dagli irrigatori scaccia-turisti voluti dal comune.

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L'autore.

Qui gli irrigatori non ci sono, o forse non sono in funzione, ma io mi aspetto una multa, un rimprovero o anche solo il commento di un local spazientito dal turismo selvaggio. O l'incoraggiamento di un tredicenne di Pavia.

Invece non mi nota nessuno. Tutti gli occhi sono rivolti a lui, l'eroe-autista dell'autobus che riporterà tutti noi turisti della domenica a casa.

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