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Droga

Come i narcotrafficanti sfruttano i debiti di chi si droga

Oltre a permettere agli spacciatori di provare che 'con loro non si scherza', le violentissime riscossioni crediti servono anche a un altro scopo.

di Max Daly
18 gennaio 2018, 10:00am

Foto via VICE

Nel settembre del 2017, Colin Oliphant—un piccolo spacciatore e consumatore di sostanze—si stava rilassando a casa di un amico a Fife, in Scozia, quando gli si è parato davanti il suo fornitore William Richardson, per riscuotere un debito sulla cocaina da 200 sterline [circa 225 euro]. Richardson, che era già finito in carcere una volta per spaccio d'eroina, si è presentato armato di martello e ha colpito Oliphant con un colpo così forte che delle schegge delle sue costole frantumate gli hanno lacerato i polmoni, portandolo alla morte nel giro di qualche ora. Richardson, che era "pieno di boria" dopo l'aggressione, è stato condannato per omicidio colposo dal tribunale di Edimburgo all'inizio di gennaio.

Questa settimana al tribunale di Manchester tre membri di una gang di spacciatori sono stati condannati al carcere per aver picchiato fino a ucciderlo Ian Bendall, per i debiti che questi aveva contratto con loro. Bendall, che consumava eroina da tempo, aveva cominciato a vendere droga per conto di Alexander Smith, ma avrebbe accumulato con lui un debito di 300 sterline [circa 330 euro]. Nel giugno del 2017, Bendall è stato caricato di forza in una macchina, portato in una zona periferica e sottoposto a un pestaggio brutale, nel corso del quale Smith e altri due uomini l'hanno preso a calci e calpestato, per poi scaricarlo fuori da casa sua, a Bolton. È morto quattro giorni dopo.

Quello dei debiti è un rischio che chiunque bazzichi il mercato della droga ha ben presente. Non solo è una delle principali cause di violenze e morte—di solito le vittime occupano i gradini più bassi della piramide del narcotraffico—ma è anche un elemento imprescindibile dell'ambiente.

Le ripercussioni per chi non ripaga anche il più piccolo debito possono essere bibliche. Ci sono storie di persone uccise per il corrispettivo monetario di due birre. Nel luglio del 2017, due spacciatori di Hemel Hempstead, in Inghilterra, sono stati arrestati per aver accoltellato e ucciso Adam Watt, dopo che questi era scappato senza pagare le 10 sterline di una busta di crack. Ad agosto Michael Cullen, uno spacciatore d'eroina di Liverpool, è stato condannato a 12 anni di carcere per aver tagliato la gola di Christopher Hall con un coltello a serramanico perché questi non gli aveva pagato una busta d'eroina (20 sterline). La recente ondata di violenza nelle prigioni inglesi è stata scatenata dai debiti per la Spice contratti dai detenuti.

Ci sono anche storie di rapimenti legati ai debiti, di violenze sessuali e torture, spesso perpetrate da 'squadre' apposite di riscossione crediti, il cui sadismo è generalmente proporzionale alla quantità di denaro dovuto. Un membro delle forze dell'ordine inglesi specializzato in negoziazione operativa con cui ho parlato mi ha detto che la sua squadra riceve almeno una chiamata a settimana per casi di rapimenti legati a debiti di droga.

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Un grosso sasso di coca. Foto via VICE

La violenza della riscossione non è solo un portato del fatto che questa parte del mondo criminale è caratterizzata da un'efferatezza estrema, ma è uno strumento che le gang di narcotraffico usano per mandare un messaggio chiaro alle comunità che le circondano, criminali o meno: non scherzate con noi.

Uno spacciatore d'erba o di MDMA non farà che accrescere la propria clientela, e quindi i profitti, se ha reputazione di essere tranquillo e simpatico. Ma nel mercato più losco e 'professionale' dell'eroina, o in quello più lucrativo della cocaina, è essenziale non mostrarsi ai clienti o ai rivali come uno che si può fregare. Avere un ruolo nel mercato della droga significa avere rispetto, fiducia, e forza bruta. Come ha detto una gang di spaccio di cocaina di Glasgow a un debitore rapito prima di torturarlo, rompendogli la gamba con una mazza e facendogli uscire le rotule, "Non è questione di soldi, è il cazzo di principio."

"Direi che oggi il 90 percento della violenza nel narcotraffico è legata ai debiti," mi ha detto Neil Woods, ex agente sotto copertura della squadra narcotici. "Ma non è per i soldi. L'immagine è fondamentale. Gli spacciatori che non si fanno fregare sono quelli che prosperano. E per non farti fregare, devi avere la reputazione del violento. E la coltivi con la riscossione crediti. È diventata una cosa culturale tanto quanto legata al denaro."

I debiti di questo tipo sono contagiosi. I bersagli non sono solo quelli che devono i soldi, ma anche le loro famiglie e i loro amici. A Liverpool, la minaccia base rivolta all'adolescente che vende erba non è più una 'lezione' dietro l'angolo, è: "Sappiamo dove vive tua madre." A marzo del 2017 a Barbara Dransfield, una donna disabile di Manchester, sono state spaccate quasi tutte le ossa del viso con una mazza da baseball perché suo figlio doveva 100 sterline ai suoi spacciatori di cannabis. Ad agosto, due uomini sono finiti in carcere dopo che hanno letteralmente strappato a morsi il naso di un uomo il cui figlio aveva con loro un debito da 1000 sterline, a una festa di Natale nel Devon.

Le ricerche sui metodi di intimidazione nell'ambiente del narcotraffico in Irlanda svolte dal criminologo Johnny Connolly del Centre for Crime, Justice and Victim Studies della Limerick University hanno evidenziato una escalation di violenza ai danni delle madri e dei nonni dei consumatori negli ultimi dieci anni.

"Tutto comincia con qualcuno che bussa alla porta della madre e le dice che suo figlio ha dei debiti. O paga o ci saranno delle conseguenze," dice Connolly. "A volte si sfocia nell'estorsione. Ci sono persone che hanno dovuto ipotecare la propria casa. Anche nel caso di corrieri della droga che finiscono in carcere per non aver rivelato il nome del proprio mandante, il loro debito viene 'passato' ai loro parenti."

È un problema devastante, che rimane in larga parte sommerso. Nonostante il fatto che la violenza legata al mondo della droga compaia spesso davanti agli inquirenti, la grande maggioranza dei casi non viene denunciata per paura, e la situazione è quasi la norma in alcune comunità.

La ricerca irlandese ha fatto luce su casi di donne obbligate a rapporti sessuali per ripagare i debiti, e di adolescenti che si sono uccisi perché non potevano pagare. Metà delle vittime di ritorsioni hanno subito aggressioni fisiche e un terzo ha avuto danni materiali. Ma pochissimi hanno denunciato la cosa. Quando la polizia non ha più potuto ignorare il tutto, si è però ritrovata davanti a un mare di ostacoli. "La squadra narcotici era determinata a fare qualcosa," dice Connolly. "Incontravano le vittime, in borghese, fuori dalle caserme, ma nessuno voleva portare la faccenda in tribunale, erano troppo spaventati. Non c'era niente che la polizia potesse fare."

Contrarre debiti nel mercato della droga non è una cosa che capita—il sistema è costruito sui debiti, perché l'economia della droga è costruita 'ai danni' di quelli nelle posizioni inferiori. "Ci sono così tanti debiti perché il mercato della droga è un sistema di vendita piramidale," dice Woods. "Gli spacciatori sono sempre alla ricerca di modi di aumentare le vendite per fare più soldi. Per farlo, lo spacciatore dà della droga in più a credito ai suoi clienti abituali, creando così la figura del consumatore-spacciatore, che ha quindi anche una spinta a consumare di più. Questo modello di business implica che i debiti siano una preoccupazione quotidiana, così come la violenza che li accompagna. Il risultato è un sistema di bullismo. E sono i più deboli che ne pagano le conseguenze."

Inoltre, la violenza è probabilmente il meno preoccupante tra i sintomi del ciclo dei debiti, perché il vero problema è che i debiti da droga vengono utilizzati come metodo per espandere il proprio business. Gli spacciatori usano i debiti per costringere chi li ha contratti a farsi reclutare, e così persone che magari non sarebbero mai entrate in quel mondo ci finiscono dentro. Uno studio norvegese ha dimostrato che gli spacciatori preferiscono estorcere e controllare piuttosto che usare violenza sulle vittime.

Chi ha pochi debiti viene richiesto di vendere droga fino a raccogliere l'importo in questione, o di fare da 'magazzino' per droga o armi. In ogni caso, vengono risucchiati senza volerlo nel mondo della droga. È una tattica che le gang usano per persuadere i ragazzini a unirsi a loro. I debiti, incluse le rapine programmate ai corrieri, vengono usati per mantenere queste persone legate allo spacciatore o alla gang.

Cosa si può fare? Connolly crede che sia necessario fare ulteriori ricerche per capire come cambiare la legislazione sulla droga in modo da ostacolare lo spaccio. Fino a quel momento, l'unica cosa che possono fare le autorità è porsi da mediatore tra le gang e i debitori. "I debiti sono centrali nello spaccio: facilitano le operazioni e l'espansione del mercato. Se il commercio di droga è illegale, questa è la realtà da affrontare," spiega.

Quello che è certo è che il commercio illegale di droga continuerà a fare vittime, che siano in carcere o all'obitorio. La società potrebbe considerarle persone che 'dovevano aspettarselo', ma è importante capire che le vittime di questo tipo di violenza sono quasi sempre quelle con meno potere e meno scelta.

Alice, partner di un uomo che l'anno scorso è stato ucciso dopo aver contratto dei debiti con degli spacciatori, mi ha detto che la sua morte è stata dovuta a un'idea assurda di 'giustizia'. "Immagino che più droga consumasse, più fosse difficile per lui trovare soldi," mi ha raccontato. "Ovviamente aveva cominciato a vendere droga per quest'uomo, spinto dalla pulce che gli era stata messa nell'orecchio—che così avrebbe anche avuto soldi per comprarsi la sua droga. Ma non puoi dare a un tossicodipendente un'enorme quantità di droga e non immaginare che se la farà."

"Quando ho messo a posto il suo appartamento dopo la sua morte, non aveva più niente di valore; aveva venduto tutto," ha continuato Alice. "Sapeva che io avrei potuto dargli i soldi che aveva bisogno se me li avesse chiesti, ma non so se ha avuto il tempo di chiedere a chicchessia. Mi dispiace per mia figlia che ha perso il padre, e devo spiegarle quasi ogni mese perché non tornerà più."

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