È successo di nuovo: Rifondazione Comunista contro Fabri Fibra

Fabri Fibra sa difendersi benissimo da solo, ma le polemiche sul "concerto misogino" di Fabri Fibra sono l'ennesima prova che in Italia in tanti non hanno ancora capito il rap.
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Flashback: siamo nel lontano 2011 e Fabri Fibra ha appena dovuto rinunciare al palco del 1° maggio. I suoi testi sono stati considerati discriminatori nei confronti del genere femminile e quindi non degni di rappresentare uno spaccato della musica italiana su quello che probabilmente è il palco più importante del nostro paese dopo Sanremo. Allora il rap per l’Italia era quello che era, Moreno non aveva ancora vinto Amici per intenderci (ma qui si può leggere una digressione più lunga), e nessuno si batté affinché le ragioni di Fibra venissero spiegate. Ora, sette anni più tardi, ci risiamo: Fabri Fibra dovrebbe suonare questa sera in piazza a Cosenza ma Rifondazione Comunista (e non solo) non sono d’accordo: Fabri Fibra è misogino, quindi non deve cantare. Non so se abbia ancora senso in realtà mettersi a difendere Fibra (che sa benissimo difendersi da sé) o cercare di spiegare una determinata visione del mondo, nel 2018, ma un breve recap di ciò che sta succedendo forse è necessario. Il testo che viene preso in considerazione più di altri è “Gonfio Così”, che è anche la canzone che mi ha avvicinato al rapper in questione e dunque, per motivi anagrafici, al rap in generale. Dovremmo forse stare a spiegare il contesto, l’anno di uscita, le motivazioni di un testo del genere a chi non è in grado di capire che un testo del 2004 non riflette forzatamente il pensiero di un uomo nel 2018 e che ancora non tutto ciò che un artista scrive è il pensiero pedissequo che è nella sua testa? Boh. Dovremmo rispolverare l’esempio di Tarantino che uccide la gente nei propri film? O dire che anche Tiziano Ferro, per esempio, cantava di storie d'amore tra eterosessuali pur non essendo eterosessuale? La realtà è che questa polemica è sterile: non perché la lotta alla misoginia lo sia, ma perché prendersela con un dipinto di uno spaccato anziché con lo spaccato stesso è, ovviamente, stupido. Non so se Fibra sia misogino o meno, ma di certo non è Mr. Simpatia, il suo album più provocatorio e volutamente fastidioso, a squarciare il velo di Maya in tal senso. Se pensi che Fibra non dovrebbe suonare, o che il rap sia di base misogino ho una notizia per te: ti sbagli. Ci sono milioni di testi misogini in Italia, milioni di “bitch” usati fuori luogo, prendersela con la descrizione di uno stupro (che vuole e deve essere fastidiosa) è quantomeno ridicolo. So perfettamente che nessuno che pensa che Fibra sia misogino si metterà a ragionare su quanto scritto e che questa breve riflessione servirà solo a mostrare a chi queste cose le ha capite che siamo ancora anni luce indietro per accettare di buon grado questo genere. Ma davvero, non credo per esempio che “Io Uccido” di Faletti fosse una dichiarazione d’intenti, ma per saperlo dovrei leggere il libro, non giudicare solo la copertina.

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