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Il tizio che ha scoperto un bug nel bancomat e prelevato un milione—per poi bruciarsi tutto

Nel 2011 Dan Saunders era fuori a bere con gli amici, e quando è andato a prelevare ha scoperto un bug che gli avrebbe cambiato la vita.
16 aprile 2020, 8:04am
Dan Saunders a Parigi.
Dan Saunders a Parigi

È una serata qualunque per Dan Saunders, che sta bevendo con gli amici in un locale di Wangaratta, la sua città natale, a nord di Melbourne. A una certa ora, però, Dan finisce i contanti e lascia il locale per cercare un bancomat dove prelevare, ed ecco che come per magia, questo distributore gli fa prelevare molti più soldi di quelli che Dan ha sul conto. Dopo qualche tentativo e tutte le verifiche del caso, Dan si accorge di aver trovato una sorta di bug nel sistema, e continua indisturbato a prelevare contanti che non ha.

In circa quattro mesi e mezzo, nel 2011, Dan preleva circa 1,6 milioni di dollari australiani [_poco più di un milione di euro_] da diversi sportelli bancomat della National Australia Bank in tutto il paese. In questo lasso di tempo organizza feste sfarzose, noleggia jet privati ed estingue i debiti universitari di alcuni amici, fino a quando—come prevedibile—la polizia lo scopre.

Lo abbiamo incontrato e gli abbiamo chiesto come ha fatto, come ci si sente a essere improvvisamente milionari e cosa si prova a tornare di nuovo a fare il barista.

VICE: Ciao Dan, raccontami com'è andata. Qual è stato il prelievo che ti ha fatto capire che c'era qualcosa di strano?
Dan Saunders: Sono fuori con gli amici, a un certo punto vado a un bancomat e faccio per controllare il saldo del conto, ma mi compare il messaggio "saldo attualmente non disponibile." Così sposto 200 dollari dalla carta di credito al conto corrente, ma sullo schermo compare un altro messaggio, stavolta di "transazione annullata", e mi restituisce la carta. Mi sembra strano, così provo comunque a prelevare quei 200 dollari e funziona. Ritiro i soldi e torno a bere.

Tornando a casa quella sera passo davanti allo stesso sportello bancomat, e decido di riprovarci. Trasferisco altri 200 dollari e li ritiro in contanti, poi 500, poi 600. All'inizio pensavo solo di essere un po' ubriaco, così ho provato diverse volte. E la magia ha continuato a ripetersi.

Ma cosa succedeva esattamente?
La mattina dopo mi sono svegliato pensando di averlo solo sognato. E invece i soldi erano proprio lì, nel mio portafoglio. Così ho chiamato la banca per farmi dare da loro il saldo del conto, e risultava in rosso di 2000 dollari. Era come se ci fosse un distacco temporale tra i contanti prelevati allo sportello automatico e il saldo del conto. In pratica potevo spendere qualsiasi cifra e poi reintegrarla sul conto trasferendo i soldi dalla carta di credito al conto corrente. Potevo "creare" i soldi tra mezzanotte e l'una, quando i bancomat vanno offline.

E quindi ti bastava anticipare questo meccanismo di un giorno, no?
Esatto. Quindi il primo giorno ho speso 2000 dollari, ma il secondo ne ho spostati 4000 per assicurarmi che il saldo non fosse più in negativo. La notte il saldo andava giù, ma poi tornava disponibile il giorno successivo. E se riuscivi ad anticiparlo sempre, potevi ingannare il sistema e fare credere di avere milioni a disposizione. Dopo un po' sono tornato in banca, e mi hanno detto che il saldo era di un milione di dollari.

Qual è stata la prima cosa che hai fatto con quei soldi?
Ho spostato un migliaio di dollari sul conto in comune con la mia ragazza. Un po' me li sono bevuti al bar. Il fatto di poter moltiplicare i soldi facendo solo qualche giochetto con la tastiera mi aveva creato una certa dipendenza.

Fare feste con tutti quei soldi è divertente come sembra?
Certo, se hai immaginazione e tanti soldi puoi permettere ai tuoi amici di vivere i loro sogni più assurdi. È super divertente e crea un po' di dipendenza, soprattutto quando crei i soldi dal nulla.

Quando le persone sono convinte che hai tanti soldi ti trattano in modo diverso. Quando qualcuno si accorge che sei ricco, può capitare che arrivi da te con "un'idea geniale" per fare ancora più soldi. E per quanto riguarda il sesso e le relazioni, be', sembra tutto più facile.

E cosa mi dici dei tuoi amici? Cosa pensavano di tutto questo?
Alcuni non erano d'accordo, e non hanno voluto avere niente a che fare con questa storia. Ma la maggior parte di loro aveva capito cosa stava succedendo e ne ha approfittato per un po'. Altri addirittura mi incoraggiavano, suggerendomi sempre nuovi modi per spendere e investire tutto quel capitale.

Ne hai mai parlato con la tua famiglia?
No. Mi avrebbero detto, "Che diavolo stai facendo? Ti caccerai nei guai." Avevo detto a molte persone che mi occupavo di investimenti in banca o immobiliari. Potevo inventarmi qualsiasi cosa, tanto alla gente non interessava: a loro interessavano solo i miei soldi, non da dove venissero.

È incredibile che la banca non abbia notato nulla per più di quattro mesi. Non avevi paura di essere beccato?
Sì, certo, a volte lo sognavo anche. Una notte ho sognato che una squadra speciale veniva a prelevarmi in hotel. Mi sono svegliato in un bagno di sudore e c'era qualcuno che suonava alla porta. Ho pensato, "Ecco, è finita," e forse in un certo senso sarebbe stato un sollievo. Ma era solo la cameriera che mi offriva asciugamani puliti.

Quando hai fatto "la cosa giusta" per tutta la vita, e poi inizi a fare "la cosa sbagliata," il cervello ti va in tilt. Avevo attacchi di panico. Penso che ci fosse una piccola parte di me che sperava che finisse tutto il prima possibile, ma ormai avevo superato il punto di non ritorno. La mia vita era radicalmente cambiata.

Cosa ti ha spinto a costituirti?
Ho iniziato a farmi delle domande: Chi sei davvero? Ora hai un po' esagerato, ma chi sei tu? In che cosa credi? Sei sempre tu, Dan, nato in Australia, o sei diventato come quei tizi dei film che un giorno scompaiono con milioni di dollari e non si sa più nulla di loro? Non volevo abbandonare la mia famiglia senza lasciare traccia.

Io non ho mai contattato la polizia. Ho solo smesso di spostare i soldi e ho chiamato la banca, tra giugno e luglio del 2011. Mi hanno risposto: "È una questione di cui si occuperà la polizia, noi non possiamo parlarne con lei. La contatteranno, è in un bel guaio." Tutto quello che potevo dire era che avevo 80mila dollari in un sacco della biancheria sporca dell'Hilton e che potevano prenderlo, se volevano. Per due anni nessuno mi ha contattato. Solo che io ci pensavo sempre e non riuscivo ad andare avanti con la mia vita. Chi cavolo si porta via tutti quei soldi e la fa franca?

Quando è arrivata la polizia?
Andavo da uno psicologo, in quel periodo, per gestire il senso di colpa e l'ansia. Avevo bisogno di parlare con qualcuno. È stato lui a suggerirmi di andare alla polizia e raccontare tutto, dicendo che mi avrebbe aiutato a pulirmi la coscienza e mi avrebbe permesso di andare avanti. Così, nel tentativo di risolvere la situazione, ho contattato alcuni quotidiani, e altri media, ho fatto anche un'intervista a Current Affair, un programma piuttosto noto sulla TV nazionale. E finalmente, dopo quello, qualcuno ha iniziato a considerare seriamente il mio caso.

Se non avessi confessato, qual era il tuo piano?
Probabilmente mi sarei trasferito in Spagna, magari a Mallorca. Avrei messo tutti i soldi in un deposito del casinò, perché loro non ti fanno tante domande quando versi quelle cifre. E non parlano con nessuno dei loro clienti.

Senti di aver fatto un torto a qualcuno con questa truffa?
Ho sempre pensato che quei soldi non esistessero prima che io li trasferissi. Erano solo numeri su uno schermo, quindi tecnicamente non li stavo rubando a nessuno.

Com'è andata in tribunale?
Pensavo che mi avrebbero distrutto, ma la cosa strana è che nessuno aveva capito esattamente cosa avessi fatto, né il giudice, né l'accusa. Stavano tutti con gli occhi sbarrati, la banca non aveva fornito molte prove e quindi il caso è stato chiuso piuttosto in fretta. Mi sono dichiarato colpevole, ho passato un anno in prigione e poi mi sono fatto 18 mesi di servizi sociali.

Com'è stato tornare a fare il barista dopo essere stato milionario?
Sto tornando pian piano alla normalità. Mi sentivo tipo Macaulay Culkin dopo Mamma ho riperso l'aereo: quella sensazione di essere una celebrità prima e una nullità subito dopo. Non è stato semplice.

Ma ora va meglio, sto bene. Ho una vita piuttosto stabile, ma ho vissuto un lungo "hangover" dopo quel periodo, e ogni tanto penso ancora che forse sarebbe stato meglio se fossi scappato in Spagna.

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