La prima intervista di Young Miles

"Mia madre ascoltava Salmo, era stra-gasata quando mi hanno scoperto”: ecco come cambia la vita quando lasci la scuola ed entri in Machete grazie a Fortnite e tha Supreme.
09 aprile 2020, 1:15pm
young miles
Young Miles da bambino, la foto compare per gentile concessione dell'artista

Il momento in cui un artista rivela la tracklist completa di un suo progetto è IL momento, nel sistema promozionale del rap contemporaneo. Idealmente arriva dopo giorni di costruzione dell'hype, conversazioni e ipotesi e genera un misto di reazioni che va dalla gioia totale al rifiuto sdegnato. Ed è esattamente questo quello che è successo quando, l'anno scorso, Machete ha rivelato il contenuto del suo quarto mixtape collettivo.

I Machete Mixtape sono pietre miliari del percorso del collettivo fondato ormai 10 anni fa da Salmo, Slait ed Hell Raton—e questo era particolarmente importante, dato che era il primo dell'era della nuova scuola, il primo da quando il rap è diventato la cultura dominante in Italia, il primo allargato ad amici e affiliati come Lazza, Low Kidd, Beba e tha Supreme. Quando abbiamo scoperto che cosa conteneva, in poche parole, è scoppiato un casino. Ghali! Sick Luke! Shiva! Tedua! Fabri Fibra e Massimo Pericolo insieme sulla stessa traccia!

La copertina del Machete Mixtape 4, cliccaci sopra per ascoltare "STAR WARS" prodotta da Young Miles.

In mezzo a questo banchetto di nomi, però, se ne è quasi perso uno—quello che aveva prodotto il pezzo di Fibra e Pericolo, "STAR WARS". È quello di Young Miles, un beatmaker di 17 anni, amico e collaboratore di tha Supreme. Insieme, passavano ore a giocare a Fortnite con Slait: "Poi a un certo punto Sup mi dice che Miles produce e se voglio sentire qualcosa di suo. Mi ha mandato una cartella di beat e ci sono rimasto veramente male," aveva raccontato Slait allora—a conferma di come Machete si rapporti al gaming non solo come svago e forma culturale ma anche come mezzo per scoprire talenti.

E ancora: "Ha un suono molto aggressivo, produce da un po' di anni e solo ora sta iniziando a ricercare tra i generi per trovare una roba sua. E al giorno d'oggi è molto difficile, però ci sta riuscendo." Ecco, ora quel suono ha trovato una sua dimensione. Sta su un EP che rimbalza come una palla da demolizione gonfia di suono, un Katamari Damacy sonoro tutto buffo e zarro che nasce con l'idea di spaccare e divertire in egual misura.

"Miles ha un suono molto aggressivo, solo ora sta iniziando a ricercare per trovare una roba sua. Al giorno d'oggi è molto difficile, ma ci sta riuscendo" - Slait

Il primo progetto di Young Miles si chiama Glitched Years, ed esce domani su tutte le piattaforme. "Tendo sempre a dare quel bounce in più alla traccia in sé, non riesco a fare una cosa 'dritta'", mi spiega Miles dopo che gli ho lanciato il Kanye di Yeezus e il lavoro dei Crookers ai tempi della blog house come modelli che ho sentito nelle sue cose. Cose che però non fanno parte della sua formazione, cominciata grazie a un padre che faceva il DJ.

Noisey: Raccontaci qualcosa di te, della tua famiglia, della tua vita.
Young Miles: Sono nato a Roma, ho quasi 18 anni e amo la musica. Non ho né fratelli né sorelle. La mia infanzia l’ho passata immerso nella musica grazie a mio padre che, da DJ, mi ha trasmesso sin da subito l'idea che la musica è arte. Quando sono nato io, ovviamente, ha lasciato un po', finché non è arrivato a lasciare completamente. Ma io sto portando avanti la sua passione.

Essendo così giovane, ti devo chiedere che rapporto hai con la scuola.
L'ho lasciata più di un anno fa, quattro mesi prima di essere scoperto da Slait. I miei erano preoccupati all'inizio, ma sono fidati di me. In generale non ho avuto un bel rapporto con la scuola, avevo la mente piena di idee ma volevo dedicarmi ad altro. Ho preferito studiare la musica.

"Non smetterò mai di ringraziare mio padre per avermi immerso in questo mondo sin da piccolo. A 3 anni già suonavo, a 8 anni ho ricevuto la mia prima vera consolle."

Come hai iniziato a comporre? Quali sono stati i tuoi primi passi?
Ho scoperto FL Studio quando avevo 11 anni. Ho sempre cercato di capire come creare una canzone da zero, dal niente. Ho iniziato a comporre davvero a 13 anni immergendomi nel mondo dell’EDM, pubblicando le mie prime tracce e remix su SoundCloud e YouTube.

Quindi hai cominciato dall'EDM. E come sei arrivato al tuo suono?
Innanzitutto, non smetterò mai di ringraziare mio padre per avermi immerso in questo mondo sin da piccolo. A 3 anni già suonavo, a 8 anni ho ricevuto la mia prima vera consolle. Ho ascoltato veramente di tutto, da piccolo mi ricordo che ero innamorato di Timbaland, Pitbull, David Guetta, Madonna. Tra il 2010 e il 2015, inoltre, ascoltavo tantissimi producer elettronici: Skrillex, San Holo, Brooks, LOUDPVCK e molti altri che uscivano anche su Trap Nation nei primi anni.

Mi racconti il momento in cui sei stato scoperto da Machete? Che cosa è successo?
Ho conosciuto Slait giocando a Fortnite. Mi seguiva già su Instagram e, sin da subito, ha accolto bene il mio talento, insieme a Hell Raton. Machete per me è unione. Basti dire che ho passato le festività natalizie nei loro studi a Milano, a lavorare ad alcune tracce del mio EP.

La copertina di "Bit€h Stars" di Young Miles, cliccaci sopra per ascoltarla su Spotify

Come ti sei sentito dopo l’ingresso in Machete? Come l’hai detto ai tuoi amici e alla tua famiglia?
È arrivata una grande carica che mi ha dato ancora più motivazione e mi ha sbloccato delle emozioni e ispirazioni che da un po’ erano “bloccate”. La prima cosa che ho fatto è stata una cartella di beat, roba sperimentale e anche bozzette cantate, in nemmeno un mese. Mia madre ascoltava Salmo ed era stra-gasata, ma è stato soprattutto vedere mio padre felice che mi ha dato ancora più forza per portare avanti quello che lui aveva stoppato.

Che cosa ti hanno insegnato finora i ragazzi di Machete?
Grazie a loro sto conoscendo il mercato discografico, comprese le competenze di chi ci lavora, e ho contatti molto più fitti con l’ambiente artistico. Slait e Hell Raton mettono sempre a mia disposizione la loro esperienza, quindi posso sempre imparare qualcosa di nuovo.

Mi racconti, con le tue parole, “STAR WARS”? Che cosa significa per te, com’è nato quel beat, come avete lavorato, cosa ne pensi del risultato finale…
Quel beat è nato due anni fa, era una bozza che avevo nel pc. Avevo sperimentato molto con gli 808, sono processati in un modo stranissimo rispetto alla classica distorsione. Ha un valore importante per me, dato che è la mia prima e unica entrata in Machete Mixtape. Quando ho mandato la bozza a Fibra, subito dopo mi è tornato il beat con la sua strofa sopra. Non ho aspettato un attimo per finirlo, e subito dopo ho scoperto che era in featuring con Massimo Pericolo, e che sarebbe stato riarrangiato da Crookers e Nic Sarno.

"Mia madre ascoltava Salmo ed era stra-gasata quando mi hanno scoperto, ma è stato soprattutto vedere mio padre felice che mi ha dato ancora più forza."

Sempre sul tema, che rapporto avevi con Machete prima di essere scoperto da Slait?
Sono stra-fan di Machete, prima ascoltavo un sacco Salmo e Nitro ma anche Lazza e tha Supreme—anche se loro due, di fatto, non sono Machete ma lavorano sempre e comunque con i ragazzi. Il mio album preferito era Hellvisback, non a caso ho fatto il remix di “Io sono qui”. Poi ero e sono stra-innamorato dei beat di Low Kidd e del suo album 3 Indigo: è stata la mia prima fonte di ispirazione italiana ai tempi, con Charlie Charles sotto il duo “THE MOB”. Il 333 in generale è stato di grande ispirazione per me. Kidd è avanti a tutti, l’immaginario del 3 è assurdo. Poco prima di entrare in contatto con loro ero in fissa con Re Mida di Lazza e in particolare con “Morto Mai”, la mia preferita del disco: il bridge mi dà troppe emozioni e mi ricorda parecchie cose del passato.

I tuoi pezzi sono tutti spaccati, glitchati—ci sento un po’ dei TNGHT, del Kanye West di Yeezus, ma anche tutte le cose wonky/bouncy americane… e del lavoro di Crookers, che con questi suoni ha fatto cose enormi.
I TNGHT spaccano, anche se non mi ispirano particolarmente. Confermo comunque che i miei pezzi sono tutti spaccati/glitchati ma soprattutto wonky/bouncy. Tendo sempre a dare quel bounce in più alla traccia in sé, non riesco a fare una cosa “dritta”.

Che valore pensi abbia buttare fuori delle tracce strumentali, quando tutti ti conoscono per le produzioni rap?
Anche quando prive di voce, per me si tratta di vere e proprie canzoni. Precedentemente ho fatto anche conoscere questo lato malato, il mio mondo elettronico, con dei remix EDM di canzoni trap come “oh 9od” di tha Supreme e Nayt e “Lario” di Lazza e Fabri Fibra.

Che rapporto hai con tha Supreme? Che cosa rappresentano per te pezzi come “ke kringe xd” e “trippy tunes”?
Per me è come un fratello. Io gli avevo mandato il mio remix di "oh 9od" su Instagram, lui mi ha risposto perché ci ha sentito qualcosa dentro, e da lì è nata l'amicizia. Quei pezzi che citi sono esperimenti. “ke kringe xd” ho sperimentato con la voce, mentre in “trippy tunes” abbiamo unito le nostre due menti per fare qualcosa di pazzo insieme, senza limiti. Per quanto riguarda la sua musica... non ho parole per descriverlo, basta mettere in play 23 6451 e ascoltare i suoi beat.

Sul tuo canale ci sono diversi remix di pezzi trap, mi racconti un po' perché li fai e come ci lavori?
In passato ho caricato altri remix non ufficiali in cassa dritta di altre canzoni elettroniche, come “Blue” degli Eiffel 65. Ho nel DNA questa cosa dei bootleg. Mi succedeva spesso prima di attuare il remix di immaginarmi l’idea di un possibile drop “malato” su una canzone che mi piaceva particolarmente, che mi ispirava, per poi portare il tutto all’interno della DAW.

Che rapporto hai con Instagram e TikTok?
I social per me sono fondamentali, soprattutto Instagram. È il mezzo fondamentale per rimanere connesso a tutte le uscite di tutti gli artisti e avere “un rapporto” con i fan. I fan stanno apprezzando tantissimo questa wave glitchata, ogni giorno mi arrivano beat sul mio stile, soprattutto la mia immagine a impatto piace, vedo molti che glitchano i propri beat, il video del beat e usano codici binari come didascalia. TikTok ce l'ho sull'iPhone, sicuramente non è la mia piattaforma ma è molto interessante per il lato musicale e c'è arte anche nelle challenge. Anzi, posso dire che nell’EP ci sono brani che potrebbero calzare a pennello per dei nuovi trend su TikTok.

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