Oggi era uno di quei giorni in cui mi ero svegliato proprio male, ma poi è giunta una notizia che mi ha subito riempito di “gioia”—e sappiate che “gioia” è già una cit., ma adesso ci arriviamo.
Qualche giorno fa, Alessandra Mussolini si era scagliata contro una vignetta che l’attore canadese Jim Carry aveva pubblicato sul suo profilo. Questa:
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Rappresenta Beninto Mussolini e l’amante Claretta appesi a testa in giù a Piazzale Loreto. La didascalia recita: “se volete sapere dove porta il fascismo,” guardate come sono finiti loro.
Alessandra Mussolini aveva commentato:“You are a Bastard.” E risposto a chi difendeva Carrey con frasi del tipo: “Do you want applause?”, “Disgusting like your family, my bad friend,” “What about your piggy family?”, oltre a suggerire all’attore di parlare di tutti i crimini degli Stati Uniti, piuttosto che occuparsi del nonno.
Quando tutto è successo, ho scritto che Alessandra Mussolini stava lottando da sola, credendo potesse finire un po’ come nelle ultime cantiche dell’opera più famosa dell’Ariosto.
Ma poi è successo l’inaspettato: Jim Carrey, intervistato da Variety sul red carpet del CinemaCon, è stato interrogato sull’accaduto.
“Non avevo idea dell’esistenza della nipote di Mussolini, è sconcertante apprendere che sia al governo, non tanto perché sia al governo [anche se tecnicamente Alessandra Mussolini non è al governo: dopo esser stata deputata e senatrice, è al Parlamento Europeo],” spiega Carrey, per poi aggiungere che a preoccuparlo sia piuttosto che continui a sostenere quelle idee (“il male”).
Per chiudere con una nota meno amara, però, Carrey alla fine dà un consiglio ad Alessandra Mussolini: “Se vuole vederla da un altro punto di vista, come del resto fa, può sempre capovolgere la vignetta. Così sembrerà che il nonno stia saltellando dalla gioia.”
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