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Le cronache riportano che il tentato pogrom viene portato avanti al grido di "bruciamoli!", "negri di merda" e "andate a casa vostra a violentare le donne." I residenti presenti sul posto si lamentano con i cronisti dicendo che "non ne possiamo più, gli zingari di là, dall'altra parte i negri" e che gli immigrati "vengono a fare i porci comodi loro a casa nostra. […] A casa nostra fai come dico io." Se a questo punto non fossero abbastanza chiare le parole d'ordine, secondo il sito RomaToday tra i manifestanti c'erano anche "personaggi inneggianti al Duce."
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Quello che è successo a Tor Sapienza è sicuramente l'episodio più grave e violento dell'"autunno caldo" delle periferie romane, che da diversi mesi sono scosse da una serie di proteste che originano dall'esasperazione dei cittadini (costretti a vivere in condizioni oggettivamente difficili) e finiscono (o sono fatte finire) su posizioni xenofobe ed estremiste.Il punto d'approdo di queste "rivolte" dovrebbe essere la "grande manifestazione" nel centro della Capitale fissata per il prossimo 15 novembre, organizzata dal Caop—un comitato di cittadini che si è già fatto notare per aver organizzato delle "ronde" a Ponte di Nona—e da altri comitati di quartiere.Nel volantino dell'evento si legge che "le periferie di Roma si uniscono per dire basta" a "degrado e criminalità," "campi rom fuori controllo" e "immigrazione incontrollata." Per lanciare la mobilitazione è stato anche diffuso un video pieno di bandiere italiane e immagini di apocalisse urbana alla Roma fa schifo.Ad ogni modo, questa ondata di mobilitazioni si sta verificando in un momento in cui la conclamata incapacità delle istituzioni locali di gestire la situazione sta aprendo una sconfinata prateria politico-elettorale, che partiti come Lega Nord e CasaPound (ma non solo) stanno cavalcando a più non posso.Sabato scorso, giusto per fare un esempio, CasaPound ha allestito un banchetto proprio a Tor Sapienza "per firmare contro il centro d'accoglienza nel quartiere e i roghi tossici nei campi rom."
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Il 28 ottobre 2014 Mario Borghezio e un gruppo di militanti di CasaPound hanno compiuto un blitz razzista in una scuola media di Casalbertone dove studiano anche immigrati adulti. L'aggressione è stata descritta in questa maniera da una docente: "Sono entrati con la forza interrompendo le lezioni e spaventandoci, hanno cominciato a urlare, a offendere, chiamavano gli studenti 'questi cosi' e 'negroni', li minacciavano e minacciavano noi. […] Non è solo interruzione di pubblico servizio, ma sospensione della democrazia."Più in generale, inoltre, la svolta lepenista della Lega Nord sta anche avendo l'effetto di far rialzare la testa a formazioni come Forza Nuova. Pochi giorni fa la sezione veronese del partito guidato da Roberto Fiore ha postato uno status su Facebook in cui minaccia di intervenire "fisicamente con i propri militanti" per sgomberare "due famiglie di immigrati marocchini" che hanno "occupato abusivamente alloggi comunali." Questo "ultimatum" è stato lanciato non semplicemente per ottenere il rispetto della legge tout court, ma piuttosto perché "i locali e stabili sfitti devono essere destinati solo e soltanto alle famiglie italiane."
Insomma: tra pogrom organizzati nelle estreme periferie romane, partiti che vogliono sostituirsi alle forze dell'ordine e una Lega Nord che secondo gli ultimi sondaggi è oltre il 10 percento, in questo paese non potrebbe tirare aria peggiore.Ma del resto che ci sia "un bruttissimo clima" l'ha confermato anche Matteo Salvini—e se lo dice uno degli artefici di questo clima, c'è da crederci.Thumbnail via Facebook. Segui Leonardo su Twitter: @captblicero
