FYI.

This story is over 5 years old.

News

Il figlio del capo del cartello di Sinaloa è stato arrestato per colpa di Twitter

Ismael Zambada Imperial, figlio primogenito del capo del cartello del Sinaloa, è stato arrestato dalle forze speciali messicane settimana scorsa. È l'ennesimo narcotrafficante arrestato per colpa del suo comportamento troppo disinvolto sui social.
18.11.14

Foto ​via Twitter

​Ismael Zambada Imperial—il figlio primogenito del boss del cartello del Sinaloa Ismael "El Mayo" Zambada—è stato arrestato dalle forze speciali messicane la settimana scorsa a Culiacàn, nello stato messicano del Sinaloa. Il 12 novembre il rampollo del cartello è stato preso in custodia insieme a diversi suoi soci dall'esercito e dalla marina messicani, durante un'operazione dove l'obiettivo doveva essere suo padre.

Il giovane Zambada—soprannominato "El Mayito Gordo," ad indicare che è la versione paffuta di suo padre—non è ritenuto un pesce grosso del narcotraffico come il padre, ma il suo arresto potrebbe significare che le autorità stiano finalmente cercando di scovare e prendere l'inafferrabile boss. A differenza del padre, che tiene quasi sempre un basso profilo, Mayito è stato apparentemente un bersaglio facile per le forze dell'ordine. Non solo era un noto playboy di Culiacàn—la capitale del Sinaloa, il territorio dove agisce il cartello—ma per un certo periodo si è vantato su Twitter del suo stile di vita da narcotrafficante, postando immagini di automobili costose, armi e feste.

Pubblicità

La presenza sui social media dei figli di vari boss dei cartelli è stata più volte oggetto d'attenzione–compresa anche quella dell'altro figlio di El Mayo, Serafin Zambada, e di Alfredo Guzmàn, il figlio di Joacquin "El Chapo" Guzmàn, che è diventato famoso per aver postato immagini di ghepardi, montagne di contanti e una foto della sua Lamborghini. Su internet, El Mayito era in contatto con entrambi. Sul suo account (che non è mai stato verificato da Twitter) utilizzava il nome di "Mayito Gordo", ma lo scorso ottobre in un tweet aveva detto di non essere così grasso come suggerisce il suo soprannome.

A El Mayito piaceva pubblicare foto di camion costosi, fuoristrada, orologi e scarpe. Alcuni tweet dello scorso agosto mostrano un paio di Nike personalizzate che si pensa siano appartenute a El Chino Àntrax, un sicario del cartello di Sinaloa arrestato ad Amsterdam nel dicembre 2013. Chino Àntrax—il cui vero nome è Rodrigo Arechiga Gamboa—è stato estradato negli Stati Uniti e deve affrontare un processo per associazione a delinquere e spaccio di droga. Chino Àntrax usava molto Twitter e Instagram, e secondo alcune fonti la sua presenza sui social network potrebbe essere stata la causa del suo arresto.

Javier Valdez, giornalista messicano che si occupa di crimine organizzato nonché tra i fondatori della testata di Culiacàn Rio Doce, ha dichiarato a VICE News che l'arresto di El Mayito non è un grave colpo per il cartello di Sinaloa.

Pubblicità

"A mio modo di vedere, l'arresto di El Mayito Gordo non è un colpo importante," ha detto Valdez. "È più una ferita personale e morale per la famiglia di Mayo Zambada. Il ragazzo non ricopriva un ruolo importante nell'organizzazione. Andave alle feste in città, sfoggiava le sue pistole, i suoi gioielli, le donne. Diceva di non essere uno agente del cartello e di svolgere mansioni altamente specializzate a Culiacàn, ma non era di alto livello. La sua importanza era tutta legata al fatto che fosse figlio di El Mayo."

Secondo altre dichiarazioni di Valdez, El Mayo avrebbe avvertito i suoi figlio e altri membri di smettere di usare i social network, soprattutto dopo che Chino Àntrax era stato arrestato. L'ultimo tweet di El Mayito risale al 25 luglio 2014, dove appare circondato da donne ad una festa in un locale notturno.

"Sappiamo che durante l'estate aveva attirato l'attenzione del padre il quale gli aveva proibito di postare sui social network (su Facebook e Twitter) foto e video per vantarsi delle sue feste e delle sue serate, da cui la polizia avrebbe potuto trarre utili informazioni su dove si trovasse e cosa facesse," ha continuato Valdez.

Mayito è il terzo figlio di El Mayo che viene catturato dalle autorità. Serafin Zambada era stato arrestato nel novembre 2013 mentre oltrepassava il confine vicino Nogales, in Arizona, e secondo alcune fonti il suo account Twitter–dove c'erano foto di sacchi di marijuana, gatti esotici e fucili d'assalto–sarebbe stato molto utile agli inquirenti.

Pubblicità

Ancora più significativo è il caso del fratello Vicente Zambada Niebla—a.k.a. El Vicentillo—che è stato arrestato nel 2009 e estradato negli Stati Uniti. Sembra che avesse un ruolo importante all'interno del cartello, per conto del quale era incaricato di spedire "tonnellate" di droga negli Stati Uniti. Ad aprile è stato dichiarato colpevole di associazione a delinquere finalizzata allo spaccio di droga. I documenti della corte indicano che che, in cambio di informazioni, la DEA avrebbe chiuso un occhio mentre l'organizzazione di Zambada contrabbandava cocaina a Chicago.

Anche Alejandro Hope, un ex ufficiale dell'intelligence messicana che adesso si occupa di analisi e sicurezza dei dati, è convinto che El Mayito non sia una figura importante del cartello di Sinaloa, ma pensa anche che il giovan Zambada sarebbe in grado di fornire informazioni utili se venisse estradato come suo fratello.

"È positivo che lo abbiano preso, ma bisogna vedere se hanno intenzione di estradarlo come suo fratello e farlo parlare proprio come ha parlato suo fratello," ha dichiarato Hope. "Quest'eventualità potrebbe essere interessante."

Hope ha anche detto a VICE News che l'arresto di El Mayito è un segnale "che la caccia a Mayo è ancora in atto."

El Mayo, che avrebbe circa 66 anni, è una leggenda vivente tra i narcotrafficanti messicani. In origine era un contadino nella campagna di Sinaloa, poi ha iniziato a lavorare per il cartello Juarez negli anni Ottanta e nel corso dei vent'anni successivi ha gradualmente accumulato sempre più potere, finendo con il fondare una sua organizzazione ed essere un vero boss mentre i suoi rivali continuavano a morire o a finire dietro le sbarre–compreso il famigerato El Chapo, arrestato il 22 febbraio a Mazatlàn, una città marittima di Sinaloa.

Pubblicità

Nel 2010 El Mayo ha concesso un'intervista ad un noto giornalista investigativo messicano della testata Proceso. A parte questo caso, però, si è sempre tenuto lontano dai riflettori. Con El Chapo in carcere, si ritiene che i due uomini più influenti del cartello di Sinaloa siano El Mayo e Juan Josè "El Azul" Esparragoza. Secondo alcune fonti, El Azul sarebbe morto d'infarto qualche mese fa. Ma ulteriori evidenze avrebbero poi dimostrato che aveva solo inscenato la sua morte, ed è quindi ancora vivo.

Il momento in cui El Mayito è stato arrestato è curioso. Valdez ha dichiarato che è stato visto spesso in pubblico a Culiacàn, lasciando sottinteso che la polizia avrebbe potuto arrestarlo in qualsiasi momento.

"Camminava per le vie di Culiacàn, andava nei ristoranti, nei centri commerciali, al cinema e nei locali notturni senza problemi," continua Valdez. "Era sempre accompagnato dalle sue guardie del corpo, ma questo non faceva scalpore. Gli piaceva fare festa e andare a donne."

In questi mesi le autorità del Messico hanno arrestato molti signori della droga, compreso Vicente Carrillo Fuentes, leader del cartello di Juarez, e Hector Beltràn Leyva, capo di una grande organizzazione da narcotraffico che porta il suo stesso nome. Alcune fonti hanno accusato le autorità di aver aspettato un momento di crisi politica per arrestare i boss dei cartelli, così da distrarre l'attenzione dei media da altre questioni.

Nonostante il paese, soprattutto lo stato di Guerrero, sia in questo periodo attraversato da violente proteste per il massacro dei 43 studenti di Ayotzinapa per mano della polizia e dei sicari dei cartelli, Hope sostiene che l'arresto di El Mayito non abbia alcuna correlazione con tutto ciò.

"Non è facile pianificare queste operazioni di intelligence in modo che coincidano con un momento di crisi politica," continua Hope. "Non si tratta semplicemente di schiacciare un bottone. C'è bisogno di tempo e molto lavoro. Bisogna avere un piano, non si può semplicemente entrare in azione."

D'altra parte, ha aggiunto Hope, "La gente non smetterà di protestare per il caso di Ayotzinapa solo perché adesso hanno arrestato il figlio di Mayo Zambada."

Segui Keegan Hamilton su Twitter: @keegan_hamilton