Boia chi Darwin!

Intervista a Fabrizio Fratus, ex dirigente di Fiamma Tricolore, anti-evoluzionista convinto e autore del libro "Fascisti su Milano", in cui afferma che Dax, simbolo della sinistra militante milanese, era un fascista.

|
ott 17 2013, 1:20pm



Fabrizio Fratus è un anti-evoluzionista. È stato tra i dirigenti di Fiamma Tricolore, ha fatto il segretario di Daniela Santanché e ha appena pubblicato Fascisti su Milano, un saggio-romanzo-cimettoquellochemipare in cui parla di Milano e dei fascisti. In questo libro Fratus analizza i rapporti di forza tra neofascisti e nord Italia, e in mezzo ci piazza anche Davide Cesare, meglio noto come Dax, un militante del centro O.R.SO ucciso nel 2003 da un gruppo di ragazzi politicamente neofascisti. Dopo la sua morte Dax è diventato il simbolo della sinistra radicale, quella di strada e dei centri sociali—per chi non lo sapesse, le scritte ‘Dax Vive‘ e ‘Dax Odia’ si riferiscono a lui. Ecco, però c’è un però, perché Fratus dice che è tutto finto, Dax non era comunista, ma fascista. Davide non era un ragazzo dei centri sociali, ma un ex-skin dei movimenti lombardi.

Tra le altre cose Fratus è anche sociologo, membro dell’associazione Narkas e della rivista Sintesi, autore di Comte-DIO-Darwin, Evoluzionismo e società, Dio e Darwin e Darwin e Dio. Fabrizio Fratus è un anti-darwinista, e come tutti gli anti-darwinisti crede di più nella creazione divina che nel mito dell’evoluzione. Fratus è convinto che scienza e politica non siano dottrine certe, e visto che non esistono fatti immutabili, ognuno decide per sé—i dodo sono estinti? Sì, ma Dio li ha condotti verso la luce. Dax era comunista? No, era fascista, te lo dico io. Per tutti questi motivi, l’ho chiamato e gli ho chiesto di lui, di Dio, dei Dinosauri, della Santanché e di Dax.



VICE: Quindi non credi in niente di preconfezionato, evoluzione, Darwin, sinistra, destra?
Fabrizio Fratus:
Io sono contro ogni forma di dogma e di certezza assoluta. Mi oppongo a tutto ciò che è un dato di fatto, almeno per il novanta percento delle persone. Diciamo che vado contro la massa.

Qual è il nesso tra creazionismo e Fascisti su Milano?
Attenzione, io non mi occupo di creazionismo ma di anti-evoluzionismo. Il creazionismo vuole proporre una teoria alternativa a quella di Darwin, l’anti-evoluzionismo è un’altra cosa. Lo scopo dell’anti-evoluzionismo è quello di raccogliere tutti i dati scientifici per dimostrare che la teoria di Darwin non è un fatto scientifico.

E non lo è, un fatto scientifico.
Assolutamente no.

Come Dax, che non era di sinistra, ma di destra.
Dax oggi è quello che viene rappresentato dalla sinistra. Dopo che è stato ucciso, in un modo peraltro stupido, è stato idealizzando, facendone una leggenda. Davide Cesare invece era un ragazzo come tanti altri, uno che aveva bisogno di punti di riferimento.

Vi conoscevate?
Be’ certo, era un mio iscritto, veniva tutti i giorni in sezione, e come me lo conoscevano benissimo altri ragazzi, tanto è vero che è stato già fatto un altro libro sull’argomento, che si chiama Chiamatemi Dax e dove viene raccontata la vera storia di Davide Cesare come appartenente alla Fiamma Tricolore.

Ma è davvero tutto vero?
Davide Cesare era abbastanza conosciuto nell’ambiente neofascista, aveva sedici, diciassette anni, non era l’ultimo arrivato. La linea che separa una visione di giustizia sociale tra il mondo a cui apparteneva prima Davide e poi Dax è lo stesso, non cambia nella sostanza.

Ok, come mai si sarebbe allontanato dal movimento?
Non si allontanò dal movimento, fui io a cacciarlo, e fu un errore. Girava la voce che alcuni ragazzi facevano uso di canne e questo mi metteva a disagio, perché sono sempre stato rigido sull’uso di droghe, e ai tempi anche dell’alcol, e un giorno, un lunedì pomeriggio Davide mi disse che forse aveva fatto una cavolata e che un mese prima aveva messo incinta una ragazza, ma non sapeva bene chi fosse. La situazione era assurda, e dopo questa cosa, dopo le voci sulle droghe, lo allontanai. Avrei dovuto aiutarlo, ma non l’ho fatto.

Non è un po’ avventato il passaggio da un’area neofascista a un’area di estrema sinistra?
Be’ questo succede a tanti ragazzi, sia da una parte che dall’altra. Tanti hanno bisogno di fare gruppo, di andare con persone che danno dei punti di riferimento forti. Nel caso di Dax presumo che il suo grosso senso di giustizia e di rispetto l’abbia portato verso l’unica altra forza che in quel momento gli sembrava contraria al capitalismo, al consumismo e alla società borghese, che era l’estrema sinistra. Non è un passaggio così difficile, soprattutto per un ragazzo di diciassette anni. Davide non era credente e non ebbe problemi a entrare a far parte di un mondo materialista-comunista.

Ma se nell’ambiente neofascista milanese Davide era conosciuto, non è strano che la sinistra l’abbia accolto senza problemi, a braccia aperte?
Il mondo giovanile della Fiamma Tricolore di quegli anni era composto da una quarantina di militanti e una settantina di ragazzi. Poi c’erano quelli di Azione Skinhead, alla fine parliamo di 150 giovani. Non è impensabile che dall’altra parte non fosse conosciuto. Prendi me, faccio attività politica da vent’anni ma non tutti a sinistra mi conoscono, non di viso, eppure sono andato in televisione, ho partecipato a dibattiti, anche con la sinistra radicale.

E a quelli che ne hanno fatto un simbolo cosa vorresti dire?
Non è che ho da dire qualcosa, il problema è quello di usare le persone, non è bello. Io sono convinto che se Davide Cesare fosse vivo e mi incontrasse non avrebbe nessun problema a bersi una birra con me.



Da qualche parte ho letto una tua dichiarazione, in cui dici che ‘Il neofascismo è la negazione del fascismo’, cosa vuol dire?
Io per neofascismo intendo quel movimento di giovani che dopo il fascismo ha cercato di difendere le idee del fascismo. La loro legittimità politica, però, è sempre stata ostacolata dall’azione di un certo comunismo che anche oggi non ci consente di trasmettere contenuti. Cos’è successo allora, che il neofascismo si è chiuso in se stesso ed è diventato l’opposto di quello che era il fascismo, che era un fascio di forze, mentre il neofascismo è diventato l’apprezzamento di un aspetto storico e non ha più rilanciato niente. Casa Pound non è neofascista, loro sono dei fascisti del terzo millennio, il nuovo che guarda al domani.

Quindi meglio fascista che neofascista.
Assolutamente, neofascista è una connotazione che non funziona.

E tu cosa sei?
Il fascismo è finito nel 1945, tutto quello che c’è dopo è neofascista, io penso di aver fatto un passo oltre, senza simbolismi. Il fascismo ha portato avanti valori importanti, e se non ci fosse stata la guerra sarebbe ricordato come un periodo sicuramente positivo. Io guardo con simpatia al periodo fascista.

Sei un post-fascista.
No, io sono comunitarista. La mia è la visione di una società in cui la famiglia è il valore fondamentale.

Cosa ne pensi della politica attuale e dei nuovi movimenti di ispirazione fascista?
Il problema di questi movimenti è uno, sono fermi a personaggi degli anni Sessanta e Settanta. Casa Pound è l’unico movimento che è andato oltre.

Com’è iniziato il tuo rapporto con Daniela Santanché? Che tipo è?
Daniela è molto in gamba, non è una fascista come potrei intenderla io o come verrebbe descritta dal mondo da cui vengo. È una fascista perché oggi il termine fascista viene usato in generale per quelli che hanno passione per quello che fanno, o che magari fanno qualcosa di un po’ violento. Io me la ricordo molto positivamente, brava, sapeva quello che voleva. Da quell’esperienza ho imparato che i cittadini non hanno la più pallida idea dei veri poteri che stanno dietro al parlamento.

Lobby, banche, interessi, quella storia lì?
Dire lobby e banche è come dare del fascista a un politico, cosa vuol dire? C’è molto di peggio delle lobby e delle banche. Lobby e banche sono strumenti, sono le persone che hanno poteri infiniti.

Cosa ne pensa la Santanché dell’anti-evoluzionismo?
Guarda, una volta, ero in macchina con lei e l’onorevole La Russa, stavamo tornando da un incontro di Alleanza Nazionale a Mirabello. Raccontai a entrambi del mio impegno anti-evoluzionista e Ignazio mi disse conosceva già questa battaglia perché negli anni Settanta l’aveva portata avanti dal punto di vista filosofico. Mi dissero ‘benissimo’, ‘la condividiamo’, perché in ogni caso il materialismo è uno dei nemici della nostra parte politica. Pensa che una volta la Meloni mi ha chiamato e mi ha detto che in un’intervista mi aveva sostenuto, parlando della mia iniziativa.

Quindi destra e anti-evoluzionismo vanno d’accordo.
Non mi piace parlare di destra perché io non sono di destra, ma se vogliamo parlare di destra in senso generale, come questione di sistema, è evidente che ci sia una comunanza. Il darwinismo non è altro che uno strumento della sinistra materialista per chiudere il cerchio e cercare di negare l’esistenza di un qualcosa di metafisico. Vuoi un esempio? Prendi l’aborto. Chi lo nega crede che ci sia qualcosa di più alto di noi, chi lo condivide crede che siamo soltanto materia, raccontando la teoria della ricapitolazione, sugli embrioni, che è una frode scientifica, e su cui hanno ottenuto la legge, mentendo.

In pratica sei contro l’aborto.
Assolutamente contro l’aborto. È dimostrato, l’aborto è un omicidio. Dal momento in cui c’è il concepimento c’è vita, punto. Poi loro dicono che è vita non cosciente, ma quello che chiamano ‘grumo di cellule’ in realtà si difende e ha già la capacità di comprendere quello che avviene.

L’evoluzionismo è un atto di fede?
L’evoluzionismo è un credo fideistico. Non c’è ancora una ragione empirica, tanto che adesso dicono che la vita arriva dallo spazio. Poi queste mutazioni positive, ce ne presentassero una che ha portato nuova informazione a qualche organismo, non esiste. Stiamo parlando di aria fritta.



Cosa vuol dire ‘combattere la nomenclatura evoluzionista’?
C’è un sistema in Italia che ogni qualvolta che si esce dal seminato si fa un’opposizione forte. E il darwinismo non è diverso. Oggi è il sistema dominante, e non vuole perdere il suo potere. Io non ci sto.

Pensi di sconfiggerla?
Quando la vita fa il suo percorso e i detentori del potere culturale non ci sono più, arrivano le nuove verità, e questo in America sta già succedendo. In America i nuovi ricercatori, i ricercatori quarantenni sono tutti orientati verso altre ricerche. E non mi riferisco solo all’Intelligence Design, ma anche alle dichiarazioni di molti scienziati, da Velmet a Shapiro, tutti d’accordo che il Neodarwinismo non spiega niente, non è scienza.

Quindi sì, il ‘mito’ del darwinismo finirà.
Assolutamente sì, dovrebbe già essere finito. Pensa che nel 2008 i più grandi evoluzionisti del mondo si sono riuniti in un paesino vicino a Vienna per cercare di rimodulare la teoria darwinista per l’ennesima volta. Già adesso non sanno cosa dire. Il problema è che gli interessi sono tanti, anche la scienza ha bisogno di soldi, e ognuno fa quello che deve. Pensa che quello che ha aiutato a fare Jurassic Park ha preso milioni di dollari per ricreare in quattro anni il ‘Pollosauro’. Capisci?

Più o meno. Grazie Fabrizio. 


Segui Giorgio su Twitter: @sm_uu
 

Altro da VICE
Vice Channels