Croatian sensations

La Croazia è finalmente entrata nell'UE. Per celebrare, ecco dieci cose che noi italiani possiamo imparare dai croati.

|
08 luglio 2013, 8:32am

Una settimana fa (ovvero quando me ne sono andata dall'Italia #bravame) la Croazia è finalmente entrata nell'UE. So cosa starete pensando: "non abbiamo bisogno di altre prostitute!" È brutto da dire, nonché offensivo, perché c'è sempre bisogno di altre prostitute. Vedetela così: avere la Croazia nell'UE è come trovarsi un nuovo coinquilino con cui condividere l'appartamento insieme al francese stronzo, lo spagnolo lercio e l'inglese ubriaco.

La Croazia è la coinquilina spiantata che mangia il vostro cibo e indossa i vostri vestiti senza chiedere il permesso. È quella che fuma in cucina dopo aver promesso di smettere, la stessa che crea drammi lasciando che il suo ex abusivo (la Serbia) si presenti in casa dopo mezzanotte. Alle feste vi mette in imbarazzo indossando i pantaloni della tuta Juicy Couture, e poi vi fa cacciare perché si era portata dietro una pistola. Non vi potete fidare delle sue promesse, ma è così bella che nemmeno vi importa (almeno finché non vi ruba il fidanzato).

Potrà anche "prendere in prestito" la vostra macchina o "smarrire" i vostri gioielli, ma non è così male. I coinquilini peggiori che abbia mai avuto sono gli stessi che mi hanno insegnato le cose più importanti, come chiudere a chiave la porta della camera prima di uscire se volete rivedere i vostri leggings preferiti o spegnere la luce prima di masturbarvi, perché ormai non bussa più nessuno.

Dieci cose che potete imparare dai coinquilini croati

1) Hold Your Liquor
Quando stavo a Milano pensavano tutti che avessi un problema con l'alcol mentre in realtà erano loro, quelli col problema—l'incapacità di bere! Gli italiani possono tranquillamente scolarsi una bottiglia di vino a pasto, ma dategli più di un Negroni prima di cena e dovranno chiamare la mamma per farsi portare a casa. Gli unici casi in cui si può parlare di un problema tra croati e alcol sono se non ne hanno abbastanza o quando in inverno tornano a casa dopo una bevuta, si addormentano nella neve e muoiono—fatto che alcuni potrebbero non ritenere un problema.

2) Rise and Shine
Gli italiani non fanno colazione (una brioche non si può definire colazione), probabilmente perché la cena di mezzanotte non lascia altro spazio. Per i croati, invece, la colazione va sfruttata al massimo, dato che avranno speso tutti i loro risparmi in slot machine illegali ancora prima della cena. Il vostro coinquilino croato vi preparerà una colazione post-hangover (ricordate, state così perché non sapete bere) così buona che riuscirete a passare sopra al fatto che gli ingredienti principali siano ratti e polvere da sparo.

3) One Big Room Full of Bad Bitches
La gente pensa che le croate siano semplici troiette passive che andrebbero con chiunque pur di accaparrarsi un passaporto americano. Ma non è così. Innanzitutto, non c'è niente di passivo nel prendere a schiaffi i propri figli. E in secondo luogo, perché dover scopare per un passaporto quando potremmo benissimo uccidere? Scherzi a parte, le ragazze croate sono le più dure che conosca, e pur essendo cresciuta in America sono le estati in Croazia ad avermi reso la femminista di oggi. Le mie cugine mi hanno insegnato a non preoccuparmi quando il conto degli uomini con cui sono stata a letto supera le due (o tre) cifre, e le mie nonne mi hanno fatto capire che non importa chi sposerò, tanto sarà comunque una delusione.

4) Dress to Impress
Quando sono arrivata a Milano non conoscevo nessuno (né sapevo come comunicare), perciò una sera, non appena ho incontrato un croato (sapevo che lo era in quanto unico ragazzo a superare il metro e 50) mi sono avvicinata, e lui mi ha detto che sapeva che ero croata perché, in pieno gennaio, ero la sola tra i presenti a indossare un misero giubbotto. Davanti a una vodka siamo arrivati alla conclusione che pur gelando di freddo non avrebbe avuto senso comprare un cappotto, dato che nel giro di quattro mesi avrebbe iniziato a fare caldo.

5) Family Matters
Gli italiani sono notoriamente attaccati alla famiglia  (*cough* mafia *cough*), ma i croati non potrebbero essere più vicini ai propri cari, dato che non hanno abbastanza soldi per una casa propria. E nelle rare occasioni in cui siamo lontani, rimaniamo in contatto. Parlo al telefono con mia madre dieci volte al giorno. Il mio fidanzato credeva fosse un po' eccessivo, almeno finché non ha capito quanto tempo richieda l'organizzazione di un crimine.

6) Penny Pinchers
Quando sei povero nessuno si aspetta che tu contribuisca pagando la tua parte di bollette/corsa del taxi/pillola del giorno dopo, perché sanno tutti che hai fatto la fame per un mese per poterti comprare l'ultimo modello di Levi's.

7) Workin’ on My Shit
Sul lavoro gli italiani sono per fare il minimo indispensabile—per questo ci sono continui scioperi e pause pranzo da dieci ore. I croati preferiscono evitare del tutto. L'età più comune per andare in pensione è i trenta, e le ragioni più frequenti disabilità (pancia da birra) o veterano (dopo i due anni obbligatori nell'esercito).

8) The Early Bird Gets The Worm
Non ho mai sopportato che gli italiani facessero aperitivo alle sette e cena alle undici per poi iniziare la serata vera e propria a l'una—è stancante e inutile. In Croazia il pasto più importante è quello delle quattro. Alle sei si va a bere, e per mezzanotte si può tornare a casa con una bella sbronza. Se tra un pasto e l'altro viene fame c'è sempre un panino alla maionese pronto ad aspettarvi, anche come scusa per fare sesso nel parco (fatto che mi porta al punto successivo).  

9) Love is in the Air Everywhere I Look Around
In Croazia i più non se ne vanno da casa dei genitori prima dei trenta, perciò nel sesso siamo creativi! È lì che ho imparato a scopare appoggiata a una macchina, nei bagni pubblici, sotto i ponti e dietro le panchine. Ma attenti a non confondere l'eccitazione con l'amore: noi croati non diciamo "volim te", se non quando siamo sbronzi—ovvero sempre.

10) Come giocare a calcio.


Segui Tea su Twitter: @TeaHacic

Settimana scorsa: Conoscere i suoi