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"La gente farebbe di tutto per una dose": com'è spacciare quando sei donna

Clienti che ci provano, figli a carico e doversi sempre guardare le spalle: abbiamo chiesto a tre spacciatrici come sono entrate nel business e quali sono le differenze in questo lavoro rispetto alla loro controparte maschile.

di Sophie Saint Thomas
08 luglio 2016, 10:28am

Illustrazione di Rosin Eisenberg

Questo articolo è tratto da Broadly.

La spacciatrice è una figura poco nota. Circa sei anni fa, quando mi sono trasferita a New York e prima di diventare una persona noiosa, compravo le mie sostanze illecite da un tipo con una piccola utilitaria nera nel Lower East Side. A volte lo accompagnava la sua ragazza, seduta nel sedile del passeggero, bella e completamente disinteressata. Man mano che l'estate volgeva all'autunno, ha cominciato a rispondere lei alle telefonate e a venire da sola. In primavera pareva che i suoi affari andassero bene, e l'utilitaria del compagno era stata sostituita dalla Porsche di lei—nera anch'essa. Ero fiera di lei.

Le spacciatrici sono rare. Se ripenso alla mia esperienza a più di dieci anni di distanza, ho cominciato a chiedermi come facciano i conti con il sessismo dell'ambiente, come ottengano scorte illecite e sappiano di più di chimica della loro controparte maschile.

Nicole viene dall'Ohio e spaccia erba, ma ora che ha figli ha cominciato a scaricare le consegne al compagno. Misuzu era una spacciatrice di droghe psichedeliche che ancora ci prova gusto a raccontarti che, a dire il vero, la tua MDMA non è antro che meth e l'LSD che pensi di aver preso è 25i-NBOMe. Rachael vende farmaci e ha un sacco di trucchetti—ma ha anche visto cosa può succedere alle donne dell'ambiente quando nei paraggi ci sono uomini poco simpatici. Le ho contattate per parlare di come sia essere madri e spacciatrici, di clienti loschi e di chimica.

VICE: Vuoi presentarti tu?
Nicole: Ho 22 anni, vivo in Ohio con il mio ragazzo e due bambini, e vendo erba.

E com'è?
Di solito vendo solo erba, a volte anche acidi. Vendo agli amici stretti o alle persone che i miei amici mi presentano come affidabili. È abbastanza stressante. Chi fuma in modo continuativo può arrivare a due etti alla settimana, più o meno. Di solito però comprano mezz'etto alla volta, perciò ti ritrovi con le stesse persone che ti bussano alla porta più volte alla settimana—e non sono poche. Perciò, sì, è stressante.

Come hai cominciato?
Ho cominciato attraverso il mio fratellastro, e—insomma, in città. È stato il mio fratellastro che mi ha fatto provare l'erba per la prima volta, e lo accompagnavo quando vendeva o comprava. Al tempo avevo 13 anni. Ma sono certa che anche se non fosse stato per lui, a furia di frequentare le scuole pubbliche con compagni da famiglie disagiate avrei comunque cominciato.

Pensi che dato che sei una donna vieni trattata in modo diverso?
Sono sicura che la mia esperienza sia diversa da quella di un uomo. Al liceo, molti spacciatori cercavano di fregarmi. Ma io sapevo i prezzi e li costringevo a trattare. Tutti sapevano che ero una stronza, da quel punto di vista. Allo stesso tempo, c'erano ragazzi che mi facevano degli ottimi prezzi perché si aspettavano qualcosa in cambio. Ma non l'hanno mai avuto.

Ora che sono fidanzata il mio ragazzo non mi lascia andare a vendere in giro. Qualcuno deve rimanere con i bambini, e io mi rifiuto di essere il tipo di persona che se li porta in giro quando spaccia. Perciò lo fa lui. Vendiamo solo il necessario per rientrare dei consumi.

Non hai mai avuto clienti che ci hanno provato con te?
No, i clienti no. Di solito ci provano gli spacciatori o i loro amici.

VICE: Raccontami di te. Come hai cominciato a spacciare?
Misuzu: Ho cominciato con le droghe a 19 anni, dopo aver fatto svariati lavori ed essere alle cozze con tutti. Non mi promuovevano da nessuna parte, avevo lo stipendio minimo, e non riuscivo nemmeno a comprare il mangime per il mio criceto, figurati pagare l'affitto o permettermi degli hobby. Mi ero rotta di vedere che tutti i soldi che facevamo io e i miei colleghi finivano nelle tasche dei capi, ero stufa che i lavoratori non traessero alcun beneficio dal loro duro lavoro.

Ma come hai cominciato a vendere, e cosa vendi?
Non spaccio più, ma prima vendevo polline, LSD, DMT, funghi, MDMA e mescalina. Spesso ai festival o nelle discoteche. Andavo spesso con qualche amico perché ci potessimo dividere la roba e non finissi nei guai. Quando vendevo, le ragazze erano molto più a loro agio con me, era una situazione molto meno losca rispetto ad avere a che fare con spacciatori uomini.

E quando vendevi agli uomini?
Quando vendevo agli uomini, poteva diventare spiacevole. Ci provavano anche per avere droga gratis o sconti—che è ridicolo, perché ovviamente io ho molti più soldi di loro e non ho bisogno che loro comprino a prezzi ridotti. Non mi interessavano, li trovavo noiosi. Ero concentrata sulla mia vita e sugli affari.

Quali pensi siano le più grandi cretinate che si pensano in giro sulle droghe?
Ho incontrato un sacco di persone piene di idee strane sulla droga—non solo disinformazione, ma cose che avrebbero potuto ucciderli o far loro molto male. A un certo punto avevo dei problemi a vendere l'MDMA perché i miei clienti erano così abituati a farsi di meth che altri spacciatori dicevano essere MDMA che non riuscivano a credere che la mia roba fosse vera.

Il problema principale è che molti non capiscono che la serotonina ci mette un po' a rigenerarsi, perciò chi si fa di MDMA cinque volte a settimana ha meno effetti positivi e maggiori effetti collaterali, perché non si rende conto che ci vogliono dei tempi di recupero. Un altro problema è con gli antidepressivi, che sopprimono la funzione dei neurotrasmettitori in modo abbastanza pericoloso e rendono anche inefficaci alcune sostanze psichedeliche. Alcune persone che ne fanno uso poi si lamentano che le droghe erano "un pacco" perché non tengono in considerazione che i farmaci che prendono impediscono ai ricettori di rispondere all'influenza della droga.

E poi ci sono le persone che pensano di prendere LSD quando in verità c'è in giro un sacco di 25i-NBOMe, dato che produrlo costa dieci volte meno dell'LSD. La maggior parte delle "morti" legate all'LSD sono in realtà dovute al 25i, che ha effetti collaterali molto più forti sul sistema circolatorio, ed è molto più tossico. Usare i kit per i test è molto importante, così come è importante che il dosaggio e l'ambiente siano giusti.

VICE: Vuoi presentarti?
Rachael: Ho 19 anni e vivo poco a sud delle Twin Cities in Minnesota. Mi faccio di tutti i sedativi che trovo—benzodiazepine, oppiacei, oppioidi. L'unica cosa che non tocco è l'eroina.

Come hai cominciato a vendere?
È perché so dove trovare droga in grandi quantità e a prezzi ridotti rispetto a quelli soliti.

Cosa vendi?
Soprattutto Xanax, perché è il più economico per me da trovare, e l'Adderall [per il trattamento della sindrome da deficit di attenzione] perché il mio ragazzo ha la ricetta e non la usa. A volte Clonazepam e ossicodone.

Pensi che per le donne sia più difficile spacciare che per gli uomini?
Non per forza, ma di sicuro a me hanno venduto più uomini che donne. Se qualcuno vuole comprare della droga, non gli interessa se sei maschio o femmina, gli interessa che gliela trovi.

Non hai mai incontrato clienti che ci hanno provato con te o si sono comportati in modi strani?
Non si sono mai comportati male davvero perché sanno che ho la loro droga e non vogliono giocarsela. Ma nel corso della mia vita dopo aver cominciato a drogarmi ho conosciuto un sacco di tipi loschi, e ho vissuto esperienze difficili. Se sei in questo ambiente, conosci persone di questo tipo. È abbastanza inevitabile.

Che consigli daresti a una donna che vuole spacciare?
Di essere certa di avere clienti prima di comprare una partita. E soprattutto di essere a suo agio con i clienti. Perché potrebbero presentarsi nel cuore della notte a casa tua per avere della droga, o tu dovrai fare lo stesso. E come spacciatrice, guardati sempre alle spalle, perché la gente farebbe di tutto per una dose se è disperata.

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