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Olafur Eliasson

Olafur Eliasson invade Versailles

L’artista danese-islandese Olafur Eliasson ha dato un nuovo volto al palazzo seicentesco e ai giardini circostanti.

di Andrew Nunes
10 giugno 2016, 11:19am

Olafur Eliasson Waterfall, 2016. Foto Anders Sune Berg. Immagini courtesy dell'artista; Neugerriemschneider, Berlin; Tanya Bonakdar Gallery, New York

Versailles non è soltanto un luogo per turisti esaltati con i selfie, ma è diventata anche un terreno per artisti di fama internazionale. Seguendo le orme di Jeff Koons, Takashi Murakami, e Anish Kapoor, l’artista danese-islandese Olafur Eliasson ha dato un nuovo volto al palazzo seicentesco e ai giardini circostanti con le sue ormai caratteristiche installazioni di cascate fuorvianti e specchi, in mostra fino alla fine di ottobre.

Olafur Eliasson, Solar Compression, 2016

L’opera Versailles di Eliasson comprende tre installazioni nei giardini e altre sei dentro il palazzo, create dopo le diverse esplorazioni contemplative dell’artista sul sito. “Per Versailles Olafur ha scelto delle opere che colgono l’importanza degli specchi e dell’acqua, e specialmente il ruolo della visione presso la storica corte; gli specchi rendevano ogni azione visibile, il giardino era progettato in basse agli assi visuali,” spiega Martin Enoch dello Studio Olafur Eliasson a The Creators Project. “Questo era un luogo che riguardava molto da vicino le dinamiche di potere e controllo. L’intervento di Eliasson è volto a stravolgere l’esperienza facendo giocare parte attiva agli spettatori.”

Olafur Eliasson, Fog Assembly, 2016

All’esterno, la prima opera di Eliasson è Fog Assembly, che incorpora l’acqua nella sua forma gassosa. La struttura all’aperto emana un velo circolare di nebbia attraverso pompe, che secondo l’artista andranno, “ad amplificare sentimenti di impermanenza e trasformazione.”

Olafur Eliasson, Glacial Rock Flour Garden, 2016

Glacial Rock Flour Garden è l’opera di Eliasson sull’acqua allo stato solido. L’area all’aperto, conosciuta come Bosquet de la Colonnade, ha subito un intervento che ha sostituito il pavimento grigio con un “tappeto” di farina di roccia glaciale blu, roccia sedimentaria generata dall’erosione glaciale, che circondava la scultura centrale nello spazio. Eliasson apporta in quest’opera la propria esperienza nel trasporto del ghiaccio glaciale fino a Parigi per un progetto dal nome Ice Watch, proprio quando la città ha ospitato le conferenze internazionali sulla situazione climatica.  

Olafur Eliasson, Waterfall, 2016

I visitatori troveranno l'acqua liquida in una della iconiche Waterfall di Eliasson, il pezzo più visivamente spettacolare della mostra. La configurazione artificiale dell’acqua cade nel bacino del Grand Canal in fondo ai giardini. Alta e sottile, Waterfall è supportata da una torre che pompa le acque attraverso i tubi che si scontrano nel bacino, nel tentativo di emulare una delle meraviglie della natura. “La cascata porta alla realizzazione il sogno del capo architetto paesaggista che ha creato Versailles, André Le Nôtre. Ci sono disegni in cui ha immaginato una cascata precipitare nel Grand Canal,” spiega Enoch a The Creators Project.

André Le Nôtre, Versailles disegni, 1768

Olafur Eliasson, Deep Mirror (Yellow) and Deep Mirror (Black), 2016

All’interno del palazzo, le opere assumono una forma e un'intenzione drasticamente differenti. Lavorando con superfici specchiate, Eliasson ha installato sei installazioni riflessive progettate per “sfidare la nostra visione del mondo attraverso luce proiettata, viste caleidoscopiche, specchi, e complesse sculture geometriche,” queste le parole di Alfred Pacquement, il curatore della mostra.

Olafur Eliasson, The curious museum, 2010

Un trio di installazioni fanno un utilizzo intelligente degli specchi esistenti a Versailles per disorientare e deliziare i visitatori. Deep Mirror (Yellow) e Deep Mirror (Black) sono sculture circolari dotate di luci e pittura nera, che rimbalzano dalle superfici riflessive all’interno del palazzo. The Curious Museum crea l’illusione che tu stia fissando te stesso dall’altro lato di una terrazza. Solar Compression fa utilizzo di luci e uno specchio convesso che penzola dal soffitto per imitare un corpo celeste.

Olafur Eliasson, Your Sense of Unity, 2016

La Sala degli Spechi, l’attrazione principale del palazzo di Versailles, è una sala costituita da diciassette archi, ciascuno dotato di ventuno superfici riflessive. Qui, Eliasson ha installato Your Sense of Unity, una serie di specchi circolari e luci led che riflettono e rifrangono l’ambiente iper-specchiato.

Olafur Eliasson, The Gaze of Versailles, 2016

The Gaze of Versailles è l’opera finale della mostra. È il pezzo più piccolo di Eliasson, ma forse il più particolare a livello esperienziale. Portando avanti il tema del riflesso, l’artista ha creato due ciondoli dorati dalla forma di occhi a perline, montati su una porta che apre ai giardini. Gli occhi sembrano piccole lenti fish-eye, che riflettono una versione distorta dell’area circostante mentre si scruta nella superficie metallica. Probabilmente queste erano intese a replicare l’occhio ambizioso del Re Luigi XIV, che delineò un modo molto specifico in cui i giardini dovevano essere mostrati ai visitatori.  

Still from Olafur Eliasson ‘How to View the Gardens’

L’itinerario di Luigi XIV è stato talmente specifico e rigido che Eliasson ha risposto con un sito interattivo che mostrava una serie di disegni che offrono un’alternativa, un percorso non lineare all’esperienza dei giardini. “La Versailles che ho sognato finora è un luogo che rafforza tutti quanti, che invita i visitatori a prendere controllo dell’autorialità delle loro esperienze invece che semplicemente consumare ed essere abbagliati dalla grandezza,” afferma Eliasson.

Se ti troverai in Francia nei prossimi mesi, visita la Versailles di Olafur Eliasson con i tuoi stessi occhi, in mostra fino al 30 ottobre 2016. Dai un’occhiata al tour guidato online sullo spazio e le opere qui.

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