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La stella delle 'megastrutture aliene' si sottrae a qualsiasi spiegazione

La stella KIC 8462852 sta incantando i nerd spaziali di tutto il mondo.

di Becky Ferreira
18 gennaio 2016, 2:50pm

La stella KIC 8462852 ha incantato i nerd spaziali di tutto il mondo grazie all'ipotesi che i suoi stravaganti bagliori siano stati causati da megastrutture aliene. Ma nel corso degli ultimi mesi, gli astronomi SETI hanno monitorato gli strani segnali radio o laser che potrebbero indicare una sofisticazione tecnologica, e non hanno ottenuto risultati. Il che non cancella del tutto l'ipotesi ET, ma non la avvalora neanche.

Come hanno suggerito gli astronomi fin dall'inizio, lo strano comportamento di KIC 8462852 è causato più probabilmente da un fenomeno naturale e non da progetti di costruzioni aliene. A questo punto, la teoria più accreditata è che la stella sia periodicamente nascosta da un enorme cluster di comete che oscura la luce dalla nostra prospettiva—a volte fino al 20 percento.

Ma Bradley Schaefer, un astrofisico e professore della Louisiana State University, ha rigettato l'ipotesi comete con un paper pubblicato la settimana scorsa su arxiv.

La sua conclusione non è inedita, ma è il metodo utilizzato a rendere questa ricerca così interessante. Setacciando una collezione di piastre fotografiche dell'Harvard College Observatory—un archivio che risale al 1880 e che consiste in circa 500.000 pezzi—Schaefer è riuscito a ricostruire la storia delle fluttuazioni luminose di KIC 8462852 dal 1890 a oggi.

L'Harvard College Observatory intorno al 1899. Immagine: Harvard College Observatory

"Per rispondere a questi interrogativi scientifici abbiamo bisogno di informazioni sulle attività della stella sul lungo periodo, e possiamo ottenerle guardandone lo splendore attraverso una serie di immagini che vanno indietro nel tempo," mi ha detto Schaefer via email. "L'idea è creare quella che in gergo si chiama 'curva di luce', ovvero la cronistoria della brillantezza di una stella."

Negli ultimi decenni, molti astronomi hanno immaginato il cielo notturno facendo affidamento in maniera crescente ai dispositivi ad accoppiamento di carica (CCD) che hanno maggiore sensibilità, una risoluzione più alta e facilitano le procedure. Lo studio originale su KIC 8462852, che ha suscitato così tanto interesse durante i periodi più fiochi, era basato sui dati raccolti dal Kepler space telescope, costituito da una matrice di 42 CCD. Questi dati hanno fornito un riepilogo sul comportamento recente della stella, ma non una visione prospettica sul passato di essa.

Ma quando si tratta di studiare curve luminose per lunghi periodi come decenni, o anche secoli, le lastre fotografiche tradizionali primeggiano. "Per periodi che superano i pochi anni, i CCD falliscono completamente: si possono usare soltanto vecchie immagini d'archivio," ha detto Schaefer. "Nel caso di KIC 8462852 ho ottenuto 1.232 ottime lastre e misurazioni accurate del magnitudo della stella (ovvero della sua brillantezza.)"

Come i DJ sono alla continua ricerca di vinili nei negozi di dischi più sperduti, allo stesso modo gli astronomi cercano immagini per documentare la storia inedita delle stelle.

Come abbiamo visto, KIC 8462852 non è soltanto soggetto di estreme fluttuazioni di luce ultimamente, ma ha anche avuto periodi di estremo affiochimento splendidamente immortalati dagli annali di vetro di Harvard.

Basandosi sulla curva della luminosità della stella, Schaefer ha calcolato che ci vorrebbero circa 648.000 comete massive con diametri di almeno 200 chilometri per giustificare le fluttuazioni osservate. Uno scenario del genere è estremamente improbabile, quasi quanto la teoria delle megastrutture aliene. "Questa scoperta ha delle implicazioni profonde: esclude molti dei modelli proposti, inclusa la famiglia di comete e le speculazioni più estreme," ha detto Schaefer.

Quindi, se questa misteriosa curva di luce non è dovuta a una struttura aliena o a uno sciame di comete, allora che cosa sta accadendo a KIC 8462852? L'unico modo per scoprirlo è continuare a osservare—specialmente durante uno degli ormai famosi periodi di occultazione.

KIC 8462852 a infrarossi e ultravioletti. Immagine: IPAC/NASA/STScI

"Probabilmente il modo migliore è ottenere lo spettro della stella durante un affiochimento," ha aggiunto Schaefer. "Dallo spettro potremmo vedere le linee di assorbimento di ogni gas associato all'occultatore, oppure un arrossamento che significherebbe che in realtà si tratta soltanto di polvere, oppure un calo neutrale che indicherebbe un corpo solido. Così, uno spectrum potrebbe dirci di più sulla natura dell'oggetto e restringerebbe i modelli possibili. Ma i cali nella curva luminosa di KIC 8462852 non sono molto frequenti, e dobbiamo aspettare il prossimo."

Fortunatamente, l'astronomo Tabby Boyajian, autore principale del primo paper su KIC 8462852, è sul pezzo. Al momento sta dirigendo un team di ricercatori dell'American Association of Variable Star Observers (AAVSO) che stanno monitorando la stella in ogni suo movimento.

"Questi osservatori sono in tutto il mondo, sono bravissimi e professionali," ha detto Schaefer. "Tabby ha anche messo a punto una serie di grossi telescopi da puntare velocemente in caso di necessità. Per ora non ce n'è stata occasione ma prima o poi arriverà, e grazie a uno spettro sveleremo la natura dell'oggetto che cela la luce."

Fino ad allora, ci accontenteremo di fantasticare sul modo in cui KIC 8462852 continua a sottrarsi alle spiegazioni dopo mesi di tentativi di giustificare il suo comportamento. I miei complimenti a questa stella così atipica e stramba.