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Il governo ucraino ha inviato questo SMS agghiacciante ai cittadini

Chiunque fosse anche solo nei paraggi di una manifestazione, ha ricevuto questa notifica per niente amichevole.
23 gennaio 2014, 10:15am

Manifestanti in Ucraina, i loro cellulari adesso sono sotto sorveglianza. Immagine: Wikimedia

"Caro abbonato, sei stato schedato come partecipante a un'azione di disturbo di massa."

Questo è un messaggio di testo che ieri migliaia di manifestanti ucraini hanno ricevuto, all'improvviso, sui loro telefoni cellulari. Proprio come previsto dalla nuova legge entrata in vigore, la quale vieta manifestazioni pubbliche. Il messaggio è partito dalle forze di polizia del regime: il testo perfettamente distopico per accompagnare la nuova legislazione altrettanto distopica. In effetti, è tutto decisamente orwelliano (io odio questo aggettivo e lo uso solo quando è assolutamente necessario, lo giuro).

Eppure, è così: la tecnologia è impiegata per rilevare la non conformità, per smussare il dissenso. Il New York Times riferisce che "martedì scorso, il governo ucraino ha utilizzato tecnologie cellulari per individuare la posizione dei telefoni in uso vicino agli scontri tra poliziotti in tenuta antisommossa e manifestanti." Vicino. Se utilizzi un telefono cellulare nei pressi di un scontro finisci dritto sulla lista nera del regime.

Vedi, Kiev si sta lacerando a brandelli in questo preciso momento, ma dal momento che siamo saturi di tutte queste proteste, sommosse e rivoluzioni la faccenda è trattata come una notizia in secondo piano. In un modo o nell'altro, il fatto che più di un milione di persone siano in marcia, si accampino e combattano contro un governo sempre più autoritario è appena, negli Stati Uniti la notizia ha fatto appena capolino tra gli aggiornamenti su tempeste di neve e chiusura di ponti. Già, la cosa non interessa a nessuno, anche se i manifestanti stanno costruendo catapulte, indossano armature medievali e saltano alla guida di ruspe fiammeggianti.

Speriamo che le notizie che arrivano fresche fresche dal nascente stato di tecno-sicurezza attireranno l'attenzione di qualcuno—sembra uscito da 1984 o, più recentemente, da Elysium: la tecnologia in questo caso è utilizzata per "rilevare" il dissenso. Ancora una volta, succede tutto in modo molto arbitrario; chiunque si trovi nei pressi della protesta rischia di essere etichettato come "partecipante," come se bersagliare su larga scala i manifestanti in modo così aggressivo non fosse già una reazione già sbagliata di suo.

È bene ricordare che i regimi autoritari stanno sfruttando la stessa tecnologia che un tempo era celebrata come veicolo di liberazione; l'anno scorso, in Turchia, lo stato ha attaccato i dissidenti che utilizzavano Twitter. Oggi, l'Ucraina sta tracciando i segnali dei cellulari. I dittatori hanno anche già dimostrato di essere bravissimi a staccare la spina a internet.

La morale della favola sbugiarda la menzogna, oggi fin troppo diffusa, che la tecnologia sia intrinsecamente una forza liberatrice—basta un niente e, in modo altrettanto facile, finisce con l'opprimerci.