L'hip hop in Uganda è sostegno per la comunità

"Money Makes Money" è la hit che serve alla comunità rurale di Bulambuli per il suo crowdfunding, in un momento molto delicato per il Paese.
DF
Milan, IT
4.1.21
Money Makes Money

Al centro del panorama musicale contemporaneo vibra un sinistro ed enorme paradosso. Nonostante questa sia l'età d'oro dello streaming e della possibilità—teorica—di far arrivare a chiunque la propria musica, la realtà dei fatti restituisce un quadro molto diverso: la maggioranza delle musiche che finisce nelle nostre orecchie proviene dall'area europea o dall'asse, anche linguistico, angloamericano.

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Le eccezioni ovviamente esistono e alcune hanno avuto modo di accumulare una massa critica tale da rendere impossibile l'idea di accantonarle con troppa faciloneria, basti pensare al vitale cosmo latino. Tuttavia, ci sono fette enormi dell'industria musicale mondiale che raramente vengono citate, considerate o valutate come meriterebbero.

Ad esempio, il discorso è valido per la scena musicale dell'Uganda. È infatti improbabile qualcuno conosca una recente hit intitolata "Money Makes Money", con le rime di Byg Ben Sukuya, MC Yallah e Jora MC, la produzione di Baru e il magico apporto di Isaac Nabwana alla regia del video musicale.

Bene, questa canzone rientra in uno sforzo collettivo, un movimento musicale e creativo, che sta cercando di raccogliere fondi da destinare alla comunità rurale di Bulambuli, nell'est Uganda. Un crowdfunding che mira a creare una possibilità di autonomia lavorativa, imprenditoriale ed economica per la gente del luogo, partendo da un originale punto di vista fatto di assoluta ironia e autoironia: una hit e un video musicale vero e proprio che sono anche una solenne parodia dei cliché del rap e della prospettiva neoliberista del guadagno facile.

“‘Money Makes Money’ è una hit grazie alla quale raccogliere fondi da destinare alla comunità rurale di Bulambuli, nell'est Uganda.”

L'apporto di Isaac Nabwana è stato quindi quanto mai importante per costruire l'immaginario dell'insieme, visto che è tra gli artefici principali della costruzione di  Wakaliwood, una vera e propria industria cinematografica locale grazie alla quale ha trasformato la sua passione in un vettore di novità, vitalità ed entusiasmo, a botte di film action e budget infinitesimali. Un immaginario poi tenuto insieme dalle barre dei tre MC, a botte di Inglese, Luganda (la lingua più diffusa in Uganda) e Lugisu, il dialetto locale.

Considerando che la campagna, e la canzone, sovvertono positivamente i principi soliti del fundraising, abbiamo voluto parlarne direttamente con gli MC e il regista, Nabwana. Quest'ultimo è stato chiaro e conciso nello spiegarci che, "Si tratta in sostanza di aiutare delle persone e una comunità. Sappiamo bene che è un momento difficile per tutti, e proprio per questo ci fa piacere vedere quanti stiano contribuendo alla causa. Ora abbiamo bisogno che il video diventi virale, abbiamo bisogno di uno sforzo per sensibilizzare e raggiungere più persone possibili."

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Il mezzo principe per farlo, come accennato, è stato quello di affidarsi a un video in parte strutturato come puro intrattenimento e in parte informativo, nel tentativo di creare un oggetto di "edutainment" che possa dare voce alla comunità di Bulambuli con un tono divertente e positivo, senza la solita gravitas che spesso accompagna simili campagne. "In sostanza, è commedia. Comedy, educazione e intrattenimento. Uno stile che caratterizza i miei video e anche i miei film, decisamente. Perché la vita è anche questione di divertimento e la povertà non deve essere sempre dipinta con il pianto."

Un'attitudine ammirevole, soprattutto se si considera che l'Uganda è scosso da tempo da diversi problemi, tra i quali è doveroso segnalare la delicata situazione politica in vista delle prossime elezioni presidenziali, tra circa due settimane. La figura più riconoscibile è in questo senso Bobi Wine, ex-cantante e pop star, nonché candidato dell'opposizione, il quale un paio di giorni fa si è così espresso: "Questa campagna è folle. Una guerra e un campo di battaglia. Ogni giorno, dobbiamo vedercela con i militari. Con lacrimogeni, granate, proiettili e pestaggi. Ho paura per la vita mia e dei miei compagni. Il regime vuole le nostre vite."

"L'hip hop sta evolvendosi in Uganda sin dai tardi anni Ottanta, e non ha ancora smesso. È la nostra cultura a definirne l'originalità. Stiamo costruendo qualcosa di speciale."

Wine è stato già arrestato innumerevoli volte e, a novembre, le manifestazioni che hanno fatto seguito alla sua ennesima incarcerazione hanno visto la morte di oltre cinquanta persone. Per molti versi, è il candidato del "ghetto", colui il quale vuole mettere fine al mandato di Yoweri Museveni che dura addirittura dal 1986, nonché la voce di una nuova generazione che trova la sua espressione anche in correnti musicali relativamente recenti, come l'"Luga-Flow", ovvero la declinazione dell'hip hop in Uganda.

Byg Ben Sukuya ci spiega meglio come inquadrare questa tradizione musicale: "L'hip hop sta evolvendosi in Uganda sin dai tardi anni Ottanta, e non ha ancora smesso. È la nostra cultura a definirne l'originalità. Io sono di Mbale, nell'est del Paese, dove parliamo un linguaggio Buntu chiamato Lumasaba. Quindi uso la mia lingua, mischiata all'inglese, per creare uno stile unico con cui solo io posso lavorare tranquillamente e che definisce la mia eredità africana. Stiamo costruendo qualcosa di speciale," chiosa.

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Poi precisa che "la musica in generale è stata determinante per la nostra cultura e società. Abbiamo generi e stili locali come il kidandali per le comunità del posto, oltre a un hip hop afrocentrico più mainstream. Ma la vicinanza tra queste due tipologie ci permette di portare tutto verso il livello successivo. Prendete 'Money Makes Money' e vedetelo da voi!" Inoltre, "Non dimentichiamo che termini come 'Luga-flow', che usa una parola swahili che significa diversi linguaggi, possono imporre limiti e barriere, con i quali non vado molto d'accordo. I nostri principali artisti sono esponenti locali kidandali e qualche nome internazionale come me stesso, Eddy Kenzo o Beat Fellaz. In fondo, comunque, si tratta sempre di rap: rime e flow."

Jora MC concorda e sottolinea che "Vengo da un background di hip hop interessato alle questioni sociali, quel tipo di musica che mi ha garantito una piattaforma per esprimermi e trasformare la mia comunità, permettendomi anche di viverne e trovare una comunità che potessi considerare come una casa." Per questo, "voglio segnalare diverse iniziative locali che si sono affidate all'hip hop per costruire, nutrire e impattare positivamente sulla comunità: Breakdance Project Uganda, Break-Fast Jam, Skills East Africa, Batalo, YAEP (Young Artist Exchange Project), She is Hip Hop, Grow to Build, Ghetto to Ghetto Tour, Woweee Movement, e la lista potrebbe continuare."

“Nei fatti, da decenni in Uganda avviene una fusione di stili, generi e coordinate musicali, tra afrobeat e afrobeats, dancehall e kidandali, reggae e hip hop.”

Nei fatti, da decenni in Uganda avviene una fusione di stili, generi e coordinate musicali, tra afrobeat e afrobeats, dancehall e kidandali, reggae e hip hop, "e non ci facciamo problemi a ballarci sopra", conferma Jora, mentre la mente va anche a realtà consolidate come quelle di Nyege Nyege. MC Yallah insiste poi a rimarcare quanto "La musica e le arti giocano un grande ruolo. Il motivo è semplice, gli artisti parlano dei loro dolori, ma si esprimono anche sempre riguardo quello che succede alla gente comune. Proprio per questo, una persona come Bobi Wine potrebbe prestare molta più attenzione ai bisogni della popolazione."

Una popolazione che ha bisogno di uscire dal circolo della povertà e che si raccoglie in parte intorno a Wakaliwood, "quasi un movimento cinematografico, dove poter lavorare insieme come comunità e come famiglia. All'insegna della passione, dell'amore e del talento, con budget bassissimi se non proprio senza budget." Ed è proprio intorno a questa idea di comunità estesa che si struttura la campagna di "Money Makes Money", nella speranza di cogliere il momento giusto per rilanciare Bulambuli e la sua popolazione, ma anche un'idea di musica che faccia finalmente davvero breccia anche nelle orecchie e nei cuori del mondo cosiddetto occidentale.

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