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Quanto è grave la situazione in Australia, spiegato per immagini

È difficile immaginare la situazione quando si hanno davanti solo numeri. Quindi ecco alcuni paragoni chiari.

di Lia Savillo
13 gennaio 2020, 2:10pm

tutte le illustrazioni di Prianka Jain

Dopo mesi di grave siccità e temperature record che hanno alimentato una serie di incendi senza precedenti nel sud-est dell'Australia, le fiamme continuano a devastare senza sosta la nazione.

Ad oggi, gli incendi hanno ucciso persone, distrutto abitazioni e danneggiato gli habitat naturali delle specie animali autoctone, mettendo molte di loro in serio pericolo. Stando agli esperti, inoltre, sembra che gli incendi non si estingueranno presto.

Le statistiche sono allarmanti, ma è difficile immaginare esattamente quanto sia grave la situazione leggendo solo i numeri crudi. E dato che un'immagine alle volte conta come mille parole, queste illustrazioni vi aiuteranno a capire meglio cosa sta succedendo.

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Gli incendi boschivi si diffondono in fretta

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Un incendio boschivo imperversa con una velocità media di 22,53 km orari. Ovvero, il doppio della velocità di un incendio forestale, che in genere procede a una media di 10,78 km orari. Va anche molto più veloce di quanto faccia una persona correndo—la nostra velocità media è 9,81 km orari—che è il motivo per cui gli incendi boschivi sono così pericolosi. La loro velocità dipende anche da altri fattori, come umidità, topografia, vento e temperature.

L'Australia sta diventando sempre più calda

La nazione ha superato il suo stesso record di temperature due volte a dicembre scorso. Il 17 dicembre è stata registrata una temperatura massima media di 40,9°C, che è stata superata già il giorno dopo, quando ha raggiunto i 41,9°C. Entrambe le misure superano il record dei 40,3°C del 2013. E la situazione è destinata a peggiorare, se consideriamo che il picco di temperature stagionali viene in genere raggiunto tra gennaio e febbraio.

Quanto sono pericolosi 40 gradi di temperatura? La temperatura dell'aria ottimale per il corpo umano è tra i 18°C e i 24°C, stando all'Organizzazione Mondiale della Sanità. Le ricerche mostrano che una temperatura di 40°C è pericolosa per la salute umana perché il corpo fatica a raffreddarsi, e questo può avere conseguenze fatali. Nel 2003, durante un'ondata di caldo estremo in Europa, durante la quale sono morte 70.000 persone, in molte aree le temperature avevano raggiunto, ripetutamente, i 40°C.

Ogni giorno le aree danneggiate aumentano

Stando alle stime recenti, dall'inizio degli incendi a settembre 2019, oltre 10,3 milioni di ettari di suolo in Australia sono andati bruciati. Parliamo di un'area con la stessa estensione della Corea del Sud, o oltre 10 milioni di volte la dimensione media di un campo da calcio.

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È una cifra molto più alta dei danni fatti dagli incendi in Amazzonia l'anno scorso, che hanno visto la perdita di 900.000 ettari di foresta. Gli incendi che hanno devastato la California nel 2018, hanno colpito circa 800.000 ettari.

Gli incendi hanno ucciso persone e animali

Sono almeno 25 le persone rimaste uccise negli incendi e oltre 2.000 le abitazioni divorate dalle fiamme.

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Si stima invece che siano circa un miliardo gli animali—compresi koala, canguri, ornitorinchi e cacatua—rimasti colpiti negli incendi. Tra questi, sono morti circa un terzo dei koala del New South Wales.

Il fumo degli incendi è molto pericoloso

Il fumo degli incendi contiene gas tossici come il monossido di carbonio (CO) e particelle note come PM2.5, che, quando inalate massicciamente, possono arrecare danni a ogni organo nel corpo umano.

Quando una persona inala troppo monossido di carbonio, questo entra nel sangue e priva cuore, cervello e altri organi vitali dell'ossigeno. Grandi quantità di CO possono uccidere una persona in pochi minuti, senza preavviso, facendole perdere i sensi prima di soffocare.

L'OMS raccomanda che i valori di CO nell'aria in un ambiente chiuso restino sotto le 25 ppm (o parti per milione). Quando scoppia un incendio dentro un edificio, i livelli di CO possono raggiungere facilmente le 3.000 ppm, ben oltre la soglia considerata letale, mentre negli incendi all'aperto, per quanto la concentrazione di CO dipenda da molti fattori, ci sono stati studi in passato su come possa compromettere in fretta la capacità di giudizio dei soccorritori (come i vigili del fuoco e i volontari che stanno recuperando gli animali feriti), provocando ulteriori incidenti.

Migliaia di persone sono in prima linea per spegnere le fiamme

Circa 2.700 pompieri, compresi moltissimi volontari, sono impegnati sul campo per cercare di smorzare gli incendi. Parliamo del 40 percento circa dei vigili del fuoco del New South Wales, che ha il quarto servizio antincendio urbano più grande del mondo, con circa 6.800 persone preposte.

Finora, almeno tre di loro sono morti cercando di spegnere i roghi. Le Forze di difesa australiane hanno comunicato domenica di aver convocato 3.000 riserve militari e altri civili abili, per aiutare a controllare la situazione. Inoltre, gli Stati Uniti hanno inviato alcune decine di pompieri in soccorso all'Australia.

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