foto via lattea
“THE SALT ROAD” – ALEXIS TRIGO/Capture the Atlas

Fai una pausa dai problemi della vita e perditi in queste foto della Via Lattea

Tra 4 miliardi di anni la galassia Andromeda divorerà la Via Lattea. Per ora, però, possiamo contemplarla in tutta la sua magnificenza in queste foto.

Sei al lavoro e stai scorrendo social e testate, leggendo solo notizie negative (attività nota come “doomscrolling”)? O forse stai guardando video su TikTok e reel su Instagram a caso di nuovo, perché non ne puoi più di pensare alla crisi climatica? Se vuoi proprio scrollare e farti venire la sindrome del tunnel carpale, fallo piuttosto guardando queste fotografie incredibili della nostra galassia, la Via Lattea.

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La nostra galassia in costante espansione è un posto bizzarro; le piace rubare stelle da altre galassie mentre si distorce misteriosamente, e tra circa quattro miliardi di anni, è destinata a una collisione con un’altra galassia, Andromeda. Ma, fino ad allora, ci regalerà panorami stellari capaci di rilassare l’anima come poche altre cose.

Ogni anno, il blog di viaggi Capture the Atlas pubblica 25 foto della Via Lattea, scattate da diversi posti nel mondo. La stagione migliore per scattare queste immagini va da febbraio a ottobre nell’emisfero nord e da gennaio a novembre per l’emisfero sud, ma in entrambi i casi maggio è il mese migliore in assoluto. Le foto più spettacolari del 2022 provengono da 12 paesi, tra cui Egitto, Slovenia, Australia, Spagna, Giappone e Stati Uniti.

“Ice Age” di Alvin Wu, in Tibet

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“ICE AGE.” Foto: ALVIN WU/Capture the Atlas ​​

Scattata a un’altitudine di 5.070 metri, questa foto mostra il lago di Pumoungcuo ghiacciato durante l’inverno. Quando le temperature toccano una minima di -2°C di notte, è possibile sentire il ghiaccio creparsi. “Ero così felice di avere le stelle a farmi compagnia quella notte magica,” racconta su Capture the Atlas il fotografo Alvin Wu.

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“Lightning the Milky Way” di Jingye He, a Xinjiang, Cina

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​“LIGHTNING THE MILKY WAY.” Foto: JINYI HE/Capture the Atlas ​​

Questa immagine della Via Lattea è stata scattata a Xinjiang, una terra di nessuno nel deserto di Dahaidao. Venti fortissimi e particolari condizioni meteorologiche fanno sì che l’area sia erosa in colline dalla forma unica, una struttura geologica nota col nome di yardang.

“Secret” di Martin Zajac, negli Stati Uniti

“SECRET.” Photo: MARCIN ZAJAC.jpg

“SECRET.” Foto: MARCIN ZAJAC​/Capture the Atlas ​​

Le popolazioni native americane hanno inciso petroglifi su queste grandi rocce vulcaniche, migliaia di anni fa. Incidevano la superficie scura delle rocce, esponendo la composizione più chiara al loro interno e formavano immagini di animali e disegni geometrici. “Questa foto guarda in alto al cielo, formando una composizione con le montagne della Sierra Nevada in California e il cielo notturno,” spiega Zajac.

“Winter sky over the mountains” di Tomáš Slovinský, in Slovacchia

“WINTER SKY OVER THE MOUNTAINS” – TOMÁŠ SLOVINSKÝ.jpg

​“WINTER SKY OVER THE MOUNTAINS.” Foto: TOMÁŠ SLOVINSKÝ/Capture the Atlas ​​

L’arco della Via Lattea fotografato fa da corona al gruppo montuoso dei Bassi Tatra in Slovacchia, dove le temperature calano a -14°C. La porzione della Via Lattea visibile durante l’inverno è più sottile, con meno stelle visibili, ma contiene anche certi corpi che sono invisibili all’occhio umano. “Questi oggetti sono però visibili con una macchina fotografica modificata per fare foto astronomiche. Per coglierli, ho usato un filtro H-alpha speciale,”spiega Slovinský. La foto contiene anche un minuscolo Slovinský, posizionato tra Marte e due cluster stellari, le Pleiadi e le Iadi.

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“The Milky Way arching over The Pinnacles Desert” di Trevor Dobson, in Australia

“THE MILKY WAY ARCHING OVER THE PINNACLES DESERT” – TREVOR DOBSON.jpg

“THE MILKY WAY ARCHING OVER THE PINNACLES DESERT.” Foto: TREVOR DOBSON​/Capture the Atlas ​​

Questa immagine panoramica a 180° della Via Lattea è stata scattata nel Deserto dei Pinnacoli, due ore a nord di Perth, nell’Australia occidentale, ed è composta da 124 (!!!) scatti singoli. “I Pinnacoli sono un luogo fantastico per fare fotografia astronomica,” dice Dobson. “L’area è piena di questi monoliti calcarei, dunque le composizioni possibili sono pressoché infinite, e questa è una delle ragioni per cui continuo a tornare anno dopo anno.”

“House of Lavender” di Benjamin Barakat, in Francia

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“House of Lavender” Foto: Benjamin Barakat/​/Capture the Atlas ​​

“Ho scattato questa immagine della Via Lattea l’estate scorsa a Valensole, in Francia,” racconta il fotografo Benjamin Barakat. “Il profumo e l’atmosfera creata da questi campi di lavanda sono surreali e trovarsi lì nel cuore della notte è meraviglioso, specialmente dato che le api sono andate a dormire e non rischi di farti pungere!”

“Path to the past” di Jose Manuel Galvan Rangel, in Spagna

“PATH TO THE PAST” – JOSE MANUEL GALVAN RANGEL.jpg

​“PATH TO THE PAST.” Foto: JOSE MANUEL GALVAN RANGE/Capture the Atlas ​​

Chi fa fotografia astronomica viaggia spesso nella regione spagnola di Estremadura per scattare la foto perfetta. La mancanza di inquinamento (anche luminoso) rende Estremadura il posto ideale per questa forma d’arte. Il fotografo Jose Manuel Galvan Rangel la descrive come un “paradiso naturale.” “Ho scattato questa foto in una città remota chiamata Salvatierra de los Barros, che si trova nella parte sud-ovest della zona occupata dalla comunità autonoma di Estremadura,” spiega Rangel. “In questo comune che è praticamente sconosciuto al mondo, si trova un castello privato imponente, che si erge lì, sotto la luce di milioni di stelle, dal Quindicesimo Secolo.”

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“Egyptian Nights” di Burak Esenbey, in Egitto

“EGYPTIAN NIGHTS” – BURAK ESENBEY.jpg

“EGYPTIAN NIGHTS.” Foto: BURAK ESENBEY​/Capture the Atlas ​​

Cinque ore a ovest del Cairo, si trova un deserto bianco caratterizzato da formazioni rocciose particolari che spuntano tra le dune di sabbia. “Le formazioni uniche danno un tocco in più alle composizioni,” spiega il fotografo Burak Esenbey, che ha scattato questa foto durante il suo primo viaggio in Egitto. “Il deserto bianco era ciò su cui volevamo concentrarci, in un posto pieno di natura e cieli di classe 1-2 sulla scala del cielo buio di Bortle,” spiega. La scala di Bortle è una scala numerica che va da uno a nove e misura la luminosità di un cielo notturno, dove il valore 1 indica un cielo davvero scuro, senza inquinamento luminoso, dove sono visibili stelle e costellazioni—cioè il posto ideale per fare fotografia astronomica.

“Perseid meteor shower on Mangart saddle” di Uroš Fink, in Slovenia

“PERSEID METEOR SHOWER ON MANGART SADDLE” – UROŠ FINK.jpg

​“PERSEID METEOR SHOWER ON MANGART SADDLE". Foto: UROŠ FINK/Capture the Atlas ​​

“Adoro la natura e trovarmi in un posto all’aperto sotto un cielo stellato nel silenzio. Mi fa sentire libero, ma, allo stesso tempo, minuscolo,” dice il fotografo Uroš Fink. Fink aveva organizzato con un amico un viaggio fotografico sul Passo del Mangart, sul confine italo-sloveno, con sei mesi di anticipo, ma la sera che erano lì il cielo si è annuvolato. “Ho scattato un paio di foto alle meteore che illuminavano il cielo,” racconta. “Ciò che mi piace del fare foto al cielo notturno è che non sai mai cosa aspettarti; il cielo è pieno di sorprese. Devi solo trovarti al posto giusto al momento giusto. Alla fine, è un’esperienza che non delude mai.”

“Mt. Fuji and the Milky Way over Lake Kawaguchi” di Takemochi Yuki, in Giappone

“MT. FUJI AND THE MILKY WAY OVER LAKE KAWAGUCHI” – TAKEMOCHI YUKI.jpg

​“MT. FUJI AND THE MILKY WAY OVER LAKE KAWAGUCHI.” Foto: TAKEMOCHI YUKI/Capture the Atlas ​​

Il fotografo Takemochi Yuki ha scattato questa immagine alle tre di notte nella Prefettura di Yamanashi in Giappone. “È l’unico momento in primavera in cui puoi fare una foto di questo panorama di notte, col monte Fuji e la Via Lattea,” spiega Yuki. “In inverno, diventa difficile raggiungere il sentiero, perché è coperto di neve. Quando diventa caldo in estate, la Via Lattea sorge da ovest e quindi non è più nel quadro. Ho fotografato con diverse esposizioni per le diverse aree della scena, per bilanciare tutta la luce.”