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I social network faranno scomparire i Papa boys?

Un nuovo studio ha collegato le nuove generazioni a un calo di interesse in ambito religioso. È colpa di internet?
09 giugno 2015, 10:29am
Immagine: Fondazione Marina Sinigaglia

La generazione che in Italia sta vivendo in questo momento gli anni a cavallo tra l'adolescenza è l'età adulta è cresciuta con uno strumento in più rispetto alla precedente: l'arrivo di internet nella vita di tutti i giorni ha piegato molti modelli sociali tradizionale, plasmando il modo in cui la cultura viene trasmessa.

Ciò significa che si è diventati meno dipendenti da determinati tipi di comunità collettive—in Italia, per esempio, gli oratori, luoghi in cui i più giovani declina(va)no la socialità e che fungono da supporto all'impianto scolastico. Infatti internet e i suoi non-luoghi hanno soddisfatto lo stesso bisogno di aggregazione, ma in maniera dissimile dalla socialità classica. Sto parlando delle chat, dei forum, dei portali, ma più di tutto parlo dei social network. In un certo senso internet ha favorito il decadimento della mentalità di massa.

Un social network ti mette in contatto (prevalentemente) con persone che conosci, ricreando dinamiche sociali non troppo diverse da quelle dell'oratorio. In questo però entra in gioco anche l'approvazione sociale, che nei social network si dimostra con i 'mi piace,' i retweet, le condivisioni, le visite al proprio profilo, il numero di amici: quindi i social network non solo possono, ma riescono efficacemente a simulare le dinamiche sociali tipiche delle aggregazioni sociali giovanili.

Per chiunque sia cresciuto almeno fino ai primi anni 2000 è indubbio che le possibilità migliori di socializzare, dopo quelle scolastiche, si consumassero in oratorio—un centro di ritrovo per coetanei tutti uniti da un punto, per chi più forte e per chi più debole, in comune: la religione. Che si tratti di catechismo, di tradizione religiosa o di semplice occasione per incontrare altri coetanei, lo step precedente all'indipendenza vera e propria si svolgeva negli oratori e, in maniera diretta o indiretta, la religione si viveva sin a partire dagli anni in oratorio.

In uno studio condotto da Jean Twenge, professoressa di psicologia della Università di San Diego, una analisi condotta su 11 milioni di sondaggi effettuati tra il 1966 e il 2011 da neo-liceali fino a soggetti appena laureati, è emerso che benché la religione si ancora una parte importante dell'identità di molti, sempre di più tendono a non riconoscersi in alcun credo religioso.

Rispetto agli anni '60/'70 la percentuale di coloro che non praticano religione è raddoppiata per quanto riguarda gli universitari ed è sensibilmemente aumentata (20/40%) nel caso dei più piccoli; le cifre sono molto simili anche per quanto riguarda chi non si identifica con alcuna religione. Le statistiche hanno inoltre rivelato che queste variazioni tendono a verificarsi più spesso tra i bianchi, le donne, i meno abbienti; mentre neri e—ovviamente—conservatori sono fuori dall'anomalia. Secondo l'abstract dello studio "i risultati suggeriscono che il sempre più basso interesse religioso da parte dei millennials è dovuto al periodo storico e alla generazione e non agli anni che i soggetti studiati hanno."

Vicinanza alla religione tra le matricole universitarie. via Quartz

Il trend di cambiamento parte dagli anni 2000 e secondo l'autrice dello studio questa analisi è una delle prime a lungo termine a tentare di collegare un trend ad una certa generazione. Ovviamente lo studio non dice che questa variazione è dovuta ai social network, infatti non vi è nesso di causalità, ma solo di correlazione, tra i due aspetti. Anche secondo la Twenge, però, questa anomalia potrebbe essere dovuta a una crescita dell'individualismo tra i più giovani.

Le dinamiche sociali non sono cambiate. Cerchiamo ancora di aggregarci in gruppi di amici e di conoscenti, ma sono cambiate le modalità con le quali ci approcciamo a queste aggregazioni: l'era del 'mi piace' ha cambiato il nostro cervello e le modalità con le quali otteniamo approvazione sociale all'interno dei social network ci hanno reso, in qualche maniera, più indipendenti dalle sovrastrutture tradizionali, ma più dipendenti dalle altre persone. Senza persone non ci sono 'mi piace,' e senza 'mi piace' non c'è dopamina. Senza dopamina, siamo tristi.

È incredibile a dirsi, ma sembra che internet stia facendo scomparire i Papa boys.