Abbiamo incontrato il vigilante che spia le prostitute con un drone

Brian Bates spia le prostitute di Oklahoma City da anni e pubblica i filmati sul suo sito, prima usava una telecamera adesso con un drone.
02 agosto 2016, 10:50am
Image from Bates's drone-shot footage. Screengrab: YouTube

Sono anni che Brian Bates gira per le strade di Oklahoma City, videocamera alla mano, per filmare le prostitute e i loro clienti e poi caricare i video sul suo sito.

Ora usa un drone.

Non a sproposito, il soprannome di Bates è cambiato da "video-vigilante" a "vigilante col drone", almeno stando ai media che si sono occupati della sua impresa più recente: la BBC riporta che una donna di 27 anni, Amanda Zolicoffer è stata condannata a un anno di prigione, dopo che lui aveva caricato sul suo sito un video di lei che faceva sesso con un uomo di 75 anni di nome Douglas Blansett. Bates ha anche consegnato il video alla polizia. Sul suo sito, ha dichiarato che è stato un "momento storico", perché era la prima volta che caricava sul sito un video girato da un drone.

Bates e il suo drone sono un vero incubo per suoi detrattori, preoccupati dal fatto che i droni non siano altro che uno strumento a basso costo per la sorveglianza fai-da-te. Negli Stati Uniti, i droni devono essere registrati alla FAA (Federal Aviation Administration), l'agenzia federale che regola l'intero spazio aereo. Tuttavia, alcuni stati, come l'Oklahoma, hanno preso in considerazione leggi che vanno ben oltre le prescrizioni federali—un disegno di legge proposto nel 2015 avrebbe reso legittimo sparare a un drone in volo sopra una proprietà privata.

L'operato di Bates può essere criticato per varie ragioni: anche se sul suo sito dichiara di voler denunciare i clienti e i protettori delle prostitute, il caso della Zolicoffer è un esempio di come siano spesso le donne a pagare le conseguenze della passione di Bates per la sorveglianza. In una dichiarazione che chiude molti dei suoi video, Bates afferma di essere a favore della decriminalizzazione della "prostituzione, se questa è al 100 per cento consensuale, svolta in privato e non organizzata."

Siccome l'idea di un vigilante autodidatta che gira per le strade degli Stati Uniti ha un che di distopico, ho chiamato Bates per sapere se pensa che sia giusto usare i droni per mandare le prostitute in prigione.

Motherboard: I droni hanno semplificato la tua attività?

Brian Bates: Non direi, perché usarli implica tutta una serie di responsabilità penali e civili. Se prendiamo questo esempio, la prima volta che ho usato un drone è stato in circostanze ben precise. [Zolicoffer and Blansett] si trovavano in una proprietà privata a cui io avevo il permesso di accedere, mentre loro no—si trattava di un terreno sul quale il proprietario intendeva scoraggiare le attività criminose. Era un ambiente aperto, senza altri pedoni od ostacoli intorno, e soprattutto conoscevo la giovane donna che si stava prostituendo.

Per qualche ragione—forse perché si è accorta della mia presenza—quel giorno si è presentata col suo protettore. Mi sentivo più sicuro a usare il drone che ad avvicinarmi al veicolo.

Dici di voler "denunciare" i clienti e i protettori—ti dispiace di aver contribuito, con il video girato dal tuo drone, alla condanna di una prostituta, Zolicoffer, a un anno di prigione?

No. Siamo tutti responsabili delle nostre azioni. Lei conosce le regole, conosce me e sa che se viene scoperta finisce in prigione. È spiacevole. Vorrei che, nella mia zona, avessimo di meglio da offrire a chi decide di prostituirsi per strada. Io sono un semplice cittadino. Con i miei video non posso fare altro che denunciare il problema, cercare di smuovere le coscienze e far discutere. Purtroppo, quando consegno i miei video [alla polizia], non posso dire "Condannate il cliente e non la prostituta."

Ci sono altre donne che sono finite in prigione o in tribunale per via dei tuoi video?

Be', in teoria, se ci sono dei capi di imputazione e un mandato di arresto, le persone riprese nei video posso essere arrestate. Quanto restano in carcere dipende dalla cauzione. Se qualcuno è finito in carcere per prostituzione? Che io sappia, nessuno è stato condannato unicamente sulla base dei miei video. Dev'esserci dell'altro: magari stavano anche spacciando droga o violando la libertà vigilata.

Bates ha usato un DJI Phantom II (nella foto) per girare i video. Bates dice di usare i droni da cinque o sei anni. Immagine: Flickr/Walter

C'è chi sostiene che tu metta le donne—che si prostituiscono volontariamente e che sono già indebitamente criminalizzate—ancora più in pericolo, gettandole in pasto a un sistema giudiziario loro nemico. Come rispondi a questa critica?

È una critica che mi muovono spesso, ma viene da persone che non vivono nella mia zona, che non conoscono queste donne. Sono vent'anni che faccio questa cosa. Conosco la maggior parte delle prostitute. Sul mio sito ci sono decine—nei miei archivi più di 50—di interviste raccolte per strada a donne che raccontano la loro storia. Non ho mai avuto ritorsioni.

Mi sono impegnato sotto tutti i fronti. Prima non postavo i volti delle donne né i loro nomi né altre informazioni. [Ma] sono stato contattato più volte da persone che non riuscivano a rintracciare i loro familiari. È successo che le forze dell'ordine confermassero che si trattava di gente di cui si erano perse le tracce. Ho capito che non c'era motivo di preservarne l'anonimato.

Una delle preoccupazioni più sentite rispetto ai droni riguarda il rispetto della privacy. Cosa rispondi a chi ti accusa di violare indebitamente la privacy delle persone?

Innanzitutto, devono informarsi su cosa dice la legge. Io non violo la privacy di nessuno. C'è troppo allarmismo ingiustificato. Se ti trovi in un parco e un drone è abbastanza vicino da poterti identificare, te ne accorgi. Se invece qualcuno ti riprende da casa sua, a un kilometro di distanza, con il teleobiettivo, potresti non saperlo mai. La gente ha paura delle novità e la novità del momento sono i droni.

Ti farebbe piacere sapere che altre persone usano i droni per sorvegliare il vicinato?

In generale, no. Perché i droni sono una novità e la gente non ha molta esperienza. Io ho fatto volare il mio centinaia di ore, per passatempo. Non raccomando a nessuno il mio attivismo, perché quando corro verso un'auto, apro la portiera e inizio a riprendere, corro molti pericoli. Purtroppo le persone inizieranno a usare i droni e li useranno in maniera sconsiderata e i droni finiranno per avere una brutta reputazione.

Posso solo dire che è molto ingiusto accusarmi di uso improprio o illegale del drone, visto l'uso che ne ho fatto.

Lo userai più spesso, d'ora in poi?

Ce l'ho sempre con me, in auto, ma l'ho fatto volare una sola volta, dopo aver ripreso il video [di Zolicoffer]. Dopo quell'episodio, mi sono reso conto che usare il drone non era sicuro e ho ricominciato ad avvicinarmi alle auto a piedi.

Quindi la risposta è sì?

Se ci saranno le condizioni lo userò di nuovo. Non ho la sfera di cristallo, ma immagino che lo rifarò.

L'intervista è stata editata per chiarezza e motivi di spazio.