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stili di gioco

Report post-partita, Italia-Germania 2-1

L'Italia è in finale. Un commento sulla partita di ieri e qualche riflessione sulla prossima, contro la Spagna.

Nell'ultima rubrica di Stili di Gioco, analizzando il possesso palla dell'Italia contro l'Inghilterra avevo accennato a una teoria complottista che vedrebbe in Prandelli Il Grande Bugiardo. Secondo alcuni miei interlocutori, che stimo particolarmente per intuito e intelligenza, Prandelli è un allenatore difensivista e tutte le sue dichiarazioni concernenti l'Italia del bel gioco e del sistema offensivo andrebbero lette al contrario. Un po' come i messaggi satanici nascosti nelle canzoni dei Beatles. In effetti contro l'Inghilterra (così come contro l'Irlanda) l'unica spiegazione a quel possesso palla statico sulla trequarti e all'impiego di Montolivo o Motta come numero 10 era di natura difensivista: difficilmente riusciremo a costruire vere occasioni da gol, ma almeno non prendiamo contropiede.

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Una tattica che, a dire il vero, ero lontanissimo dal criticare disgustato e di cui apprezzo, anzi, l'efficacia. Tanto per dire, la Spagna anche contro Francia e Portogallo ha fatto la stessa cosa (nel primo caso perché si è trovata in vantaggio subito e difendere in quel modo aveva senso, mentre in semifinale è stato bravo il Portogallo a pressare alto e chiudere tutti gli spazi e non vedo perché la Spagna deve lasciare la palla a Ronaldo e Nani) e io non ci vedo niente di male. La Spagna non ha nulla da dimostrare e a chi la accusa di essere una squadra noiosa dico che il calcio è anche uno spettacolo ma prima di tutto uno sport, dove conta avere la meglio sull'avversario. Semmai Del Bosque avrebbe potuto fare qualcosa di più o di meglio per provare a vincere, ma se vi lamentate perché non ci sono state molte occasioni da gol forse fareste meglio ad andare al cinema (occhio a non scegliere un film dove non succede niente). Nessuno è riuscito a segnare alla Spagna tranne l'Italia in questo Europeo, e tant'è.

Ricorrere al possesso palla per rallentare i ritmi, far stancare gli avversari e non concedere spazi al contropiede, non significa automaticamente adottare un atteggiamento difensivista (semmai, il possesso palla è una tattica difensiva che possono adottare solo i sistemi di gioco offensivisti). I limiti del 4-4-2 a rombo sono venuti fuori contro formazioni reattive con una linea di difesa molto bassa (e, difensivamente, nei cambi di gioco e sulle sovrapposizioni dei terzini), ma si è visto ieri contro la Germania, un sistema costruttivo, cosa aveva davvero in mente Prandelli. D'altra parte lo ha dichiarato lui stesso a fine partita: "Abbiamo fatto sul campo quello che pensavamo che potesse metterli in crisi, giocando centralmente e cercando l'uno contro uno di Cassano."

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Da parte sua, la Germania non è riuscita a mettere in crisi noi. Jorgi Löw aveva detto che non avrebbe marcato a uomo Pirlo, ma ha cercato comunque di schermarlo per impedirgli la giocata. A turno, cioè, il tedesco più vicino si incaricava di seguire Pirlo. Persino Mario Gomez è arretrato in pressing su Pirlo, molto più spesso però ci si è trovato Özil. Inoltre, con Kross a destra e Podolski a sinistra la Germania avrebbe dovuto trovare un equilibrio asimmetrico e mandare Pirlo preferibilmente sulla nostra destra, ovvero là dove Cassano non è abituato ad andarsi a cercare i palloni.

E per i primi 15 minuti la tattica tedesca ha funzionato abbastanza bene, ottenendo la superiorità numerica sulle fasce e spostando la palla da sinistra a destra (e viceversa) rapidamente. Abbiamo rischiato di andare in svantaggio su una discesa di Boateng (come era successo con Glen Johnson contro l'Inghilterra) che ha portato a un cross su cui Buffon è apparso particolarmente insicuro e poco reattivo (così come in un altro paio di occasioni nella serata, nonostante le splendide parate sui tiri da fuori) mandando Barzagli vicino all'autogol.

Ma la la squadra di Löw non ha mai veramente applicato quel pressing alto che ci si aspettava, neanche su Pirlo. Nonostante i tedeschi fossero preparati a quel tipo di azione, è proprio dai piedi di Pirlo che è nata l'azione da gol che ha portato al vantaggio italiano ed è proprio da sinistra che è venuto l'assist di Cassano. La geometria alla base è di una semplicità auto-evidente: Pirlo per Chiellini → Boateng sale a contrastarlo → Cassano si allarga nel buco lasciato da Boateng portando fuori pozione Hummels → Badstuber resta uno contro uno con Balotelli.

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Magari Löw non ha pensato a schierare Kross a destra per coprire di più su quel lato (anche se il secondo tempo è stato costretto a spostarlo a sinistra perché si accentrava troppo), magari è vera quella cosa che dicono gli allenatori del suo tipo: che non adattano la loro formazione sull'avversario, ma i casi sono due: o avrebbe dovuto farlo, o avrebbe dovuto farlo meglio. E sull'azione del primo gol è da sottolineare la presunzione di Hummels (comunque il più forte centrale difensivo europeo insieme a Piqué) che, forse dando troppo valore alla pancia di Cassano, ha pensato di potergli togliere palla mentre la proteggeva di spalle. Quel movimento di suola con cui Cassano si è liberato di lui sarebbe in grado di farlo anche con dieci chili in più e se Löw non lo aveva preparato a difendere questo tipo di situazione, allora be', è grave. Ecco, per l'esattezza, il momento in cui Hummels commette peccato di presunzione:

Con l'Italia in vantaggio la Germania ha provato ad aumentare la pressione con e senza palla. Ma difensivamente l'Italia è con grande probabilità la miglior squadra di questo Europeo. Analizzando le statistiche si vede chiaramente come i falli commessi dall'Italia siano avvenuti in zone di campo più alte rispetto alle palle intercettate: segno che siamo ricorsi al fallo per impedire le ripartenze con più campo a disposizione e siamo invece stati bravi a posizionarci in fase di non possesso standard.

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E se guardiamo la classifica dei giocatori italiani che hanno eseguito il maggior numero di tackle e intercettazioni si capirà che il ruolo di Montolivo è anche considerato in chiave difensiva e che, anzi, ha un'importanza strategica fondamentale.

Tackle

Palle intercettate

Il punto è che la nostra forza viene da dietro. Quando gli avversari ci lasciano sufficienti spazi, o riusciamo a rubare palla, tutti i nostri centrocampisti hanno la qualità per servire Balotelli in profondità o Cassano sui piedi. Non è un caso che, oltre ai tackle e ai recuperi, Montolivo sia stato in grado di fornire l'assist del secondo gol di Balotelli.

Con uno schieramento equilibrato di questo tipo (e con De Rossi e Marchisio come intermedi) l'Italia si può permettere un giocatore come Pirlo davanti alla difesa, e contro avversari non esclusivamente reattivi (che non parcheggiano l'autobus, come si suol dire) può riuscire a metterlo in condizione di giocare dove lui preferisce. È come se l'Italia avesse una forza motrice anteriore in fase di non possesso (i falli, i tackle, le intercettazioni) e posteriore quando ha la palla tra i piedi. Guardate dove gioca la maggior parte dei suoi palloni Pirlo rispetto al meneur de jeu tedesco, Özil (che, tra i suoi, ha effettuato meno passaggi solo di Lahm):

Smentendo in parte quanto detto nel pezzo precedente, dirò che non è fondamentale lo schieramento con il quale Prandelli sceglierà di affrontare la Spagna. La cosa fondamentale sarà riuscire a dominare il centro del campo. Non sarà facile se Del Bosque sceglierà di nuovo di giocare con sei centrocampisti centrali (anche se ne guadagneremmo in tranquillità difensiva) ma a questo punto dobbiamo aver fiducia, cieca, in Prandelli e nella sua filosofia.

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Per questo, dopo aver concluso e rivolgendomi direttamente a quelli che hanno osato criticare Balotelli in vario modo (fino al razzismo latente della vignetta della Gazzetta alla vigilia della partita con l'Inghilterra) e che adesso, come detto, possono solo venerarlo (o, per ridurlo obbligatoriamente nei loro schemi mentali, sottolinearne la tenerezza-sia Repubblica che Corriere online oggi pubblicavano in prima pagina le foto in cui bacia la mamma, come se l'Italia non potesse accettare Balotelli così com'è ma solo una sua versione per famiglie: Balotelli mammone), mi lascerò andare in un post scriptum elogiativo del nostro C.T. e della sua filosofia.

D'altra parte è merito suo anche se Balotelli ha trovato se stesso. Le non-esultanze di Balotelli si spiegano a mio avviso in vari modi: primo, perché Balotelli fa parte di quella tradizione di giocatori che esultano senza esultare (Mark Bresciano su tutti), secondo poi perché da quando ha 17 anni gli rompono talmente il cazzo che per uno come lui non può esistere altra gioia che non sia una gioia contro. La sua nuova esultanza è sì una risposta a quanti lo criticavano (e ai razzisti in primis, costringendoli a guardare ogni centimetro possibile di quel corpo nero) ma è anche il segno del nuovo equilibrio trovato sotto la cura Prandelli: quei muscoli in tensione e l'espressione per niente provocatoria dimostrano una potenza capace di mettere in ginocchio uno dei più forti portieri al mondo (come se stessero girando un western e gli avessero sparato) e, se non mi sbaglio, un nuovo Balotelli capace di contenerla dentro di sé. A me piaceva anche prima, ma magari così lui sarà più felice, provando un tipo di gioia più pura e riuscendo a divertirsi senza distruggersi la casa coi petardi.

E adesso il post scriptum elogiativo che potete anche saltare.

Prandelli è un uomo integro. Il suo idealismo è scevro da ogni interferenza di comodo: è pulito al 100 percento. Prandelli sul piano della coerenza di idee e tattica non è secondo a nessuno, né a Mourinho, né a Guardiola, né a Zeman. Prandelli sapeva benissimo cosa aveva in mente e se è sembrato vacillare dal punto di vista tattico era solo perché stava costruendo il più splendido dei castelli di carta (e come per tutti i castelli di carta, anche i più solidi, basta un soffio di vento a farti ricominciare da capo). Prandelli può scegliere il 4-4-2 a rombo o il 3-5-2, ma lo scopo sarà sempre quello di vincere costruendo. Prandelli ha a cuore il gioco dell'Italia come missione sociale, come esempio per i giovani, e tutte le decisioni che prende sono per il nostro bene. Prandelli ci farà vincere questo Europeo, perché se lo merita.

Segui Daniele su Twitter: @DManusia