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Disco Oligarchia

Una notte brava con i giovani pargoli dell'elite di Mosca.
8.10.12

Il 99 percento della Russia di oggi è un grande, caotico, festival della repressione. Il restante uno percento, invece, è come un’esplosione orgasmica di gente tirata su con niente, a cui improvvisamente viene dato accesso a una valle di latte e miele che non osava neanche sognare.

Essendo la Russia fondata su pilastri gemelli di ricchezza e povertà, il concetto del VIP è diventato un’ossessione nazionale.  O la gloria, o le fogne. Con esso, ovviamente, la Discoteca si è trasformata nella torbida vetrina di aspirazioni irrealizzabili, sorrisi di plastica, esibizionismo e disperata ricerca di contatti; il tutto, lubrificato da cocktail dai dieci euro in su.

Come immaginerete, sono grande fan delle stronzate alla “psicanalizziamo la nazione”, MA mi piace anche stare in locali pieni di donne russe tirare a lucido. Pertanto, in nome della scienza, per arrivare al cuore della “psiche” della Russia moderna, ho dato fondo ai miei risparmi in una grande notte nella Mosca VIP—luogo in cui i mortali estranei all’oligarchia della slavosfera sono raramente ritenuti abbastanza ricchi da poter sopravvivere.

Prima tappa: il Lookin Rooms. Non ero del tutto convinto fosse proprio l’esempio di alta cultura moscovita che i tassisti mi avevano annunciato; con ogni probabilità si trattava del solito peep show da quattro soldi. Ma tant'è.

Ok, ci sono! I peep-show da quattro soldi SONO l’alta cultura moscovita di oggi. Che te ne pare, Tolstoj? “L’uomo non sceglie mai un’opinione; indossa quello che è di moda”, dici? Parole stoiche, amico mio. Anche se inizio a sentirmi un po’ costretto da quella scritta che mi ricorda “BE COOL”, mentre fisso colpevolmente  il culo dell’immigrata ucraina che ho davanti.

Questa foto racchiude in sé la dinamica della serata: belle ragazze che cercano in tutti i modi di ignorare ragazzi malvestiti, ma poi non così brutti, per sorridere alla più vicina macchina fotografica. Infatti, come ho avuto modo di capire, in questa città la macchina fotografica ha poteri magici. Nel frattempo, questo losco figuro nel suo logoro completo palpeggia il dispositivo per la carta di credito che ha evidentemente scambiato per il clitoride di una ragazza in carne e ossa.

Chiaramente, la giusta interpretazione del nome Lookin Room è che si tratta di un posto per osservare, lanciare sguardi e lasciarsi guardare. Quel che è certo è che lo sguardo ti ritorna indietro, riflesso infinite volte da specchi paralleli, e poi documentato dall’inesauribile processione di schiavi di Instagram e da sciami di fotografi di eventi. Tutta questa attenzione non fa altro che confermarti che sei una VERY IMPORTANT PERSON. Soprattutto io.

Direi che è un paradiso di un certo tipo.

Questa ragazza era tutta sola e mi ha trascinato nel mezzo della pista per chiedermi di farle una foto, anche se non aveva la minima idea di chi fossi io e di dove la foto sarebbe finita. Spero ti piaccia VICE, ragazza sconosciuta.

Anche Jay Kay/l’Enorme Dinosauro Non Identificato ha dato l'anima nell’interpretazione dello sguardo “sto vivendo il miglior momento della mia vita” non appena gli sono passato accanto con la macchina fotografica. Quattro secondi prima, si stava spalmando su un divanetto, chiedendo all'amico di passagli i nachos. Vedete! I poteri magici della macchina fotografica!

A essere sinceri, dopo un paio d’ore che girovagavo per questo posto, mi stavo davvero divertendo. Volevo mollare la macchina fotografica, infilare il vestito di classe che finora sono riuscito a usare solo ai funerali, e finalmente dire a tutte le grandi gnocche presenti che io ero il fratello di Hugh Grant, portato in città da questioni molto importanti.

Quindi sono fuggito, consapevole che Mosca aveva ancora molto da offrire…

Per strada ci siamo imbattuti in questo. Di primo acchito ci è sembrato una strana festa di compleanno di un bambino, ma in realtà era qualcosa di ancora più strano.

Era un raduno di motociclisti cristiani ortodossi. (Ovviamente.)

In Russia è assolutamente normale esprimere il proprio amore per Dio tramite veicoli pesanti dipinti come se uscissero da Warhammer; motociclette con subwoofer da farti sobbalzare; malcelato odio per i non-bianchi e i non cristiani; o certezza da frangia ultra-conservatrice che esista una cospirazione ebraico-musulmana per distruggere la Russia! Forza Russia!

Questo anziano signore stava ritto sul ciglio della strada, salutando i convogli dei motociclisti ortodossi e delle Hummer che continuavano a girarci intorno. In quel momento ho avuto l'improvvisa, lancinante consapevolezza di ciò che stava accadendo, la sensazione di esserci già stato. Aspetta un secondo, Sergej, sacerdote del terrore sovietico… Sei proprio tu?

Sfortunatamente non era Sergej, ma solo un ciccione barbuto praticamente identico e con convinzioni religiose malsane molto simili. Ho camminato ancora un po’ per le strade, facendomi domande sulla mia fede, quando mi sono imbattuto in questa rappresentazione. Sono trasalito e mi sono ricordato che dovevo vedere altre donne attraenti in modo inverosimile e, soprattutto, dovevo bere più alcol.

Quindi mi sono diretto verso il Gaudi, che, a stare a sentire quello che mi avevano detto, era il più incredibile di tutti i locali di Mosca. Sfortunatamente, per arrivarci ho dovuto camminare per questo lungo e inquietante vicolo oscuro, il genere di scorciatoia al cui termine ti aspetteresti Auschwitz. "Arbeit macht frei," mi sono ripetuto con il fiatone, sapendo che per sopravvivere alla notte avrei dovuto LAVORARE DURO.

Ho tirato un sospiro di sollievo nel vedere un cartello con scritto “VIP” a caratteri cubitali fuori dal locale. Sapevo che questo posto mi avrebbe offerto ciò che cercavo, perché è la stessa scritta che Putin appende alle mura del Cremlino per dare il benvenuto ai suoi ospiti più illustri.

Era una gran notte per il Gaudi, che ospitava la più grande retata di star di Mosca di tutti i tempi: c’era il fratello di Jared Leto, e anche l’amico del fratello di Jared Leto! Nella scala gerarchica del VIP moscovita, questo evento raggiunge il livello Very Fucking Very Important V.I.V.I.P. Quando l’improbabile colosso russo all’entrata ci ha accordato il permesso di ronzare attorno al fratello di Jared Leto e all’amico del fratello di Jared Leto, mi sono sentito come se finalmente fossi riuscito a scassinare l'ingresso del mondo dei V.I.P.

In realtà è stata una delle mie interviste più strane e imbarazzanti di sempre. Non avevo la minima idea di chi fosse questo ragazzo. Per qualche occulta ragione iniziavo a sentirmi un po’ confuso e mi sono convinto che avevo di fronte il fratello di Jay Leno e non quello di Jared Leto, e questo rendeva il tutto ancora meno sensato.

Non avendo domande da porgli, ho iniziato a rifilargli un sacco di cazzate. Mi sono spacciato per un famoso dj dall'Inghilterra che aveva suonato in quel posto la notte precedente, e gli ho raccontato che era stata una bomba. Il fratello di Jared Leto mi ha detto che gli sarebbe piaciuto esserci stato, per potermi sentire, dato che adora grime e d'n'b inglesi, e che dovevamo beccarci e suonare a qualche serata insieme. Io mi son sentito come fossi in una di quelle rubriche di NME, tipo “Morrissey incontra i Franz Ferdinand”, eccetto per il fatto che eravamo due Signori Nessuno in una stanza semibuia sul retro di un'ex-industria post-sovietica nella periferia di Mosca, impegnati in un disperato tentativo di convincerci reciprocamente che a qualcuno, da qualche parte, fregasse qualcosa della nostra misera esistenza. Piacere, Dj Brutte Vibre.

Ho provato a reindirizzare la conversazione verso qualche argomento più convenzionale e noioso, per temporeggiare mentre pensavo a una via di fuga da quella situazione. Non ricordo come e perché, ma tutt'a un tratto il fratello di Jared Leto mi parlava di come voleva usare la sua musica per dare a ogni ragazza della serata una “facciata”. Gli ho chiesto di chiarirmi cosa intendesse e lui mi ha risposto, “Verrò in faccia a tutte loro. Wooooo!”

Quindi abbiamo fatto la foto di cui sopra, per rendere l'idea di come sarebbe stato :( :( :(

Continua nella pagina successiva.

Fortunatamente i loro PR ci hanno dato un taglio, così non ho dovuto farlo io—dopotutto, avevano uno spettacolo da fare! Questa era la situazione. Il mio set di ieri era molto meglio, per vostra informazione. Il mio era una bomba.

Ho circa 500 diverse foto degne di essere pubblicate con didascalia. A ogni click mi piaceva sempre di più. Se vi dicessi che esiste un posto sulla Terra dove i membri dei Powerman 5000 possono essere ritratti mentre seducono donne su tacchi altissimi che letteralmente tubano di fronte a loro, mentre gli uomini mostrano loro un’iguana, il tutto su un divano rivestito di cellophan argentato, pensereste che sto facendo il coglione. Be', ci sono le cazzo di prove, miei carissimi, dubbiosi San Tommaso.

Questo ragazzo era un misto tra Terminator T-1000 e David Sylvian. Ma la sua ragazza è così figa che non c'è nulla da scherzare.

Il problema con tutta questa gente così perfetta è che essere cattivi con loro senza motivo è facilissimo, soprattutto quando le varie credenziali glamour non sono così in armonia. Quindi, ho deciso di mollare alla voce: manica di finti tatuaggi. Bella merda, ragazzi.

Gironzolando dalle parti della donna in gabbia, abbiamo incontrato un altro archetipo della notte moscovita: un giovane russo in visita dai sobborghi, che si sforzava immensamente per apparire come il più snob dei duri che ha visto nella versione russa di Affondate la Bismarck!. Come abbiamo tirato fuori la macchina fotografica, ha atteggiato le braccia a minaccia passiva degna di un bulldog incattivito, per dare la misura della sua mascolinità. La Russia, sapete, è un posto molto patriarcale. #PippeAntropologiche

Comunque, la notte era ancora giovane e c'era ancora un cartellino che dovevamo timbrare nel nostro tour, quello del nightclub più decadente ed esclusivo di tutti: il Rai. Abbiamo attraversato la città in taxi, con un tassista armeno di nome Armen (divertente, no? Immaginate se un inglese si chiamasse Engl o Scot).

Per garantirmi l’entrata al Rai (traduzione: paradiso) ho dovuto organizzarmi con giorni di anticipo. Altrimenti, il “Face Control” mi avrebbe lasciato fuori. "Face Control" è come chiamano la pratica crudele e ininterrotta di lasciar decidere arbitrariamente a qualche colosso siberiano chi abbia il permesso di entrare nel locale, in base a bell’aspetto/bel vestito/quanti soldi sembra avere. Sono piccole barriere come queste che nutrono l’ossessione moscovita per l'ostentare la propria agiatezza. Praticamente ti rende chiaro che è impossibile vivere la movida notturna se non hai la possibilità di vestirti come una fighetta. È per questo che, dopo tre mesi a Mosca, mi sento costretto a vestire dalla testa ai piedi in total look Prada.

Comunque, mi era stato promesso il paradiso e, sapete una cosa? Non sono rimasto deluso.

Guardate! È come un livello di Prince of Persia! Onestamente, non metterò mai più piede in una discoteca qualunque, a meno che non installino una testa di elefante gigante e almeno una scala di corda.

PERFETTO! Un grande, spaventoso serpente, qualche donna dalle belle gambe e un uomo grasso e solo, i cui beni sono pari alla metà del PIL dell’America Latina.

Questo è quanto!

Questo è letteralmente quanto!

Alla ragazza sulla destra, chiunque tu sia, ovunque tu sia: io ti amo. Mi dispiace di aver speso le ultime migliaia di parole prendendo in giro tutto ciò che ti sta a cuore. Mi rimangio tutto; purché tu mi porti con te in qualunque palazzo dormirai stanotte.

A questo punto stavo diventando abbastanza delirante, mi sono sentito come se fossi entrato in un mondo che non volevo più lasciare. Mentre guardavo a bocca aperta il grande, spaventoso Vishnu che scivolava lungo il muro, ho capito che la vita del VIP di Mosca era davvero il paradiso, o solo una versione "vita vera" di un videogioco davvero ben fatto.

Ho guardato in alto e ho visto questa ragazza, a cui sembra piacere il rock'n'roll.

Oh, guarda, un letto da bondage fluttuante. Com’è usurato. Scommetto che i proprietari hanno gente che lo usa tre notti a settimana.

Ma lei. Dio mio, lei. Vorrei che queste situazione di completa apatia non mi avesse fatto andare fuori di testa così, ma l'ha fatto. Scusate, signore, scusa coscienza, è colpa dell'ambiente.

Mortificato, confuso e divertito, sono uscito per strada, di nuovo. Fuori, alle cinque del mattino, la gente vomitava nella Moscova. Proprio di fronte alla mastodontica chiesa d'oro che Stalin fece saltare e trasformò in una piscina pubblica prima che Putin facesse il nostalgico e ricostruisse dalle fondamenta.

Così, ed è una cosa non poco deprimente, quella nella Mosca dei VIP si è rivelata la migliore nottata della mia vita. Ogni discoteca del mondo, in fondo, è un'unica, grande parata di carnevale dove la gente va per sfuggire al grigiore della quotidianità: ma questa è carburata con donne che all'alba tornano nell'ombra e nell'oro e con accessori che costano soldi che solo i petrolieri hanno.

E così, fanculo a voi, hipster. Io, ora, sono un VIPster. 

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