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#Campaign4Change

Gemello è alla ricerca di se stesso bambino

Gemello ci ha raccontato come da esperienze comuni a tutti trae le sue opere, che siano visive o musicali.
19 giugno 2015, 11:40am

L'artwork realizzato da Gemello per noi

Questo post fa parte della nostra serie #Campaign4Change

Nel 2004 viene pubblicato In The Panchine, un album rap strano per l'hip-hop italiano: la nostra lingua, l'inglese e il romano si fondono per dare vita a un dialetto unico.

Gli In The Panchine erano un gruppo di ragazzi di Roma: Chicoria, Benassa, Cole e Gemello. Quest'ultimo, Andrea Ambrogio, è un personaggio quantomeno singolare. Quella degli In The Panchine è una storia che si intreccia a quella del Truceklan, un altro collettivo romano: le liriche di questi ragazzi sono tutto fuorché colorate o allegre, ma Andrea, Gemello, è una singolarità.

Alla sua attività da rapper affianca quella di pittore, con all'attivo decine e decine di opere e due dischi solisti, Non parlarmi d'altro e Niagara.

Quadri coloratissimi, quasi caleidoscopici, che si fondono a un'interpretazione lisergica dei soggetti, quasi sotto LSD. Gemello, classe 1984, non è un ragazzo di molte parole, ma gli abbiamo chiesto di parlarci della sua arte. Per non farci mancare nulla ci ha anche mandato un'opera in esclusiva.

VICE: Chi è Gemello e chi Andrea Ambrogio?
Gemello: Non c'è differenza tra Andrea Ambrogio e Gemello! Sono entrambi umili ma complicati e colorati. Forse Gemello è più libero.

Le tue opere sembrano dipinte sotto LSD e attraverso un caleidoscopio, perché? Qual è il processo che porta a creare quadri di questo tipo?
Mi è sempre piaciuto partire dai particolari. Quando dipingo non so come sarà il quadro intero ma mi abbandono e alla fine viene sempre fuori un insieme caustico ma armonico. L'effetto LSD è forse dato da una mia libertà di pensiero, pregiudizi e schemi. Quando dipingo mi voglio bene e ritrovo il mio io bambino. So bene cosa mi piace ma non so come ci arrivo.

La tua musica non è da meno: tutta la tua carriera nell'hip-hop è caratterizzata da testi ricchi di un campo semantico immenso che, a pensarci, richiamano perfettamente lo stile dei tuoi lavori. Il parallelismo è inconscio oppure ti rendi conto del tuo processo creativo?
Il processo creativo è tipo il CERN: ogni mia opera è il risultato dello scontrarsi di mille influenze, punti di vista e idee diverse. Non so sia conscio o inconscio, accade e basta.

Mi elenchi cinque opere artistiche (arte, musica, film) che hanno cambiato il tuo modo di vedere l'arte e mi dici perché?
Le note vicino alle "cose care" mi fanno ribrezzo, te le elenco: i film Un mercoledì da leoni di John Milius e In mezzo scorre il fiume di Robert Redford, l'album Ocean Songs dei Dirty Three, e i libri Orientarsi con le stelle di Raymond Carver e Trilobiti di Breece D'J Pancake.

Cosa cerchi di trasmettere con la tua arte? Vuoi comunicare qualcosa o lo fai solo per te stesso? Te lo chiedo perché per quanto riguarda i tuoi testi rap la sensazione è che spesso e volentieri fossero stati scritti per chiarire dei pensieri in parole, non necessariamente per instaurare un rapporto con l'ascoltatore.
I miei testi nascono dalle esperienze comuni a tutti i ragazzi della mia generazione. Ognuno ha il suo punto di vista, fico no? [Deglutisco e sorrido]

Cosa significa per te "Aggiungere più colori al mondo?"
Significa dare spazio agli infiniti altri punti di vista.

E ora cos'hai in cantiere?
Quadri e canzoni nuove, poche ma buone. [Ho anche fatto la rima] :)

Questa è la campaign4change di Gemello. Condividi la tua su #Campaign4Change