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cinema

La morte corre sul Lido - Seconda parte

Secondo report dalla Mostra del Cinema. Scopriamo insieme quali sono i leitmotiv del festival di quest'anno.

di Clara Miranda Scherffig, Laura Spini
09 settembre 2011, 5:31pm

Serate animate, al Festival di Venezia. Foto delle autrici. 

A Venezia quest'anno il feticismo del leitmotiv ha fatto bagnare tutti i giornalisti dal titolo facile, quelli che, convinti di non aver soddisfatto a sufficienza il proprio direttore editoriale con trovate che includono la parola "glamour", "dramma" e "Sì George Sì Party", titillano la propria intelligenza certi di avere avuto l'intuizione dell'anno cinematografico, constatando che alcuni attori compaiono in più film: "3 Kate Winslet + 2 Michael Fassbender + 4 Filippo Timi + 2 Evan Rachel Wood = I DIVI INDISCUSSI DELLA MOSTRA". Poiché comparire almeno una volta in due film sembra essere il requisito sufficiente per godere dello status di leitmotiv, evitiamo per una seconda volta di parlare dei film e passiamo direttamente a stilare una lista dei motivi che ricorrono due volte.

Come tre anni fa il leitmotiv della Mostra erano i bambini morti, come due anni fa il leitmotiv era Qualcosa Che C'era Di Sicuro Ma Che Abbiamo Scordato, quest'anno a ricorrere sono:

- Animali:
Animali appesi strani [ Wuthering Heights, Andrea Arnold; People Mountain People Sea, Cai Shangjun]
Animali morti male [¡ Vivan las Antipodas!, Victor Kossakovsky; L'ultimo terrestre, Gipi]
Conigli [ Rabitto horaa 3D, Takashi Shimizu; Totem, Jessica Krummacher]

- Gente che lecca ferite [ Wuthering Heights di Andrea Arnold; The Moth Diaries di Mary Harron; BONUS: Kotoko, Shinya Tsukamoto]

- Utilizzare vetri di finestre di grattacieli come superfici d'appoggio per rapporti sessuali [ Shame, Steve McQueen; The Invader, Nicolas Provost]

- Gente che tocca le cose e si immagina una vita passata/parallela [ W.E. Madonna; Poulet Aux Prunes, Marjane Satrapi e Vincent Paronnaud]

- Lamette [The Moth Diaries, Mary Harron; People Mountain People Sea, Cai Shangjun]
- Persone brutte innamorate [ Dark Horse, Todd Solondz; El Lenguaje de los machetes, Kyzza Terrazas]
- Spiagge con turisti, nudisti e non, che salvano immigrati [ The Invader, Nicolas Provost ; Terraferma, Emanuele Crialese]
- Oggetti di uso comune come armi contundenti [ Alpeis, Yorgos Lanthimos; Himizu, Sion Sono]
- Carrellate di gente che corre [ Shame, Steve McQueen; L'ultimo terrestre, Gipi]

Andrea Arnold si porta a casa il premio di Leitmotiv Dei Leitmotiv con ben tre leitmotiv all'attivo.

MA: se questa lista vi ha fatto pensare che i film di questa edizione siano un pochetto ripetitivi, rassicuratevi. C'è una cosa che al festival c'è sempre ma cambia ogni volta: il pubblico.

Il pubblico è quello che ti regala il colpo di scena interrompendo la proiezione del film a sopresa per un incendio che non esiste e, guidato da un paio di signore nate sotto il segno del Stiamo tutti molto calmi, al grido di "NO NO, qui c'è puzza di bruciato, USCIAMO," lascia il regista calvo uguale a Marco Müller ma veramente cinese in braghe di tela.

Il pubblico ogni tanto è un veneziano baffuto di sessant'anni che quando non cerca di fotterti il posto mettendosi in coda ad orari improponibili e quando non applaudisce ai film che ti han fatto cagare, controlla l'ora con un accendino e ti svolta l'horror mostruoso con commenti a sorpresa:

"Che faccia strana" [alla prima apparizione di LILY COLE]

"È gelosa" [alla rivale di LILY COLE]

"Che cazzata" [a LILY COLE dopo che si è trasformata in una pioggia di sangue, prima che si trasformi in uno sciame di falene]

« È una puttanata totale. Da dita in gola» [Bodyguard riguardo Rabitto horaa 3D, di Takashi Shimizu]

Per salutarci bene vi anticipiamo che la vincitrice del premio Nomi che vincono tutto è JESSY BULBO, coprotagonista del film El lenguaje de los machetes, prodotto e distribuito dalla FiGa Films.