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Dead, il cantante dei Mayhem, risorge dalla tomba nelle sue lettere

Negli anni Novanta, un italiano scambiò lettere con il primo grande suicida del black metal norvegese—un ragazzino che aveva nostalgia di casa, ossessionato dai vampiri e dalla musica.

di Andrea Bosetti
09 novembre 2017, 10:14am

Se sei appassionato di metal estremo è impossibile che tu non abbia mai sentito parlare di Per “Pelle” Yngve Ohlin, meglio noto con il suo stage name Dead. Nato nel 1969 a Stoccolma, ancora teenager si trasferì in Norvegia per unirsi ai pionieristici Mayhem, diventando il loro frontman e paroliere fino alla sua prematura dipartita. L’otto aprile 1991, appena ventiduenne, il ragazzo decise di farsi esplodere la testa con un fucile, lasciandosi alle spalle un celebre contributo alla scena musicale e una non altrettanto rinomata valanga di scritti. Tutti i blackster sanno che Dead era appassionatissimo di musica, per cui il fatto che fosse un prolifico corrispondente non è una sorpresa: i primi anni Novanta erano l’epoca del tape trading, il periodo in cui i metallari stavano iniziando a conoscersi in lungo e in largo sul pianeta tramite le loro letterine. Pelle non faceva eccezione, ed era a sua volta un fervente amanuense; ciononostante, molte di queste lettere non sono mai state rese pubbliche. Negli anni sono stati fatti dei tentativi di portare le parole di Ohlin alla luce, ma nessuno è mai stato più strutturato di una pagina Blogspot con qualche scansione e foto sparsa. Fino ad oggi.

Verso la fine del 2016, uno degli amici di penna di Dead ha ripreso in mano il vecchio plico di lettere ricevute dalla fredda Scandinavia e ha deciso non solo di renderle pubbliche, ma anche di dattilografarle e stamparle in ordine cronologico all’interno di un libretto viola completamente autoprodotto e opportunamente chiamato Letters From The Dead. Il libriccino è strettamente limitato a 666 copie, e noi abbiamo conosciuto il suo autore per scoprire qualcosa in più sul progetto.

Old Nick è dell’Italia meridionale, ed entrò in contatto con i Mayhem per la prima volta nel 1990, quando gestiva una fanzine. Per tutti questi anni ha conservato scrupolosamente la corrispondenza dell’epoca, finché un giorno non ha pensato che “se dovessi morire domani nessuno avrebbe mai occasione di leggere tutto ciò, e sarebbe un peccato. So che potrei morire in qualsiasi momento, e non vorrei che succedesse senza che gli appassionati, gli oldschoolers, abbiano la possibilità di scoprire le parole di Dead”.

La foto compare per cortesia di Old Nick.

Ora che le ha pubblicate, Old Nick è stato anche contattato da alcuni collezionisti che gli hanno chiesto di poter acquistare gli originali, ma “non adesso, non sono ancora disposto a separarmi da quelle lettere”. Letters From The Dead contiene tutte le missive ricevute tra il marzo del 1990 e il gennaio del 1991, a parte un piccolo opuscolo satanista che Pelle stesso chiese di non diffondere mai: “ho tralasciato quelle poche pagine per rispetto della sua volontà, anche se non penso Dead immaginasse che avrei mai fatto un libro delle sue lettere”, racconta Nick, “ma tutto il resto è lì dentro”.

E “il resto” è una pletora di parole da cui possiamo trarre un’idea, almeno parziale, di chi Per Yngve Ohlin fosse realmente. “Un ragazzo che ha sempre cercato di entrare in certi ambienti. Ambienti satanisti. Anche se dubito ci sia mai davvero riuscito”, continua il mio interlocutore, “e che teneva tantissimo alla musica e alla sua band”. Che Dead fosse interessato alla musica e all’occultismo è noto, ma “da queste lettere si può evincere una sorta di organicità, una coerenza”, che va ben oltre la semplice figura di frontman dei Mayhem famoso per le sue urla e per l’autolesionismo sul palco. Certo, la più gran parte di ciò che Dead scriveva riguardava la musica: con quali band era in contatto, i contrattempi e gli intoppi durante i tour, e già questo sarebbe interessante di per sé, visto che i tour dei Mayhem nei primi anni Novanta sono ancora oggi un argomento mitologico. Eppure, i dettagli più affascinanti che escono da queste lettere riguardano Per come persona, il timido, pallido ventenne svedese emigrato in Norvegia.

La foto compare per cortesia di Old Nick.

“Tutti conoscono la parte della sua vita che riguarda la band”, dice Old Nick, “ma a essermi rimasti impressi per tutti questi anni sono stati i dettagli della sua permanenza nella baita con gli altri membri del gruppo, i numerosi angoli bui della sua vita di tutti i giorni”. Ad esempio, Pelle era completamente contrario alla modernità: “odiava i computer, non avrebbe mai accettato di scrivere una lettera con una tastiera, e in generale non era a suo agio con la tecnologia. La rifiutava, cercando riparo in un mondo fatto di boschi e foreste. E soprattutto non tollerava le persone né la Norvegia, che secondo lui non aveva nulla da offrire, non era stimolante e rigurgitava wimpy musicians” (e allora chissà cosa direbbe di come si sono ridotti i blackster norvegesi al giorno d’oggi).

Addirittura sognava di “abbandonare il Paese, anzi di scappare dalla Scandinavia, probabilmente con destinazione la Transilvania, la Groenlandia o l’Islanda”, curiosamente in anticipo di quei venticinque anni sugli Islandesi stessi. In breve, Dead voleva sistemarsi in un posto dove gli esseri umani fossero radi, anche più radi che in Norvegia. Per di più voleva viaggiare, scrisse che “voleva visitare l’Italia e molti altri luoghi, e che desiderava diventare un disegnatore di fumetti”: in altre parole, stava facendo progetti.

Abbastanza strano, pensando che di lì a qualche mese si sarebbe fatto saltare il cervello, e non posso fare a meno di pensare che è la seconda volta che Dead mi viene descritto come una persona ben lontana dall’immagine di aspirante suicida. “Non dava affatto l’idea di volersi uccidere, anche se la near-death experience che ebbe quando aveva più o meno dieci anni cambiò sicuramente la sua vita e la sua percezione della stessa”, chiarisce Old Nick, “e da allora provò sempre a rivivere un’esperienza simile. Immagino fosse quella la ragione principale che lo portò ad iniziare con l’autolesionismo. Più sanguinava, più si sentiva vicino a questa… condizione, e credo che il giorno in cui morì avesse provato a fare qualche cosa di cui poi perse il controllo. Qualche tipo di magia del caos, se vuoi, perché sono convinto che dai Latini sarebbe stato definito Larvarum Plenus, ossessionato”.

La foto compare per cortesia di Old Nick.

In qualche strana e personalissima misura, Pelle “era totalmente coerente nel suo essere estremo”. Il suo comportamento non era una posa, credeva davvero in quello che diceva e faceva. Old Nick pensa che fosse “affascinato dalla porfiria, la patologia tradizionalmente collegata all’origine delle leggende sui vamipiri. E indovina qual è la nazione con il più alto numero di persone che ne soffrono? La Svezia”. C’è di più: Dead espresse in modo chiaro la sua volontà di “trovare una comunità di porfiriani in Transilvania per stanziarvisi e donare il proprio sangue, come fosse un lebbrosario”, tanto che nei suoi scritti affermava di “volersi donare ai vampiri”.

C’è spazio poi anche per qualche interesse molto inusuale, come la ricerca di fiori velenosi (“aveva letto di questi fiori che potevano trasformare le persone in lupi mannari, mi scrisse anche una serie di nomi scientifici”), il desiderio di incontrare tribù cannibali o l’idea di registrare un vero coro all’interno della Basilica di San Pietro, in Vaticano, per poi mixarlo con un vero rito satanico, ricorda Old Nick. Come sempre, Dead voleva che tutto fosse reale, era alla perenne ricerca dell’autenticità e non viveva il black metal come un modo per esorcizzare i propri demoni di adolescente; al contrario, “li invocava, se ne prendeva cura”, e con tutta probabilità oggi non sarebbe un assessore comunale.

A differenza di molti altri artisti del mondo black metal, Per Yngve Ohlin non ha mai voluto urlare al mondo la sua rabbia e il suo disagio, ma cercava di costruire la propria vita sulle loro fondamenta. Era un diligente studioso di tutto ciò che riguardava i vampiri, redigeva “infinite descrizioni di questo e quel castello transilvano ed era estremamente accurato, per quanto lo permettesse un’epoca in cui non c’era internet, quando la conoscenza dell’argomento mediamente non andava molto oltre la lettura di Bram Stoker”.

La foto compare per cortesia di Old Nick.

Old Nick era indubbiamente affascinato dagli argomenti di conversazione sviluppati da Dead, al punto che “avevamo pensato di andare in Transilvania insieme. L’idea era quella di fare un viaggio noi due insieme, per visitare quei luoghi e incontrarci finalmente di persona, visto che ci conoscevamo soltanto tramite corrispondenza. Sfortunatamente non riuscimmo mai a concretizzare il progetto, perché appena qualche mese dopo lui si tolse la vita. All’epoca non comprendevo appieno il suo carattere, la sua particolarità, ma man mano che gli anni passavano, dopo aver abbandonato del tutto la scena musicale, mi sono ritrovato a pensare alle nostre lettere, e al modo in cui ho appreso della sua morte”. Old Nick ricevette un’asettica lettera da Euronymous (con cui non aveva mai avuto alcun contatto in precedenza), in cui il chitarrista dei Mayhem diceva semplicemente “Pelle si è suicidato, e quell’ottima colla per francobolli che di cui gli avevi parlato farebbe molto comodo anche a noi, per favore mandala a me”.

Nonostante la sua personalità fuori dalle righe Dead era estremamente amichevole, le sue lettere erano calorose, non suonava per nulla evil nonostante effettivamente fosse un adoratore dell’oscurità e volesse vivere tra i vampiri. Raccogliendo il materiale per questo libro, Nick vorrebbe riuscire ad iniziare un più ampio lavoro di ricostruzione bibliografica: il suo intento è quello di ricostruire l’intero corpus della corrispondenza di Per con i metallari sparsi per il mondo. Molte lettere saranno oggi andate perse o distrutte, ma il mio interlocutore spera che Letters From The Dead possa essere una leva per far sì che “chiunque abbia ancora del materiale originale nella sua disponibilità si faccia avanti”.

Dopo il suicidio di Dead, quasi romanticamente, Old Nick perse il suo interesse verso il black metal, e non andò mai in Transilvania. Se vuoi aiutarlo a radunare informazioni e materiali per la sua ricerca, puoi contattarlo a ilvecchionick@gmail.com.

Compra Letters From The Dead a questo link.

Andrea è uno dei Lord di Aristocrazia Webzine.

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