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Il rapper che ha trovato il successo dopo aver perso l'udito

Proprio mentre iniziava ad avere successo, Sor ha perso l’udito—ma ha fottuto il destino grazie a un apparecchio acustico. Gli abbiamo chiesto di raccontarci la sua storia.

di Wouter van Dijk; foto di Raymond van Mil; traduzione di Giacomo Stefanini
08 gennaio 2020, 12:02pm

Fotografie di Raymond van Mil

I Black Acid sono un gruppo hip-hop di Amsterdam. La scorsa estate sembravano pronti al grande salto, da promessa per il futuro a vero e proprio successo—ma non ce l'hanno fatta. Non è stato di certo per mancanza di attenzione da parte del pubblico né dell'industria; si è trattato di un avvenimento molto più vicino al gruppo.

Il membro della band Ros ha avuto dei seri problemi di equilibrio e poi ha perso buona parte dell'udito. Per molto tempo non si sapeva se sarebbe stato in grado di fare quello che aveva sempre fatto, figurarsi diventare la superstar che la gente si aspettava.

A parte amici e parenti, non molte persone erano al corrente di quello che Ros stava passando. Per tutti gli altri, era soltanto un altro giovane talento che non ce l'aveva fatta. Ma qualche mese fa, è uscita la notizia che Ros ha firmato un contratto da solista con l'etichetta olandese Noah's Ark. E che ha cambiato nome: Ros ora è Sor. Mi sono fatto raccontare direttamente da lui il peggior anno della sua vita.

VICE: Dev'essere dura essere conosciuto come il "rapper sordo", ma non posso non chiederti di parlarne.
Sor: Certo. Nel 2017, la luce ha iniziato a darmi fastidio. Non soltanto le luci forti, ma tutta la luce: quella del telefonino, delle lampade, del sole. Sono stato dall'oculista almeno 20 volte, ma non riusciva ad aiutarmi perché il modo migliore per guardare dentro l'occhio di qualcuno è con la luce. Ma ovviamente quello non si poteva fare. Mi hanno fatto ogni tipo di esame, ma non sono risuciti a trovare niente. In generale stavo bene, solo non sopportavo la luce. E poi è arrivato l'acufene [fischio costante all'orecchio] a inizio 2018.

Sor voor VICE

Dopo un concerto?
Nemmeno. Avevo passato alcune settimane molto piene e stressanti, e improvvisamente eccolo lì. Già quello era tremendo, ma poi mi sono svegliato un giorno, in febbraio, e non riuscivo a camminare. Il meccanismo che regola l'equilibrio nell'orecchio interno era completamente fottuto. Non potevo nemmeno stare seduto. Quando cercavo di alzarmi vomitavo immediatamente. E non solo: ho perso anche parte dell'udito. Tutto in una notte.

Hai scoperto che cosa è successo quella notte?
Non ne ho idea. Quella settimana ero sotto stress, forse quella è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Ho passato tre giorni interi al buio. Persiane chiuse, cappello in testa, cappuccio tirato su, occhiali da sole. Dopo circa tre settimane ho ritrovato un po' di equilibrio e sono stato capace di camminare di nuovo piano piano in giro per casa.

Ho ricominciato a muovermi, ma comunque non sentivo quasi più niente. Quando l'ho scoperto, sono impazzito. Volevo ascoltare qualcosa dal telefono, ma non riuscivo a sentire nulla, nemmeno appoggiandolo all'orecchio—sentivo solo qualche suono lontano. Pensavo che mi si fosse rotto di nuovo il telefono. Poi l'ho appoggiato all'orecchio sinistro e ho sentito qualcosa. E mi sono detto: 'Cazzo, sono sordo'. È stato un incubo.

E poi?
Ho fatto avanti e indietro dall'ospedale per tre mesi, ma ancora non riuscivano a capire che cosa non andava. Nel frattempo, camminare mi risultava ancora difficile. Dopo il terzo mese volevo arrendermi. Lasciare la musica, smettere di fare l'artista per sempre. Pensa quanto stavo male. Nel frattempo, l'acufene era peggiorato, perché il cervello fa comparire suoni di ogni tipo quando perdi l'udito.

Devo aver visto ogni angolo dell'ospedale durante quel periodo. Mi hanno punzecchiato con ogni sorta di ago, somministrato ogni medicina. Roba strana: cerotti sul corpo, lavaggi auricolari con acqua di diverse temperature. Ma non hanno mai scoperto che cosa mi fosse successo. Specialisti dell'occhio, reumatologi, otorinolaringoiatri, dottori di altri ospedali. Visto che non sono riusciti a capire niente, al momento ipotizzano che io abbia la sindrome di Cogan: una malattia autoimmune per cui le mie stesse cellule attaccano il mio corpo.

Sei uno dei rapper più seguiti d'Olanda, e tutto d'un colpo non sai se potrai mai salire di nuovo su un palco. Come ti sei sentito?
Non lo augureresti al tuo peggior nemico. Quando la musica scompare dalla tua vita è terrificante. Un giorno mi sono seduto all'organo di un mio amico e ho suonato una melodia in Do minore. È una cosa che suono sempre. So esattamente come suona e quanto può essere bella, ma quella volta alle mie orecchie suonava una schifezza. Se premevo un tasto otto volte, suonava ogni volta diverso. Eppure, se ci ripenso, tra tutte le persone che diventano sorde, meglio che sia capitato a me.

Cosa vuoi dire?
Perché ho le orecchie allenate da sempre. Quindi nel momento in cui mi sono stati installati gli apparecchi acustici, sapevo esattamente come settarli e quali frequenze privilegiare. Non penso che un avvocato sarebbe stato in grado di farlo. La prima volta che ho suonato una canzone e le note hanno suonato come dovevano, sono scoppiato a piangere. Sarò sincero: fino a quel momento pensavo che sarei morto. Il fratello di mio padre è morto a causa di una malattia autoimmune quando aveva più o meno la mia età.

Come affronti questa idea?
Con paura, ma più che altro con tristezza. Il pensiero della fine della vita quando sei ancora all'inizio, di non aver ancora visto niente, è terribile. Per un anno intero non ho vissuto. Ancora mi chiedo come ho fatto. Ma appena ho ricominciato a sentire la musica, ho pensato: "Posso fare musica, essere me stesso, parlare con le persone". Guarda quanto lontani siamo seduti l'uno dall'altro proprio ora, e possiamo ancora conversare. Sinceramente, tutto quello che posso fare adesso è sorridere. Non perderò mai più tempo.

SOR voor VICE

I Black Acid stavano andando bene prima di questa storia. Ora, un anno dopo, sei tornato con un contratto con Noah's Ark. Come è possibile?
Quel contratto mi aspettava da un po'. Ne avevamo parlato anche con i Black Acid, ma non ci sembrava il momento giusto. E quando sono tornati alla carica per offrirmi l'opzione solista, ho detto di no. Poi sono diventato sordo, il che ha bloccato il contratto, ma una volta che mi sono sentito meglio ho firmato.

Come vanno i tuoi concerti oggi?
All'inizio erano un casino. Non riuscivo a sentire le casse e i monitor. Dopo il mio primo concerto ho bevuto per tre ore di fila, perché non ero stato in grado di esibirmi al mio livello. Ma la gente mi ha detto che è andata bene. Una persona mi ha anche detto che sono stato meglio.

Quello è uno dei peggiori insulti che abbia mai sentito. Sei sordo, e ora puoi davvero cantare di nuovo.
Ahahah, sì, è stato terribile. Ma ora abbiamo escogitato vari trucchetti. Ho degli apparecchi acustici speciali e un SubPac—uno zaino speciale che ti fa sentire le basse fisicamente nella schiena. Aiuta sia per fare i beat che per rappare. Si capisce a malapena che ho dei problemi di udito. Spesso gli altri artisti non si rendono conto che sono sordo finché non si trovano in studio con me.

Sembri ottimista.
Lo sono. Prima di perdere l'udito ascoltavo dei grandi del rap, e ora che sono tornato gli stessi nomi sono sul mio EP. Ho registrato una traccia con [il rapper olandese] Hef, è fantastica. Non ho paura di ammalarmi di nuovo perché le medicine che sto prendendo funzionano e funzionano anche i miei apparecchi acustici. Non permetterò più a niente di fermarmi.

Ascolta il nuovo EP di Sor su Spotify:

La versione originale di questo articolo è stata pubblicata da VICE NL.

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