Ecco come gli incendi boschivi stanno distruggendo il vino californiano

"Stiamo parlando di un uragano di fuoco vero, di conseguenze reali del riscaldamento globale."
18 ottobre 2017, 7:00am
Photo by Adrianna Oster Gozza

L'azienda vinicola di famiglia di Adriana Oster Gozza, la Oster Wine Cellars, non è grandissima, produce circa 1000 casse di vino all'anno, ma è letteralmente andata a fuoco non molti giorni fa. Tuttavia Gozza si ritiene fortunata: è ancora viva e può raccontare cosa sia successo.

"Eravamo proprio nel bel mezzo del processo di raccolta," Gozza ha raccontato al telefono a MUNCHIES. "Quindi nel periodo dell'anno che frutta di più all'industria del settore di questa zona."

Collocata nella Contea di Mendocino, la Oster Wine Cellars è "solo" una delle numerose aziende vinicole che ha subito danni ingenti, se non direttamente visto i propri sforzi bruciare al suolo, in seguito agli incendi boschivi che si sono susseguiti a partire dalla prima domenica di ottobre nel Nord della California, la terra del vino. Questi incendi non hanno risparmiato neppure vite umane. Ad oggi si contano infatti 31 morti e centinaia di persone scomparse, per non parlare delle migliaia di abitanti della zona costretti a evacuare in fretta e furia. L'industria vinicola è fonte di reddito e di sostentamento per questa zona della California, e gli incendi boschivi stanno contribuendo a distruggerla.

Quel che rimane della Oster Wine Cellars. Foto di Adrianna Oster Gozza.

Gozza e i suoi genitori, Ken e Teresa Fetzer Oster, avevano dato il via alla Oster Wine Cellars nel 2002. Lei al momento ha rivelato sia troppo presto per stimare i danni subiti in seguito agli incendi, ringraziando anche il fatto che l'azienda vinicola non fosse l'unica forma di reddito per la famiglia. "Per ora stiamo cercando di esaminare la situazione. La nostra è un'azienda piccola. Fossimo stati più grandi, allora sì che i danni sarebbero diventanti ancora più ingenti." E questo è il caso, ci spiega, della ben più grande azienda vinicola Frey Vineyards, che è stata completamente distrutta.

"Non abbiamo informazioni da rilasciare," ha risposto invece un rappresentante dell'azienda vinicola Stags' Leap Winery di Napa, che ci ha chiesto di rimanere anonima. "Rimarremo chiusi fino a venerdì. È troppo presto per potervi dire altro." Maggie, così ha chiesto di essere identificata la nostra fonte, ha anche riportato che tutte le strade verso le vigne siano chiuse, per impedire che qualcuno possa recarsi nelle sedi delle varie aziende vinicole. Fortunatamente, ci fa sapere, nessun dipendente della Stags' Leap Winery risulta scomparso o morto.

"Avreste dovuto vedere com'era bello qui, prima. Stiamo parlando di un uragano di fuoco vero, di conseguenze reali del riscaldamento globale," ha continuato Gozza.

L' Oster Wine Cellars dopo l'incendio. Foto di Adrianna Oster Gozza.

Molti altri hanno associato quanto successo agli effetti nefasti del riscaldamento globale. "La vera tragedia è come la città e i vigneti siano andati a fuoco," spiega Dennis Baldocchi, professore del dipartimento di Scienze Ambientali, Politica e Management all'Università della California. Via e-mail ci ha detto che questo tipo di eventi è solito svilupparsi in campagna o nelle zone più isolate della regione.

A noi di MUNCHIES ha inoltre raccontato quanto le folate di vento caldo e secco siano rare in questa regione del pianeta, sebbene, di tanto in tanto, possano arrivare. Quando gli abbiamo chiesto un po' di percentuali circa il fenomeno che sta mettendo in ginocchio il settore vinicolo californiano, Baldocchi ci ha presentato solo due vecchi casi, quello di Oakland del 1991 e quello di Berkeley del 1923.

Nel cercare di spiegare a cosa potessero essere ricondotti questi uragani di fuoco, Baldocchi ha associato le cause a una specifica catena di avvenimenti, fra cui si contano un inverno umido che ha prodotto molta biomassa, la fine della stagione secca estiva (che coincide con il periodo dell'anno in cui la vegetazione è più a rischio combustione), e i venti secchi provenienti dal nordest, che di rimando hanno aiutato gli incendi a dilagarsi.

Baldocchi ha poi concluso l'e-mail avvisandoci del fatto che, d'ora in poi, sia meglio non solo aspettarsi annualmente l'arrivo di simili eventi, ma anche mettere in conto che potranno risultare ancora più frequenti e violenti. "Gli scienziati che studiano i cambiamenti climatici sostengono che, per via del riscaldamento globale, saremo maggiormente esposti a episodi simili. Parliamo di incendi che, sempre stando agli studi, è plausibile risultino ancora più forti e distruttivi. Possiamo quindi decisamente aspettarci più uragani di fuoco nel futuro."