Il 'bambino vampiro' è l'ultimo elemento di una necropoli davvero inquietante

Tra ossa di neonati e cuccioli di cane senza testa, il sito di Lugnano in Teverina, in Umbria, continua a stupire gli archeologi.

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16 ottobre 2018, 10:04am

Immagine: courtesy di David Pickel/Stanford University

Pochi giorni fa in un paesino collinare dell'Umbria, Lugnano in Teverina, è stato ritrovato quello che molte testate italiane e internazionali hanno soprannominato il "bambino vampiro". Si tratta dello scheletro di un bambino di dieci anni risalente al V secolo d.C. sepolto in posizione fetale con la bocca aperta e una pietra infilata tra i denti. Il sito archeologico del ritrovamento è noto come la Necropoli dei Bambini di Lugnano: un’antica villa di età augustea che dopo alcuni secoli è diventata un misterioso cimitero, scoperta dagli archeologi alla fine degli anni ottanta.

"Il ritrovamento della tomba 'B51' — questa l'identificazione ufficiale assegnatagli dagli archeologi — ha lasciato sbalorditi anche i ricercatori coinvolti nelle indagini," riporta il comunicato stampa. "Il posizionamento di una pietra nella bocca dell'infante potrebbe aver fatto parte di un rituale funerario diretto a contenere la malattia [la malaria, ndr], o più specificamente il corpo stesso. Tali inumazioni insolite sono comunemente conosciute come 'sepolture devianti'."

Le cosiddette 'sepolture devianti' non sono un fenomeno così raro nell'archeologia romana: sono pratiche funerarie rituali dovute alla paura che i cadaveri possano tornare in vita e consistono nella mutilazione degli arti, nell'asportazione del cranio, e in generale nell'impedire alla salma di muoversi per ritornare dagli inferi. In questo caso la pietra in bocca rappresenterebbe un atto di stregoneria per impedire al piccolo malato di malaria di tornare tra i vivi e infettarli. Da ciò deriva l'appellativo di vampiro.

Nel sito della Necropoli, il team di archeologi guidato da David Soren ha infatti rinvenuto le prime tracce archeologiche di Plasmodium falciparum, il parassita della malaria. L'epidemia di cui sarebbero stati vittima i bambini è la stessa che secondo alcune ricostruzioni avrebbe impedito agli Unni di Attila di invadere Roma e secondo altri — guardate il documentario della BBC qui sotto — avrebbe contribuito alla caduta all'impero. La questione più interessante legata al ritrovamento del vampiro, però, è la serie di ipotesi che fa scaturire sugli strani rituali e i cruenti sacrifici operati dagli antichi romani.

Il bambino vampiro non è l'unico dei 52 ritrovati finora a essere stato sepolto in modo atipico. In uno dei numerosi paper scritti da Soren, che studia il sito dal 1988, si parla di un bambino i cui piedi "erano stati assicurati da pietre e mattoni, forse nel tentativo di impedire che l'anima si sollevasse e depredasse i vivi," di un altro "trovato sepolto con un artiglio di corvo, un simbolo tradizionale della stregoneria associato al mondo degli inferi e ai morti" e infine di uno scheletro "a testa in giù con la bocca aperta sulla terra con all'interno frammenti di ossa."

Anche se nel 313 d.C., più di un secolo prima della creazione del cimitero, l'Editto di Costantino ufficializzava il cristianesimo nell'impero, è evidente che le sopravvivenze pagane e la stregoneria fossero ancora molto diffuse. Secondo gli studiosi, molti degli indizi portano al culto di Ecate, la dea dei demoni malvagi, dei morti e della negromanzia. In particolare, nel sito della necropoli sono state ritrovate molte ossa di animali tradizionalmente legati al culto della dea tra cui corvi, rospi e cuccioli di cane.

La storia di questi ultimi è particolarmente truculenta. Vicino ai neonati sepolti sono stati ritrovati 12 cuccioli di cane di meno di sei mesi e un cane di circa un anno con teste e mandibole mancanti. "Le prove suggeriscono che i cuccioli di Lugnano furono fatti a pezzi prima della sepoltura, forse in un rituale per calmare le forze del male associate agli aborti e alle malattie," scrive Soren nel suo paper del 2003. "Secondo Plinio, si pensava che i cuccioli assorbissero il potere di una malattia quando aspiravano il latte dalla bocca di un malato. Se i cuccioli venivano poi uccisi e seppelliti, sottomettevano i demoni che causavano la sventura della malattia."