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Questo fotografo immortala l'inquinamento che noi non possiamo vedere

Volando a 300 metri dal suolo, J Henry Fair rivela le catastrofi ambientali quotidiane a cui non pensiamo.

di Edoardo Liotta
28 maggio 2019, 6:00am

Foto di J Henry Fair.

Spiagge ricoperte di immondizia, tartarughe soffocate da cannucce colorate e coltri di smog dense e grigie—questo è il tipo di immagini che in genere associamo all'inquinamento. E le contaminazioni che non possiamo vedere? Ci ha pensato il fotografo e attivista J. Henry Fair a immortalarle.

Con l'aiuto di un pilota privato per ogni tappa, Henry si è messo in volo e ha scattato Industrial Scars: una serie che vuole ritrarre l'inquinamento industriale causato dal consumismo di massa. VICE lo ha contattato per scoprire di più sulla sua fotografia radicale e il suo attivismo.

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La fine dell'agricoltura. The End Of Agriculture. Tubo di scarico da un deposito di rifiuti di fosfato. Lakeland, Florida, USA. Foto di J Henry Fair.

VICE: Ciao Henry. Puoi raccontarci da cosa trae ispirazione la tua fotografia?
Henry Fair: Al giorno d'oggi siamo trincerati in casse di risonanza create dagli algoritmi sui social, che ci propinano cose che già pensiamo. Ciò che spero è di creare qualcosa di così bello da trascendere queste casse. Voglio avviare un dialogo.

Come trovi i posti che scatti?
Ho degli archivi, risalgo alle località. Cambia molto a seconda dei casi. Dopo averli studiati per anni, mi sono fatto un'idea di cosa succede e dove. Scelgo anche in base a dove sto cercando di influenzare norme e leggi.

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Vapori che escono dalle torri di raffreddamento di un impianto a carbone a Grevenbroich, Germania. Foto di J Henry Fair.

Quali sono i problemi su cui stai cercando di fare sensibilizzazione?
Il dibattito sul carbone in Germania, che sta prendendo piede proprio ora. Le persone non hanno idea di quanto ne venga davvero bruciato. Un impianto energetico brucia un convoglio di carbone al giorno, e ti resta un mucchio di cenere quando bruci il carbone.

Quindi vuoi mostrare alle persone cosa succede e, magari, ispirarle a fare qualcosa?
Esatto. Al momento, la foresta di Hambach è un grosso argomento ambientale in Germania. Ci sono attivisti che vivono da anni nella foresta per protestare contro il fatto che venga distrutta per ricavarne carbone. La questione è simbolica e rappresentativa di un problema tanto europeo quanto globale. Dei 10 più grandi emettitori di anidride carbonica in Europa, sette sono impianti a carbone. Oltre ad essere un problema per la foresta, che ospita cinque specie europee, è anche rappresentativo delle politiche tedesche nei confronti del carbone, perché la Germania è primo paese per emissioni di CO2 in Europa.

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Lagune di smaltimento rifiuti di una fabbrica di carta. Foto di J Henry Fair. Credit a LightHawk.

Mi parli delle foto che mostrano l'inquinamento causato dalla produzione di fazzoletti in Canada?
Quello che vedi è la quantità di rifiuti che deriva dalla produzione di fazzoletti e carta igienica di una marca molto famosa. Ma non voglio rivelare quale; preferisco dire a chi guarda le mie foto che deve usare carta igienica fatta dai giornali, piuttosto.

La cosa piena di bolle al centro sono degli agitatori: agitano i rifiuti liquidi per accelerare l'evaporazione dei composti organici volatili (VOC) e ci buttano microbi in mezzo, per fargli mangiare un po' della parte organica.

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Pennacchio di schiuma nel lago di scarti di bauxite della raffineria di alluminio di Burnside, Louisiana, USA. Foto di J Henry Fair.

Che impatto hanno queste immagini su di te?
La cosa più importante che ho scoperto è che ambiente significa natura e natura significa noi. Gli esseri umani sono natura. Non dimentichiamocene.

La civilizzazione che abbiamo raggiunto ci fa credere che siamo separati dalla natura—questo è lo sbaglio più grosso del mondo.

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Sommità di vasche di conservazione del petrolio alla raffineria di Pascagoula, Mississippi, USA. Foto di J Henry Fair. Crediti a SouthWings.

Come raggiungi le altitudini necessarie per scattare queste foto?
Noleggio un velivolo con pilota così da arrivare a circa 300 metri, che in genere è l'altezza minima legale sulle aree popolate. Alle volte riesco a convincere il pilota ad andare più in basso. Questo è uno degli aspetti più complessi, però: in molti posti è difficilissimo trovare un pilota e un aereo. A Singapore, per esempio, è impossibile. Singapore ha moltissime piattaforme petrolifere e speravo di fotografarle, ma nessuno mi ci ha portato.

Hai avuto brutte esperienze mentre esploravi o ritraevi questi ambienti?
Sono stato interrogato dall'FBI—sono stati molto educati però. In generale, dopo gli attacchi dell'11 settembre, l'America è diventata parecchio paranoica. La paura è un'emozione molto utile da instigare, e ha spinto uno dei piloti che avevo assunto a denunciarmi per terrorismo perché gli avevo chiesto di sorvolare una certa zona. Un'altra volta una raffineria ha chiamato la polizia perché ci ha visti volare sulla loro area.

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Liquido verde in una cava di gesso derivato dalla produzione di fertilizzanti al fosforo a Huelva, Spagna. Foto di J Henry Fair.

Riesci a sentire l'odore dell'inquinamento da lassù?
Oh sì, è terribile. Se voli sugli scarichi di un impianto alimentato a carbone o su una raffineria, è veramente tossico.

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Materiale grezzo nei pressi di una fabbrica di vernici a Szczecin, Polonia. Foto di J Henry Fair.

Che messaggio vuoi passare come attivista?
Siamo a un punto di crisi. Non c'è più tempo. I governi non rispondono alle persone; i governi rispondono ai proprietari delle multinazionali. Il modello capitalista prevede estrazione, consumo, scarto. Anche le persone che stanno facendo bei soldi su tutto questo hanno dei figli, ma si illudono che i loro soldi basteranno a proteggerli dal peggio.

Gli orsi polari non hanno più speranze. Non piangete per loro. Lo stesso vale per le tigri. Abbiamo già perso tanto—ma c'è ancora tanto che possiamo salvare. L'unico modo per impedire che continui così è che le persone escano per le strade e dicano "ne abbiamo abbastanza."

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