Recensione: Ancst - Ghosts Of The Timeless Void

Uno sfogo “per tutte le frustrazioni che derivano dalla democrazia, dai fascisti, razzisti, sessisti” a colpi di black metal, crust e metalcore.
6.3.18

Mala tempora currunt. I rigurgiti nazionalisti, i venti nostalgici, gli episodi di neanche troppo velato squadrismo ci colgono così tanto apatici e molli e assuefatti alla merda che ci circonda che nemmeno ci facciamo più troppo caso. Per fortuna, o forse per indecifrabile segno del destino, proprio in questi giorni esce un nuovo disco degli Ancst.

Si possono dire un sacco di cose sugli Ancst, e sono tutte tra il giusto e il bellissimo: un collettivo berlinese che coi generi musicali ci si pulisce il culo e ne suona almeno quattro tutti assieme riuscendo a fare un quantitativo di danni a tratti commovente, partito dalle etichette grind underground più politicamente consapevoli della scena tedesca (per una volta woke non è un aggettivo buttato là, se si parla di Vendetta e soprattutto di WOOAAARGH), con un approccio totalmente incompromissorio eppure allo stesso tempo moderno e attualissimo, eccetera eccetera. Insomma: gente che suona black metal, crust e metalcore, ma che nella sua iperattività non disdegna EP o split che abbraccino dark ambient e noise, e riesce incredibilmente a fare sempre tutto bene, con una compattezza e una coerenza degna dei migliori Bolt Thrower, ma suonando - mi permetto di citare Nocleansinging - molto più Heaven Shall Burn che …When We Are Gathered .

Ghosts Of The Timeless Void è esattamente questo: un album veloce, compatto, affilato, che unisce accordi black metal a melodie metalcore, dall’atteggiamento e con un messaggio turboradicale a sinistra. Nel senso che il collettivo sulla propria pagina Facebook si è dato una vera e propria Missione, e gli Ancst sono uno sfogo “per tutte le frustrazioni che derivano dalla democrazia, dai fascisti, razzisti, sessisti e da tutte le altre agende del cazzo”. Una roba che non fa sconti, ti sbatte in faccia i problemi e ti sprona ad affrontarli a viso aperto, anzi, direttamente a muso duro.

Rispetto a Moloch, di due anni fa, i Tedeschi sono approdati su Lifeforce, hanno cambiato un chitarrista e perso uno dei due cantanti, ma la sostanza è rimasta invariata, anche se il tono di voce è conseguentemente meno vario e ancora più tagliente. Sì, c’è giusto qualche spiraglio in “Dysthymia”, ma il fondamento su cui Ghosts poggia è sempre quello: mettere sul piatto diversi generi e cannibalizzarli con una rabbia che solo le periferie occidentali possono metterti in corpo. Gli Ancst sono un’esperienza devastante, sfibrante, logorante. Eppure assolutamente necessaria. Anzi, se state dalle parti della riviera andate a vederli, che scendono per la prima volta in Italia per due date a casa di Cristo e si prospettano enormi mazzate.

Gli Ancst sono in tour e suoneranno in Italia, al Grotta Rossa di Rimini, venerdì 16 marzo. Segui l'evento su Facebook.

Ghosts of the Timeless Void è uscito il 2 marzo per Lifeforce.

Ascolta Ghosts of the Timeless Void su Bandcamp:

TRACKLIST:
1. Dying Embers
2. Shackles of Decency
3. Concrete Veins
4. Revelation of Deformity
5. Unmasking the Imposters
6. Of Gallows and Pyres
7. Quicksand
8. Republic of Hatred
9. Dysthymia
10. Sanctity
11. Self-Portrait

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