La Corea del Nord ha prodotto la sua prima birra ufficiale

No, non fa venire la pancia di Kim Jong Un. O almeno lo speriamo.
Andrea Strafile
Rome, IT
8.2.18
Immagine via Radio Free Asia

Tra lanci di missili atomici in direzioni casuali, dichiarazioni di odio incondizionato e truculenti misteri, alle volte può capitare che qualcosa di buono arrivi anche dalla quella strana terra chiamata Corea del Nord. Beh, se non buono, qualcosa di normale. Di rassicurante. Di alcolico, insomma. In questi giorni di Olimpiadi Invernali, in un clima che sembra essersi temporaneamente pacificato tra le due nazioni sorelle in nome della gloria e dello sport (o meglio sembrava, vista l’ultima straordinaria trovata di Kim Jong Un di fare una parata militare con tanto di fucili e armi durante la vigilia dei Giochi ) è giunta voce di una notizia positiva. Quantomeno
non si parla di invadere il Giappone.

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Ecco i fatti: sembra che la gloriosa Nord Corea abbia creato una nuova birra usando un metodo di produzione brassicola mai usato prima. Almeno a detta loro.

Al posto di utilizzare l’orzo la società nazionale Taedonggang Brewing Company si è messa a produrre birra con il grano perché, secondo le voci sotto traccia che rimbalzano da un quotidiano a un altro, “ne migliorerebbe tanto il sapore quanto il profumo”.

A quanto pare il cicciotto dittatore, grande bevitore di birra, avrebbe ordinato di fargliene fare appositamente una per evitare di incorrere in quella della sorella Sud Corea. Dopo aver tentato di accalappiarsi i mastri birrai tedeschi, perché il German Style-biergarten è pur sempre il German Style-biergarten, ed essersi beccato una discreta ma decisa porta sul naso, ha affidato alla Taedonggan il compito di creare qualcosa di nuovo.

Con una produzione iniziata a fine 2015, oggi questa è la birra del nordcoreano medio, che si allinea al suo leader nel braccio, nella pancia e nella sostanza. La nuova creazione sarebbe dovuta essere presentata al festival estivo a Pyongyang, festival che a dire il vero non si è mai tenuto, senza alcun tipo di spiegazione ufficiale esaustiva in merito. Se avete voglia di tradurre dal coreano vi accontento subito. Infine, dal momento che i rapporti con la quasi totalità delle nazioni vicine sono pressoché nulli, Kim ha deciso in un’improvvisa follia capitalista di permettere la vendita di questa sua nuova birra anche in due città cinesi appena oltre il confine. Non sappiamo quanto sia migliore il gusto e l’olfatto del “nuovo” nettare coreano, ma sarebbe bello poterlo scoprire.