No, i migranti della Diciotti non sono degli untori di scabbia

L'allarme scabbia sulla nave è solo un segno della crudeltà di chi nega lo sbarco, non un pericolo per la nostra salute.
24.8.18

Dallo scorso lunedì, com’è ormai noto, una nave della Guardua Costiera italiana con a bordo 150 migranti in condizioni igienico-sanitarie precarie è ferma nel porto di Catania. Mercoledì, il procuratore di Agrigento Luigi Patronaggio, che per questa spinosa situazione ha aperto un fascicolo per sequestro di persona e arresto illegale, è salito sulla nave munito di mascherina e mandato di ispezione . "Ho constatato che sono quasi tutti affetti da scabbia. Una realtà devastante," ha dichiarato in un’intervista al Corriere della Sera.

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A centinaia di chilometri di distanza dalla nave, dalle loro comode case, gli italiani si dividono essenzialmente tra chi #iostoconSalvini e chi no. La scabbia stessa è diventata motivo di divisione tra chi vede i migranti come degli untori di malattie esotiche, chi si chiede perché è obbligato a vaccinare i propri figli se poi si accolgono africani malati, e invece chi vede — giustamente — i migranti come delle vittime strumentali di una becera situazione politica.

Un punto che forse è utile chiarire per calmare gli animi più infiammati è che la scabbia è una malattia della pelle contagiosa ma piuttosto difficile da trasmettere senza un contatto diretto. Non si prende per via aerea come per esempio il morbillo, è una malattia sessualmente trasmissibile ma non immediatamente come altre: per prendere la scabbia è necessario avere un contatto prolungato con la persona infetta, un contatto pelle-pelle, o condividere uno spazio angusto e poco igienico.

A provocare questo morbo fastidiosissimo e potenzialmente mortale è un acaro, lo Sarcoptes scabiei, che si insinua sotto la pelle deponendo uova e provocando delle eruzioni cutanee che danno un prurito molto intenso. Gli acari della scabbia sono diffusi in tutto il mondo a tutte le latitudini, e ogni anno si registrano circa 300 milioni di casi a tutti i livelli socioeconomici — anche se le epidemie vere e proprie "sono connesse a povertà, mancanza di acqua, condizioni sanitarie precarie e sovrappopolazione" è scritto sul sito dell'OMS.

L'Organizzazione Mondiale della Sanità, infatti, classifica la scabbia tra le malattie legate all'acqua, proprio perché le probabilità di ammalarsi e la possibilità di curarsi sono legate alle condizioni igienico-sanitarie. "Il trattamento dei pazienti con l'acaricida deve essere preceduto da un bagno caldo con largo uso di sapone. I vestiti infettati dovrebbero essere sterilizzati o lavati in acqua bollente. Letti, materassi, lenzuola e biancheria devono essere tutti trattati con acaricidi," è scritto nel post.

Di sicuro i volontari e i medici che si trovano a bordo della Diciotti stanno facendo il possibile per curare i malati e controllare l'epidemia. L'ideale sarebbe che i migranti riuscissero ad allontanarsi dall'ambiente ormai infetto e igienicamente deprecabile che si è creato nella nave, ma il loro destino è ancora sospeso. Su chi sia la parte lesa in tutta questa situazione non ci sono dubbi: chi teme un'epidemia di scabbia deve soltanto evitare di salire a bordo della nave o di dividere il letto con un migrante. Ma per chi sta con Salvini non sembra esserci nessun pericolo.