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No, i migranti della Diciotti non sono degli untori di scabbia

L'allarme scabbia sulla nave è solo un segno della crudeltà di chi nega lo sbarco, non un pericolo per la nostra salute.

di Antonella Di Biase
24 agosto 2018, 1:12pm

Dallo scorso lunedì, com’è ormai noto, una nave della Guardua Costiera italiana con a bordo 150 migranti in condizioni igienico-sanitarie precarie è ferma nel porto di Catania. Mercoledì, il procuratore di Agrigento Luigi Patronaggio, che per questa spinosa situazione ha aperto un fascicolo per sequestro di persona e arresto illegale, è salito sulla nave munito di mascherina e mandato di ispezione . "Ho constatato che sono quasi tutti affetti da scabbia. Una realtà devastante," ha dichiarato in un’intervista al Corriere della Sera.

A centinaia di chilometri di distanza dalla nave, dalle loro comode case, gli italiani si dividono essenzialmente tra chi #iostoconSalvini e chi no. La scabbia stessa è diventata motivo di divisione tra chi vede i migranti come degli untori di malattie esotiche, chi si chiede perché è obbligato a vaccinare i propri figli se poi si accolgono africani malati, e invece chi vede — giustamente — i migranti come delle vittime strumentali di una becera situazione politica.

Un punto che forse è utile chiarire per calmare gli animi più infiammati è che la scabbia è una malattia della pelle contagiosa ma piuttosto difficile da trasmettere senza un contatto diretto. Non si prende per via aerea come per esempio il morbillo, è una malattia sessualmente trasmissibile ma non immediatamente come altre: per prendere la scabbia è necessario avere un contatto prolungato con la persona infetta, un contatto pelle-pelle, o condividere uno spazio angusto e poco igienico.

A provocare questo morbo fastidiosissimo e potenzialmente mortale è un acaro, lo Sarcoptes scabiei, che si insinua sotto la pelle deponendo uova e provocando delle eruzioni cutanee che danno un prurito molto intenso. Gli acari della scabbia sono diffusi in tutto il mondo a tutte le latitudini, e ogni anno si registrano circa 300 milioni di casi a tutti i livelli socioeconomici — anche se le epidemie vere e proprie "sono connesse a povertà, mancanza di acqua, condizioni sanitarie precarie e sovrappopolazione" è scritto sul sito dell'OMS.

L'Organizzazione Mondiale della Sanità, infatti, classifica la scabbia tra le malattie legate all'acqua, proprio perché le probabilità di ammalarsi e la possibilità di curarsi sono legate alle condizioni igienico-sanitarie. "Il trattamento dei pazienti con l'acaricida deve essere preceduto da un bagno caldo con largo uso di sapone. I vestiti infettati dovrebbero essere sterilizzati o lavati in acqua bollente. Letti, materassi, lenzuola e biancheria devono essere tutti trattati con acaricidi," è scritto nel post.

Di sicuro i volontari e i medici che si trovano a bordo della Diciotti stanno facendo il possibile per curare i malati e controllare l'epidemia. L'ideale sarebbe che i migranti riuscissero ad allontanarsi dall'ambiente ormai infetto e igienicamente deprecabile che si è creato nella nave, ma il loro destino è ancora sospeso. Su chi sia la parte lesa in tutta questa situazione non ci sono dubbi: chi teme un'epidemia di scabbia deve soltanto evitare di salire a bordo della nave o di dividere il letto con un migrante. Ma per chi sta con Salvini non sembra esserci nessun pericolo.